.Intervista agli Assedium

a cura di Psychotron

Appuntamento fisso su Stereo Invaders con gli Assedium. Nuovo album e nuova intervista. Sempre agguerriti, sempre barbari, sempre integralmente e fanaticamente epic metal. "Fighting For The Flame" è il titolo del nuovo album, e lascia poco spazio a fraintendimenti ... la devozione talebana al verbo del fuoco e dell'acciaio da parte di questa band è ineluttabile. Drake e Guido hanno risposto alle nostre domande, rivelandoci perché il nuovo CD segna un ulteriore passo avanti nella storia della band, perché i mentori Manowar hanno toppato, perché ai fans delle band piagnucolose non piacciono gli Assedium, quale categoria di persone merita di vivere e quale no. Se volete sapere se siete tra i fortunati o meno, proseguite nella lettura...

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- Ciao a tutti e bentornati sulla webzine. Sono trascorsi due anni dal precedente platter e dalla nostra ultima intervista. Quanto sono cresciuti gli Assedium in questo frangente?

- Drake: Sono cresciuti molto in termini di esperienza e, perché no, anche di tecnica, ma non più di tanto dal punto di vista stilistico. Le canzoni saranno anche più varie, meno lineari e forti di arrangiamenti più ricercati, ma si muovono praticamente sulle stesse coordinate di "Rise Of The Warlords". Da questo punto di vista credo che cresceremo ben poco e rimarremo ancorati alla nostra musica come bambini capricciosi!

 

- Guido: Cresciuti? Ah ah ah!!! Se fossimo cresciuti, amico mio, ci metteremmo a suonare quelle robe che vanno di moda ora tipo Lamb Of God, Trivium o come diavolo … e invece siamo ancora qui a suonare ‘sta roba che non interessa a nessuno, grazie al cielo!!! Ben ritrovati a voi comunque!

 

- Da "Far From The Light" in poi mi sembra di poter dire che gli Assedium si siano evoluti nella direzione di una maggior potenza, melodia e linearità nelle composizioni. Nella vostra opinione, quali ritenete essere le principali differenze tra "Fighting For The Flame" ed il passato della band?

- Drake: Forse un po’ meno atmosfera e un po’ più potenza, come hai giustamente detto. Inoltre riteniamo "Fighting For The Flame decisamente meno derivativo di "Rise Of The Warlords", che al contrario voleva solo essere uno stereotipo del classico album epic metal, sia dal punto di vista musicale che tematico. Nel nuovo album ci abbiamo messo un po’ più personalità, ecco.

- Guido: La differenza è che "Rise" era stato scritto, per così dire, con il manualetto dell’epic metal. Ci ispiravamo a Omen, Manilla Road, Warlord e tutto il resto… qui invece abbiamo fatto un lavoro molto meno schematico anche se certamente più curato dal punto di vista esecutivo (di esperienza in questi anni ne abbiamo accumulata un bel po’!). Penso che si senta che questo disco, alla fine, sia influenzato principalmente da Iron Maiden, Judas Priest e poco altro. È un disco scritto come si poteva fare vent’anni fa, perlomeno nelle intenzioni, ed è per questo che suona così diretto e potente!

 

- Siete soddisfatti dell'accoglienza riservata sin qui al nuovo album?

- Drake: Certo che si, per noi fino a qualche anno fa incidere un disco non era altro che un sogno, ora che leggiamo per la terza volta recensioni su un nostro lavoro non possiamo che essere entusiasti! Tanto più se si tratta di recensioni generalmente positive come quelle lette finora.

- Guido: Io a dire il vero aspetto il battesimo del fuoco in sede live… è lì che si vedrà quanto effettivamente vale il nostro lavoro!

 

 

- Ad oggi, tra i giudizi ricevuti, qual'è il complimento che vi ha dato più soddisfazione e quale invece la critica che vi ha colpito più negativamente?

- Guido: Per me le due cose coincidono: poche settimane fa ho letto una recensione di una tizia, le cui band preferite sono robe moderne piagnucolose tipo Nightwish o quegli altri, come si chiamano… Sentenced, ecco! Insomma, questa qui si lamenta che suoniamo roba vecchia e stravecchia, che non ci rendiamo conto di essere nel 2008, che non ci adeguiamo, e robe del genere… magari per la ragazza in questione questo non era un complimento, ma per me è stata un’autentica soddisfazione, perché mi ha fatto capire che gli Assedium non seguiranno mai alcuna forma di trend musicale moderno. Qualora la signorina in questione ci stesse leggendo, ne approfitto per ringraziarla!!!

- Drake: I complimenti più gratificanti sono sempre quelli che sottolineano la passione che dimostriamo di avere sul palco, da sempre considerato da noi come la prova del nove, il vero nocciolo della questione… di critiche negative invece non ce n’è una che ci abbia sorpreso più di tanto, poiché queste generalmente fanno riferimento alla mancanza di innovazione, critica che in qualche modo ci aspettiamo e alla quale non ci opponiamo affatto. Siamo ben consapevoli di non proporre qualcosa di nuovo, d’altra parte non è questo il nostro scopo.

