Intervista ai Clairvoyants

a cura di Psychotron

Dopo aver assistito ad un loro divertente ed efficace concerto nel territorio fiorentino, ci siamo convinti che era giunto il momento di dar spazio ai valenti The Clairvoyants, cover band degli Iron Maiden; così li abbiamo interpellati per un'intervista. Tra Maidens e progetti futuri, ecco cosa è saltato fuori.

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- Ciao ragazzi, sono molto lieto di ospitarvi sulla webzine. Ho molta stima del vostro lavoro e condivido con voi la passione per i Maiden, quindi il piacere è doppio! Grazie di aver accettato di rispondere alle nostre domande. Innanzitutto, da quanto tempo esistono i The Clairvoyants e quale è, brevemente, la vostra storia?

- Paolo: I Clairvoyants sono nati all'inizio del 2001, su idea del nostro manager Fulvio Trinca. I membri della band dovevano anzitutto rispondere ad un requisito fondamentale: avere una passione morbosa per gli Iron Maiden! Il nostro primo concerto è stato il 21/03/2001, nell'ormai defunto Skagen Pub di Como. Nei due anni successivi ci siamo fatti le ossa, suonando per una quindicina di volte all'anno in qualunque situazione capitasse. Dopo di che le cose sono andate sempre meglio, soprattutto grazie all'ottimo responso ottenuto dal pubblico, ed ora ci ritroviamo ad aver quasi 150 concerti alle spalle ed aver girato mezza Italia! La band nel corso degli anni ha subito alcuni cambi di line-up; con la formazione attuale siamo insieme dal marzo 2005. Della formazione originale siamo rimasti io, Gabriele ed Ivan.

 

- Quante volte avete visto i Maiden dal vivo?

- Gabriele: Io personalmente solo 3 volte, ma ci sono membri della band che li hanno visti anche più di una decina di volte. Ogni concerto dei Maiden, come ben sai, è un evento imperdibile, e cerchiamo sempre di essere tutti presenti non appena la Vergine scende sull'italico suolo (e non solo)!

 

- Come scegliete le canzoni da proporre al pubblico in occasione dei concerti? Perché questa e non quella ...?!

- G.: Cerchiamo sempre di strutturare il concerto in modo da avere una partenza con molto impatto, una sezione centrale in cui proponiamo alcuni pezzi un po' “insoliti” (in alcuni concerti abbiamo inserito ad esempio “Tears of the Dragon” di Bruce Dickinson) e una parte finale all'insegna dei gradi classici quali “Hallowed Be Thy Name” o “Fear of the Dark”.

 

- Essere etichettate “solo” come una cover band, vi infastidisce o al contrario la cosa non vi causa alcun problema?

- Luca: Non ci infastidisce affatto! Il gruppo è nato come cover band degli Iron e penso che lo continuerà ad essere ancora per molto molto tempo. Il fatto che abbiamo iniziato a pensare a comporre brani inediti è servito soprattutto a noi a non far calare l'entusiasmo! Se un giorno riuscissimo a realizzare un album di sole nostre canzoni allora potremmo definirci anche una band vera e propria, però tenteremo, allo stesso tempo, di portare avanti il tributo magari integrando alla scaletta qualche nostro brano, come del resto stiamo già facendo! C'è da dire che con un album di pezzi propri gli orizzonti si potrebbe ampliare suonando, per esempio, in festival dove sarebbe possibile presentare solo il nostro materiale…sarebbe un sogno!!!

 

- Ecco appunto, sapevo che stavate lavorando a del vostro materiale inedito; è scritto sul vostro sito e lo avete annunciato anche durante il concerto recentemente tenutosi al Ministry (Firenze, 25.03.06) al quale ero presente. Come vi sentite in questa nuova veste di compositori? Come procede il songwriting? Riferimento obbligato i Maiden?

