Intervista ai Berserker

a cura di Psychotron

Per usare un espressione cara al mondo metal, qualcuno potrebbe definire i catanesi Berserker dei veri e propri "travellers in time". Il loro "Blood Of The Warriors", da poco pubblicato via My Graveyard Productions, affonda in realtà le radici nel lontano 2003, ed ancor prima nella saga "Difensori Nel Nome Di Odino" della quale Alessandro Alioto (songwriter della band) è autore. L'album è quanto di meglio un defender possa desiderare, metal schietto e ottantiano pronto a narrare gesta epiche ed eroiche a base di sangue, acciaio e Dei della guerra. Se volete scoprire quale è il link che lega la Sicilia alle terre vichinghe non avete che da proseguire oltre nella lettura di questa intervista!


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- Benvenuti sulla webzine ragazzi, grazie di aver accettato di rispondere a questa intervista.

- Grazie a voi per l‘intervista!

 

- Il vostro “Blood Of The Warriors” ha avuto una lunga gestazione; o meglio, il disco era pronto sin dal 2004, ma il CD si è concretizzato solo nel 2007. Potete raccontarci la genesi di questo album?

- Per potervi raccontare la genesi dell’album devo andare un po’ indietro nel tempo sino ad arrivare all’uscita di “Masters of Steel” nel 1999. Infatti, a seguito di questo lavoro, intorno alla prima metà del 2000, fummo contattati da un’etichetta, la quale, in un primo tempo voleva solo ristampare il prodotto, ma poco dopo ci propose di ri-registrarlo. Sicché decidemmo di entrare in studio alla fine dello stesso anno, e nel contempo pensammo che al posto di rifare “Masters of Steel“ avremmo dato vita al nostro debut album “Blood of the Warriors“. Ma, poco prima che prenotassimo lo studio di registrazione, ebbi seri problemi di salute che andarono sempre più a peggiorare. Solo nel 2003, pur combattendo ancora con la mia salute, riuscimmo ad entrare in studio per dar vita all’album, che successivamente fu mixato nel 2004. Nel tempo però, sia per i problemi già prima indicati sia per altri interni alla stessa etichetta, perdemmo i contatti con questa e il lavoro fu messo da parte fino a quando nel 2006, grazie al nostro amico Marco Matis, fummo contattati dalla My Graveyard Productions, con la quale nello stesso anno andammo sotto contratto, quindi nei mesi seguenti si è lavorato sulla copertina e sulla grafica del CD, che è uscito nel Novembre del 2007.

 

 

- Esattamente come siete arrivati al contratto con My Graveyard?

- Come ho scritto sopra, è stato grazie al nostro amico Matis Marco, che siamo entrati in contatto con My Graveyard il quale gli inviò un nostro pezzo. Da lì a poco, fummo così contattati dalla My Graveyard che ci chiese di poter ascoltare l’intero CD. Preso perciò un appuntamento, fu mio fratello Armando, batterista della band, ad incontrarsi con Giuliano ed a consegnargli l‘album. Quindi il 09.10.2006 firmammo il contratto per “Blood Of The Warriors”.

 

- Mi pare di poter dire che Alessandro Alioto sia il vero mastermind dietro ai Berserker. Oltre ad aver scritto testi e musica, per altro basandosi su di una propria saga poetica, si è anche occupato dell’artwork del CD. E’ possibile inquadrare complessivamente questo progetto fatto di musica e letteratura per far entrare i lettori al meglio nel mondo dei Berserker?