 

- Germania, Scandinavia, Grecia, Italia e America latina, questa attualmente la geografia che raccoglie i maggiori consensi in ambito heavy metal tradizionale ed epico. La scena si è assestata, prospera viva e fiorente .... oppure si è già standardizzata, vivendo di cliché, stereotipi e atteggiamenti prevedibili?

- Drake: Credo che la scena sia ancora in crescita, perché finora sono molte di più le realtà che mi hanno sorpreso rispetto a quelle che ho ritenuto prevedibili. L’Italia in particolare ha ancora diversi gruppi emergenti con tante idee e una potenziale carriera davanti (e qui cito almeno Aeternal Seprium e Spartacus). Anche prendendo in considerazione le realtà già ben riconosciute si può constatare che è difficile trovare gruppi-cloni. Doomsword, Ironsword, Battle Ram, Wotan, Battleroar, ecc… hanno tutti una loro personalità e un loro perché e finchè sarà così la scena non potrà ristagnare.

- Guido: L’unica cosa che sinceramente non mi convince appieno è una certa standardizzazione delle tematiche… molti concetti degli anni passati come le ambientazioni fantascientifiche che si potevano trovare in Cirith Ungol o Manilla Road si sono ormai perse nel nulla. Con brani un po’ atipici come "Primal Rage" o "The Flame" (che nelle lyrics ha un piccolo riferimento interstellare al quale tengo molto) abbiamo cercato di fare la nostra parte in questo senso.

 

- Una domanda provocatoria: sul retro copertina del vostro album campeggia una dedica a coloro i quali preferiscono morire anziché lasciare che la fiamma della passione si spenga .... premesso che si tratti di riferimenti ideali e metaforici, quanto c'è di vero e sentito in una frase del genere e quanto di precostituito poiché gli epic metallers si sentono tutti Conan il Barbaro?

- Guido: A parte il fatto che TUTTI vorrebbero essere Conan il Barbaro, quella frase lì, che ho voluto inserire un’altra volta semplicemente per il fatto che adoro letteralmente le dichiarazioni sul retro dei vecchi dischi dei Manowar, è assolutamente sentita. Questo è quello che penso, c’è poco da fare; per me chi abbandona i suoi sogni, le sue idee e le sue speranze non merita di vivere, ed effettivamente è così: se ne vede tanta di gente che, passati i vent’anni, comincia a spegnersi pian piano, come se cominciassero a morire prima del tempo… noi non siamo così, e non lo saremo mai. Questo disco ne è la prova!

 

- Prossime date live a supporto di "Fighting For The Flame"?

- Guido: 6 Settembre a Livorno con gli Etrusgrave, fine Novembre a Bologna con Tarchon Fist e Tokyo Blade, un evento da non perdere per i tanti cultori che ci seguono (se non venite per noi, almeno venite per sentire “Warrior Of The Rising Sun”!). Speriamo di riuscire a organizzare anche altre date nel frattempo, su www.myspace.com/assedium troverete comunque tutti gli aggiornamenti!!!

 

- Come è andata l'esperienza del Play It Loud Festival? I nomi con i quali avete condiviso il palco erano da capogiro ...

- Drake: Il Play It Loud 2007 è stato semplicemente il più bel concerto della nostra vita! Non ci siamo mai sentiti tanto seguiti e attesi, seppure da un modesto gruppo di fan che non smetterò mai di ringraziare. Inoltre dividere il palco con gruppi di quel calibro non solo è stato un immenso onore, ma ci ha anche fatto sentire parte di una scena musicale come mai era accaduto prima. Siamo entusiasti di aver contribuito all’inaugurazione di un evento così importante.

- Guido: Ancora oggi quando guardo la maglietta e il poster della prima edizione del PIL mi viene da piangere… cioè, abbiamo suonato sullo stesso palco dei Raven, siamo stati nel backstage a bere coi ragazzi degli Ironsword e dei Battleroar, ci siamo sentiti insomma veramente parte della leggenda anche noi. È stato sensazionale. Speriamo di ripetere qualcosa del genere al più presto possibile!

 

- Trasformatevi in redattori voi stessi ... recenti uscite valide in campo heavy metal da consigliare a chi ci legge?

- Drake: Oh! Qui mi diverto parecchio… innanzi tutto cito due album che secondo me rasentano la perfezione in campo heavy metal classico, ovvero il bestiale "Hell Destroyer" dei Cage e soprattutto "The Black Flame" dei Wolf, che non esito a definire come il miglior esempio di heavy metal in senso stretto da "Painkiller" ad oggi. Per quanto riguarda il versante più epico devo assolutamente consigliare "To Death And Beyond" dei Battleroar, che a mio giudizio supera in grandezza entrambi i suoi già ottimi predecessori, nonché "My Name Will Live On" dei mai troppo osannati Doomsword.