- G.: La composizione di musica originale provoca innegabilmente una soddisfazione molto maggiore rispetto all'esecuzione di cover, anche se le cover in questione sono degli immortali Maiden; si tratta proprio di un altro tipo di feeling , che chiunque compone sa riconoscere. A livello di songwriting c'è un buon lavoro di squadra: l'idea principale per i pezzi giunge di volta in volta da uno dei membri della band, ma poi ognuno apporta modifiche, pareri e idee finché non si arriva al prodotto finale che rende tutti soddisfatti al 100%. Il riferimento ai Maiden – se c'è – non è voluto. Abbiamo composto la prima canzone partendo proprio dalla musica dei Maiden, per vedere come si riusciva a lavorare in squadra, ma quel pezzo è servito per “rodare” il meccanismo di composizione; ora componiamo a mente libera, cercando semplicemente di restare in quei canoni “heavy” che tutti amiamo, ma senza richiamarci volutamente a nessuna band in particolare.

 

- In occasione del concerto appena citato avete avuto l'onore di suonare insieme alla leggendaria Doro Pesch (mia eroina personale, quindi attenti a pesare le parole ... eh eh!). E' stata una bella esperienza? Che tipo è Doro?

- G.: E' stata un'esperienza a dir poco fantastica! Doro, a livello personale, è l'opposto di quello che ci aspettavamo: ascoltando la sua musica e conoscendola “di fama” pensavamo fosse una irriducibile guerriera del metallo, molto “grezza” e diretta, e invece si è rivelata una persona gentilissima, premurosa, un po' timida e sempre piena di sorrisi per tutti! Ci ha trattati da subito come cari amici, e non le è mai passato per la testa di comportarsi da rock star. Ha condiviso senza problemi il backstage con noi, ha seguito con interesse entrambi i nostri concerti ed è sempre stata piena di attenzioni, consigli, complimenti e critiche, il tutto espresso con grande pacatezza e sentimento. È una delle persone più positive che abbia mai conosciuto, e come ti sarai accorto anche tu, nonostante la stanchezza e l'età ormai non più verdissima, non si è allontanata dal banco degli autografi finché non se ne è andato anche l'ultimo fan! Moltissimi musicisti ben più giovani e pieni di sé dovrebbero imparare da lei! (Ok, test passato ragazzi...!! – nda)

 

- Avete suonato insieme a lei alcuni classici degli Warlock e dei Judas Priest, oltre ad un paio di brani estratto dal nuovo “Warrior Soul”. Come è stata decretata la scaletta, avete ricevuto le tablature per le chitarre e via, o la cosa è stata più informale?

- G.: Doro ci ha mandato una copia promozionale del suo nuovo album “Warrior Soul”, che abbiamo utilizzato per imparare i pezzi; gli altri li conoscevamo già, ed essendo canzoni molto potenti e dirette non è stato necessario replicare nel dettaglio ogni singola nota. Lei stessa non ci ha mandato nessun tipo di tablatura, ci ha semplicemente detto di cercare di essere il più fedeli possibile allo spirito dei pezzi, non alla loro esecuzione. Per farti un esempio, se ti ricordi, sia su “Burning The Witches” che su “All We Are” ci sono stati lunghi momenti di interazione con il pubblico, ovviamente non presenti nelle versioni da studio; lei ci ha semplicemente spiegato l'idea di base, poi ci ha detto “Just do what feels right!”, cioè “Fate quello che vi sentite di fare!”. È proprio questo che crea il giusto feeling con il pubblico!

 

- Al momento in cui il vostro debutto sarà pronto manterrete il monicker tributo The Clairvoyants?

- P.: Abbiamo discusso poco tempo fa di questo… Abbiamo deciso di eliminare l'articolo iniziale “The”, in quanto ricordava esageratamente la canzone dei Maiden da cui prendiamo il nome, ma di mantenere il nome “Clairvoyants”.

 

- Avete già qualche contatto con label interessate alla pubblicazione del vostro primo album?

