Intervista agli And Harmony Dies
a cura di Machinegun
Dopo l’uscita del loro primo disco per la My kingdom Music, recensito su queste pagine elettroniche, abbiamo raccolto un’intervista molto particolare con un gruppo che farà parlare di sé … a voi gli And Harmony Dies.
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- Ciao ragazzi, impressioni a caldo per quanto riguarda questo disco appena uscito - Ciao, beh siamo molto soddisfatti di come è venuto e siamo molto contenti di avere un'etichetta e una distribuzione decente, nonché incuriositi nel leggere le stravaganti recensioni in giro.
- Entriamo nel cuore dell’intervista: fate un genere molto ricco ed eterogeneo, quali sono le vostre maggiori influenze?? |
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- Fondamentalmente la vita stessa e la quotidianità ci danno gli spunti per comporre musica così varia. Poi ascoltiamo molta musica e siamo aperti a tutte le forme di comunicazione attraverso le arti, siano esse classiche o avanguardistiche.
- La critica che spesso vi viene mossa è che siete troppo prolissi e confusionari, la migliore è che avete belle idee e siete molto vari: pensate per il futuro di sfoltire un po' il songwriting facendo canzoni più brevi e di impatto immediato, oppure continuerete ad essere così cervellotici??
- Bella domanda! L’ essere prolissi o confusionari dipende da cosa uno è abituato ad ascoltare, anche i Metallica per un vecchietto sono prolissi e confusionari, quando non si capisce una cosa si tende ad addossarle la colpa senza mettersi mai in dubbio. Premesso questo, l’impatto immediato non ci interessa, per questo ci sono già gruppi ben rodati a disposizione. Gli And Harmony Dies hanno sempre cercato di andare oltre alla sola musica violenta e potente. Per quanto riguarda canzoni brevi non ci siamo mai posti il problema e comunque su “Flames Everywhere” le canzoni in media sono sui quattro minuti e mezzo…
- Rimanendo nell’argomento: ma come vi è venuto in mente di fare una cover di una durata improbabile come “At War With Satan” dei Venom?
- Siamo tutti fans del metal anni ottanta, io in particolar modo dei Venom, e l’ idea di riorchestrare un brano così epico e così lungo era particolarmente stimolante, se ci aggiungi che come tematiche era azzeccata… il gioco è fatto.
- Vi chiedo una cosa dato che siete un gruppo black metal…che ne pensate di tutte queste storie sul satanismo che anche in questi giorni sono state alla ribalta con la riapertura dell’inchiesta sulle “Bestie di Satana”?
- Non ci riteniamo un gruppo black metal, non vedo molti legami fra noi ed i Darkthrone e non ci interessano questi fatti di cronaca nera.
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- Il prossimo disco è in progetto oppure vi concentrerete sui live con un eventuale tour? - Stiamo preparando tutta la parte live e purtroppo va un po' per le lunghe a causa della particolarità dei concerti che vogliamo fare, l'idea è di creare qualcosa di molto particolare. Tuttavia alcuni nuovi brani sono già stati abbozzati.
- A proposito…come è la situazione per suonare da voi? Ci sono locali, i mezzi e la possibilità di suonare?? Ve lo dico perché anche io suono e per fare un concerto a Roma abbiamo bisogno o di una legge fatta dal Senato o sperare nella morte istantanea di qualche gruppo inserito nel programma dei locali. |
- Qui da noi ci sono molti locali per suonare e hanno sempre programmi strapieni per mesi, personalmente per quanto ci riguarda speriamo di riuscire a fare delle date fuori dall'Italia.
- L’album l’avete chiuso con una canzone che dura 20 minuti, l’intervista mi aspetto con una risposta di 20 pagine..concludete come volete.
- Innanzitutto grazie per la disponibilità, poi volevo consigliare il nostro album a chi si è stancato di canzoni prevedibili, che cominciano e dopo 30 secondi si sa già come finiscono. Lo consiglio anche a chi quando ascolta un album non vuole solo scuotere la testa su e giù ma ama anche sentirsi trasportare all'interno di una storia. Lo consiglio a chi se è stancato di sentir cantare Hail Satan o Please God Help Me, qui da noi le divinità sono morte! I fantomatici recensori hanno detto tutto ed il contrario di tutto su quest'album, noi rispondiamo così: "Quando i critici non sono d'accordo tra di loro, l'artista allora è d'accordo con se stesso" (O. WILDE).