- I brani dei Berserker come tu hai detto sono ispirati ad una saga da me scritta “Difensori nel nome di Odino”, questi sono 124 brani e ne seguono la cronologia. I testi però, sono scritti in modo tale che ognuno di loro, pur facendo parte della saga, racchiuda in sé un proprio sapere. Così, non solo non sono vincolati da alcun aspetto cronologico che imponga di pubblicarli in tale modo, ma oltre alla saga racchiudono in essi un loro significato che prescinde da essa. Parlando ad esempio di uno dei brani contenuti in “Blood Of The Warriors”, “Fighting the Fear”, preso come parte della saga narra di come uno dei protagonisti ArkHvìtserkr dopo che ha perso la memoria lotti per ritrovare la “Luce della Speranza e della Memoria” dove in essa vi è racchiusa la “Saggezza”, mentre al di fuori della saga narra di come ognuno di noi debba lottare contro le proprie paure per vincere le insidie che lungo il corso della vita il Fato ha in serbo per noi. Oppure “Unknown Warrior”, che narra della morte in battaglia di un giovane guerriero, KoellVoettr, che trafitto a morte dal suo avversario rigetta il pensiero della sua morte, e per i pochi attimi restatigli di vita la proietta sul suo uccisore, immaginando che il suo carnefice sia la vittima. Quindi il significato al di fuori della saga racconta di come in alcune persone, quando la propria mente si scontra con una realtà troppo dura da sopportare, questa non riuscendo ad accettarla cerca di sopprimerla dalla memoria, rifiutandola o addirittura immaginandola diversa, quindi ricreando in essa una nuova realtà.
Come ho parlato di questi due brani, in eguale modo, tutti hanno un doppio e alcune volte un triplo significato, come del resto lo ha la stessa saga.

 

- Potete raccontarci qualcosa di più specifico riguardante la saga?

- Ho iniziato a scrivere la saga quando ero poco più che un bambino, sicché anno dopo anno si è sviluppata prendendo in fine la forma che oggi ha. Durante il racconto mi rifaccio molto sia agli eventi storici che a quelli legati alla fede Norrena, e giacché questa in essa avvolge la storia del mondo pagano fino al Crepuscolo degli Dei (L’Apocalisse per i cristiani), si vedrà quindi narrare di Guerre tra Dei, battaglie barbariche, crociate e così via, fino a giungere all’inevitabile Ragnarok.

 

- Tolkien, Moorcook, Howard … a livello di letteratura fantasy quali sono le principali influenze di Alessandro, o semplicemente gli autori che ha più amato leggere?

- Sicuramente tra i miei libri preferiti vi sono quelli fantasy e quelli di storia, ma in assoluto la mia bibbia è “EDDA” di Snorri Sturluson.

 

- A livello di sound “Blood Of Fhe Warriors” è decisamente orientato agli anni ‘80. Musicalmente parlando è quella la decade che vi interessa principalmente esplorare e riproporre?

- Nel 1989 ho dato vita al primo demotape della band “Berserker”, musicalmente sono cresciuto in quella decade, erano anni eccezionali, inoltre nel 1996 ho scisso dal nostro repertorio musicale, proprio per dare maggiore uniformità al nostro sound, i brani più estremi dando così origine agli Unholy Dreams. Sinceramente, oggi non riesco ad immaginare i Berserker che possano suonare dell’altro, quindi sicuramente per ora, dico così perché nella vita è certa solo la morte, il nostro sound tale resterà.

 

- Artwork e produzione del disco sono volutamente naive e “old school”, o si è trattato anche di una necessità di budget?

- Personalmente il sound un po’ grezzo a me piace particolarmente, come gli artworks “old school”, certo se avessimo potuto disporre di un badget superiore in parte il prodotto ne avrebbe risentito, ma comunque solo in piccola parte, dato che come ho già detto amo i prodotti fatti alla vecchia maniera.

 

- “Blood Of The Warriors is dedicated to all defenders” recita il retro copertina del CD. Voi come vi ponete riguardo all’annosa diatriba che divide fans ortodossi del cosiddetto “true metal” da coloro i quali sono invece ritenuti dei “false” in quanto magari più aperti mentalmente anche a generi ed influenze diverse? Per i Berserker ha un senso tutto questo?