- P.: attualmente abbiamo allacciato dei rapporti con alcune etichette interessate al nostro tipo di “prodotto”; comunque è piuttosto prematuro parlare ora di queste cose. L'unica cosa che possiamo affermare è che cerchiamo qualcuno che sia realmente interessato a noi!

 

- Solitamente che tipo di responso ottenete durante le vostre esibizioni dal vivo?

- G.: Sempre molto caloroso! Negli anni, siamo riusciti a costruirci un buon seguito di fan in buona parte del nord Italia, e ai nostri concerti ci sono sempre un discreto numero di appassionati dei Maiden che non aspettano altro che le note iniziali di “The Wicker Man” per iniziare urlare come degli scalmanati! Abbiamo sempre cercato di costruire i nostri show basandoli su una grande interazione con il pubblico, perchè nei locali dove andiamo a suonare (dai più piccoli ai più importanti) la gente cerca sempre e solo il divertimento, e noi cerchiamo di darglielo nella maniera più spontanea possibile!

 

- Cosa pensate della odierna scena metal italiana? Band che apprezzate (o detestate) particolarmente?

- G.: Io mi limito ad ascoltare la musica di alcune band nostrane che mi piacciono molto quali Rhapsody, Domine e Vision Divine; per il resto abbiamo stretto ottimi rapporti di amicizia con altre band più o meno importanti della scena (Trick or Treat, Anthenora, White Skull, ecc.). Non ci sono band che detestiamo, anche se ce ne sono alcune che detestano noi senza alcun motivo concreto; a mio parere una delle peggiori piaghe della scena metal italiana è proprio la gelosia e l'astio che si genera tra le band per motivi davvero futili, quindi noi cerchiamo sempre di essere il più aperti e disponibili verso chiunque! Siamo tutti sulla stessa barca!

 

- Quale è il vostro rapporto con i ragazzi dei Maiden? Vi sostengono in qualche modo?

- G.: Non abbiamo molti rapporti con i Maiden; ci siamo limitati ad avvicinarli per le interviste qualche volta in occasione dell'uscita degli ultimi album e durante i tour, ma non abbiamo mai chiesto loro alcun tipo di sostegno. A questo proposito, vorrei chiarire una cosa: ho letto spesso su internet persone che ci presentano come la tribute band ufficiale italiana ai Maiden. Questo non è vero , semplicemente perchè non esiste una tribute band ufficiale ai Maiden. In Gran Bretagna esistono gli Hi-On Maiden, che sono il tributo ufficiale del Fan Club inglese degli Iron Maiden. Chiunque altro si spacci per tributo ufficiale sta dicendo fesserie.

 

- Conoscete le Iron Maidens (recensite ed intervistate su Stereo Invaders), ovvero il vostro corrispettivo U.S.A. tutto al femminile? Le ragazze oltre a proporre in giro per l'America il repertorio dei Maiden, hanno anche recentemente registrato un album tributo con pezzi chiaramente dei Maiden. Avete mai pensato ad una eventualità del genere?

- P.: Certo che ne abbiamo sentito parlare! Tra l'altro, Wanda nel 2004 è stata in Italia per una decina di giorni e ci aveva contattati via mail dicendoci che le sarebbe piaciuto assistere ad un concerto di un tributo italiano ma noi purtroppo, durante la sua permanenza, non avevamo nulla in programma.

Per quanto riguarda l'idea di registrare un album tributo agli Iron Maiden, crediamo che sia assolutamente una cosa di cui nessuno in tutto il mondo ne senta bisogno. L'unica dimensione del nostro tributo è live!

 

- Due chiacchiere obbligate sugli Iron Maiden: da fan, come avete vissuto la reunion di “Brave New World”? A mio parere “Dance of Death” onestamente non è poi migliore dei dischi incisi con il povero Blaze. Mi pare che il modo in cui la band lo ha trattato sia stato quanto meno indelicato. La mia opinione è che Steve e soci non abbiano mai realmente creduto in Blaze come un vero possibile cantante degli Iron Maiden.