- Guido: E non dimentichiamoci il nuovo degli Steel Assassin, probabilmente il miglior disco di heavy metal americano dai tempi dei Vicious Rumors. Spaziale.

 

- Immagino che Manowar e Iron Maiden siano tra i vostri riferimenti più cari. Come giudicate gli ultimi album di queste band? In giro non hanno raccolto troppi consensi ....

- Drake: I Manowar sono senz’altro il mio gruppo preferito di tutti i tempi nonché la colonna sonora indiscussa della mia vita personale, almeno fino al 1988… Dopo l’uscita di Ross The Boss infatti non mi hanno mai convinto troppo. L’ultimo album poi credo sia una delle più grandi cadute di stile della storia dell’heavy metal, mi piange il cuore a dirlo. Non posso affermare lo stesso per gli Iron Maiden invece, che con il recente "A Matter Of Life And Death" hanno risvegliato in me i ricordi degli antichi fasti degli anni ottanta! E poi, nonostante non abbiano mantenuto sempre gli stessi livelli qualitativi negli ultimi anni, li ritengo una delle band più costanti e coerenti di sempre.

- Guido: Sui Manowar evito di pronunciarmi perché potrei risultare offensivo, dico solo che con "Gods of War" (che dico, "XOMS OF PRR", così c’è scritto sulla copertina) hanno letteralmente assassinato un mio mito dell’adolescenza. L’ultimo degli Iron, invece, è un gran bel disco, coraggioso se non altro, ma a dirti la verità dopo averlo ascoltato per un mesetto ho rimesso su "Seventh Son Of A Seventh Son" e ho ricominciato a fare finta che, dopo di quello, la band non abbia più fatto uscire nulla…

 

 

- Cosa rende veramente "epico" un album di una metal band? Il giusto spirito e la giusta attitudine sono ciò che conta, d'accordo. Ma parlando concretamente, quali sono gli elementi in gioco? Tensione drammatica? Testi fantasy o storici con predilezione per Roma e Atene? Strofe e ritornelli aggrovigliati e non troppo zuccherosi? Cavalcate ritmiche? Cantato eroico-lirico? Produzione ottantiana? ...

- Drake: Probabilmente hai già detto tutto! Preciso solo che ritmi marziali e melodie solenni sono caratteri molto soggettivi e quindi poco definibili a parole… Per quanto concerne le tematiche è chiaro che il terreno migliore sono le epoche nelle quali valori come onore, gloria, forza e coraggio, almeno su un piano onirico-leggendario, la facevano da padrone. Ed ecco che non si può fare a meno di parlare di greci, romani, barbari e cavalieri, ma tutto ciò a mio avviso non dovrebbe mai essere collocato nello spazio e nel tempo con impeccabile precisione storica, perché noi stiamo scrivendo una canzone e non un trattato… l’allegoria ha la priorità su qualsiasi data, cosa che purtroppo si sta dimenticando a mio avviso. In ogni caso, per non sbagliare, epico è ciò che vi fa venire la pelle d’oca.

- Guido: Io credo che il problema di molte band giovani sia quello di dare al tutto un’aria troppo letteraria e intellettuale che l’epic metal secondo me non ha mai avuto. Insomma, parliamoci chiaro, questo è HEAVY METAL per Dio, e le emozioni sono in prima fila. Io mi chiedo in quanti abbiano mai letto con attenzione, per dire, i testi dei Manilla Road; strabordano di riferimenti letterari più svariati, è vero, ma non sono lezioni di storia o mitologia nordica… sono delle ficate pazzesche dove i guerrieri fanno saltare centocinquanta teste con un colpo di spada e gli stregoni resuscitano i morti!!! Secondo me bisogna rivalutare assolutamente l’aspetto cinematografico del genere, quello che ti fa saltare il cuore in petto quando senti dire kill, fight, die, blood, sword, eccetera. E’ quello che conta.

 

- Qualcosa che non vi ho chiesto e che invece i lettori dovrebbero sapere?

- Guido: A costo di risultare banale e stucchevole, lasciami ringraziare tutti i ragazzi che comprano i nostri dischi e vengono ai vostri concerti. Sappiate che se gli Assedium non si sono ancora fermati dedicandosi a progetti più remunerativi lo dovete soltanto alle vostre facce felici amici miei, suonare davanti a gente che capisce quello che vuoi dire e senti ciò che senti è tutto ciò per cui andiamo avanti!

 

- Grazie della vostra disponibilità ed in bocca al lupo per il futuro!

- Drake: Grazie a voi per l’interessamento!

- Guido: Alla prossima ragazzi e grazie mille per il supporto… keep on rocking!