- Premettendo che personalmente non ho mai assistito ad alcuna diatriba di questo genere, per me ognuno è libero di suonare o ascoltare quello che più lo aggrada, io guardo nelle persone il loro carattere e soprattutto come queste si pongono nei miei confronti piuttosto che le loro preferenze musicali. Per me la vera apertura mentale è saper convivere con gli altri e con questi sapersi relazionare. Detto questo vengo alla dedica del CD, questa vuole essere il nostro più sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno continuato e continuano ad ascoltare e a supportare il Metal che noi suoniamo. Dimostrandoci negli anni il loro affetto, sono stati per noi sempre un valido sostegno, il quale ci è stato di grande aiuto soprattutto nell’affrontare i momenti più bui della nostra esistenza.

 

- In sede di recensione ho scritto che con “Blood Of The Warriors” ci avete mostrato il vostro passato; da oggi il vostro compito sarà quello di tracciare il futuro dei Berserker. Cosa dobbiamo aspettarci dalla band? Siete già a lavoro su del materiale per un nuovo album?

- Pensiamo di entrare in studio entro la fine dell’anno, l’idea sarebbe quella di andare avanti con i brani della saga. Questo comunque non esclude una futura partecipazione degli altri membri della band nella realizzazione di nuovi brani, sempre però rimanendo in tema.

 

- Come giudicate l’odierna situazione della scena underground italiana? Intendo locali, promoter, rapporti tra band, professionalità degli addetti ai lavori, pubblico, Media, eccetera? Soprattutto considerando che siete catanesi?

- Catania è una città bellissima, con un'ottima scena musicale nella quale collocare una buona presenza Metal. Ti dirò, personalmente la scena italiana a me piace, certo potrebbe migliorare, ma tutto sommato non mi posso lamentare. Ho buoni rapporti con tutte le bands che conosco, per quel che riguarda il pubblico, porto come esempio l’ultimo concerto che abbiamo fatto insieme agli Assedium e ai Dark Quarterer; quella sera mi sono divertito tantissimo e sono sicuro che così è stato anche per gli altri, ho conosciuto il batterista dei Doomsword con il quale ci siamo trovati subito in sincronia, ed oltre a lui ho conosciuto tante altre persone degne di nota con le quali abbiamo scherzato e riso tutta la serata. Un altro concerto stupendo è stato il “Play it Loud” dell’anno scorso, li ero spettatore, e ti posso assicurare che mi sono spaccato la vita, è stato bellissimo, anche li ho conosciuto tanta gente oltre che gli Assedium e i Dark Quarterer. Riguardo ai Media, con tutti quelli che ho conosciuto sono rimasto in buoni rapporti. Per le etichette discografiche non si può dire nulla, tu stesso puoi vedere come ad esempio l’etichetta con la quale siamo sotto contratto, la My Graveyard, crede in quello che fa ed è pronta a rischiare con bands come la nostra e per questo ha tutto il mio rispetto. I locali, beh i locali sono gestiti da persone e queste hanno realtà diverse, per questo non mi sento di generalizzare, ti posso dire ad esempio che a dicembre quando abbiamo suonato al MotoRock AS siamo stati trattati benissimo.

 

- Ci sono delle date live in programma per supportare l’album?

- Nel Novembre scorso si sono uniti alla line-up della band due nuovi elementi, Sergio e Andrea, con i quali devo dire è nato subito un buon feeling, in meno di un mese sono riusciti ad imparare i brani che componevano la scaletta preparata per il concerto dell’8 dicembre al MotoRock AS, dove ci siamo divertiti tantissimo. E’ sicuramente desiderio di tutta la band poter fare più lives possibili. Il 23 febbraio suoneremo al “Play it Loud”, altre date sono in fase di contrattazione.

 

- Concludete pure l’intervista come preferite …

- Prima di tutto ringraziandovi nuovamente per questa intervista. Salutiamo e ringraziamo tutti coloro che nel tempo hanno supportato è supportano tuttora la band, nel suo insieme la line-up corrente; Alessandro Alioto, Salvo Rizzo, Andrea Trapani e Armando Alioto, porgono un cordiale saluto a voi e a tutti i vostri lettori.

 

- Grazie della vostra disponibilità e del vostro tempo ed in bocca al lupo per tutto!!!

- Grazie a voi!!!