- L.: La reunion l'abbiamo vissuta tutti con grande entusiasmo!! Anche se nel mio caso e forse anche di qualcun altro all'interno della band, mi sono perso il concerto della tourné appunto di “Brave New World”. E' difficile parlare di come siano andate le cose. Suonando con Blaze spesso è uscito il discorso Maiden. Lui non ha né ripianti né rancori, è solo molto orgoglioso di essere stato un membro di una delle più grandi band di tutti i tempi, soprattutto perché sono stati loro a cercarlo e a sceglierlo! Personalmente penso che “The X Factor” e “Virtual XI” siano comunque sotto le grandi potenzialità dei Maiden. Quello che mi stupisce è soprattutto la carriera che Blaze ha avuto dopo l'uscita dagli Iron. Ha fatto 4 album, di cui uno live, che oserei definire capolavori!! Il genere è un po' più pesante però il risultato sicuramente più convincente e migliore qualitativamente parlando! Resta da dire che comunque i due album della reunion della Vergine di Ferro sono due grandi capitoli della loro carriera…uno perché penso che Dickinson sia “il cantante” degli Iron e secondo perché penso che Adrian Smith sia “il chitarrista” degli Iron!!!

- Disco preferito dei Maiden di ognuno di voi?

- G.: “Seventh Son Of A Seventh Son”

- P.: senza dubbio “The Number Of The Beast”!

- L.: “Somewhere In Time” – “Seven Son Of A Seventh Son”

- Siete degli estimatori della New Wave Of British Heavy Metal alla quale gli stessi Irons appartengono?

- G.: Personalmente non conosco moltissimo di quella scena, solo alcune band quali Diamond Head, Samson, Praying Mantis e Venom, ma ne ho “studiato” un po' la storia e l'evoluzione. Probabilmente sono troppo giovane, e sono cresciuto con gruppi che già consideravano la NWOBHM come storia passata!

 

- Che musica ascoltate al momento? Quali artisti vi piacciono, oltre ai vostri mentori?

- G.: Cerco di ascoltare un po' di tutto, perchè la musica è stupenda in qualsiasi modo essa si esprima; sono comunque un metallaro convinto :-) e privilegio quindi tutto quello che sia duro e potente! Sono un grande estimatore del power metal melodico (primi Helloween, Gamma Ray, Edguy, Stratovarius) e dell'epic (Blind Guardian, Rhapsody), ma ascolto anche molte band death (Opeth, Death, Katatonia, Novembre) e doom (My Dying Bride su tutti). Non amo invece i generi estremi quali il black metal e il brutal death.

- P.: credo che uno dei punti di forza della nostra band sia la grande varietà del nostro background musicale, a parte la comune passione per i Maiden! Ad esempio, Ivan stravede per gli Annihilator, Gab per il power/epic, io per l'hard-rock, Manuel per tutto (è un'enciclopedia vivente!!!). Forse l'unica cosa che non ci attrae sono i generi estremi.

 

- Piani per il futuro immediato?

- P.: porteremo avanti con grande impegno la composizione dei nostri brani, senza ovviamente tralasciare il nostro tributo agli Iron Maiden, con il quale abbiamo la fortuna di girare per buona parte dell'Italia divertendoci come dei matti!

 

- A voi la parola per un messaggio ai nostri lettori...

- L.: Continuate a sostenere con passione la scena Italiana!! Speriamo di vederci di nuovo on the road…e non dimenticate di venire a visitare il nostro sito internet www.theclairvoyants.com

We're gonna get ya!!!

 

- Ok, abbiamo concluso. Grazie ancora della disponibilità e del tempo messo a disposizione. I migliori auguri per il futuro e teneteci aggiornati, mi raccomando.

Up the Clairvoyants!