Intervista ai Chants of Maldoror

a cura di Psychotron

Fuori con il loro secondo lavoro, “Every Mask Tells The Truth”, i Chants Of Maldoror stanno riscuotendo sempre più consensi, affermandosi come una seria ed importante realtà della scena italiana.

Disponibili e cortesi i ragazzi hanno risposto alle nostre domande, ed ecco dunque cosa pensano questi inguaribili ed affascinanti decadenti!

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- Ciao, grazie di aver accettato questa intervista. Sono ben lieto di potervi ospitare sulle pagine di Stereo Invaders. Iniziamo con le domande! Recentemente avete pubblicato il vostro nuovo lavoro “Every Mask Tells The Truth”, che responsi state avendo sia dagli addetti ai lavori che dal pubblico?

- ECHO: Molto buoni! Tutte le recensioni che abbiamo letto finora sono veramente ottime! Per quanto riguarda il pubblico ancora non sappiamo molto… i dati relativi alle vendite dei mesi di settembre - ottobre - novembre sono molto buoni, ma bisognerà attendere dati più recenti per potersi pronunciare con maggiore sicurezza… certo è che in tutto questo rivestirà un ruolo fondamentale il lavoro di promozione del disco: in poche parole siamo nelle mani di Mother Dance, la nostra booking agency… scherzo… però è sicuramente importante il supporto di una buona promozione live… oltre a tutto il resto ovviamente.

 

- Come definireste la vostra proposta musicale?

- E.: Dark-wave!

- LOREN: Rock aristocratico.

- DAVID: ... è postpunk!!! Non abbiamo come vedi le idee molto chiare su come definire la nostra proposta musicale… sicuramente non suoniamo rock… anzi!!!

 

- Quale significato attribuite all'enigmatico titolo dell'album?

- ADOLPHE: Il titolo è un riferimento alla maschera come strumento che rivela anziché nascondere… Potremmo guardare all'album come ad una parata di maschere, tutte molto diverse tra di loro, ma ognuna con una differente verità da raccontare…

 

- Così come altri artisti, soprattutto della scena romana (Klimt 1918, A Room With A View), la scelta estetica che vi caratterizza richiama alla mente le atmosfere un po' retrò d'inizio secolo, la Belle Epoque. Quale è il motivo che si cela dietro questa scelta? E' una decisione presa a tavolino? Cosa trovate di affascinante in un simile immaginario e cosa ritenete possa accomunarvi alle bands che ho menzionato?

- E.: Non prendiamo mai decisioni a tavolino… semplicemente adoriamo quel periodo storico per la straordinaria evoluzione artistica e quindi estetica che lo caratterizza. Siamo tutti molto legati agli artisti di fine Ottocento e inizio Novecento… siamo cresciuti cullandoci e beandoci di tanta bellezza e tanta genialità e, ancora oggi, non possiamo prescinderne…

- L.: Non c'è un motivo particolare o razionale... Credo che uno dei motivi inconsci che spinge una persona a formare una band o a scrivere musica sia il desiderio di comporre il disco che ci piacerebbe ascoltare, e anche di essere la band che ci piacerebbe vedere! Siamo sempre stati affascinati da un certo tipo di estetica e di eleganza, ormai romanticamente legate ai tempi che furono, e ci siamo quindi naturalmente rivolti a quello che sentivamo più vicino per affinità ideale e per sensibilità. Per quel che mi riguarda non mi sono mai sentito un figlio del mio tempo, e non ho mai apprezzato particolarmente lo stile egli ideali di vita che il mondo di oggi ci propone ed impone... ma non vorrei che si percepissero i C.O.M. come un gruppo di persone tristi e incapaci di divertirsi, perchè è esattamente il contrario...

- A.: Le bands che hai menzionato le conosco solo per sentito dire, purtroppo non ho ancora avuto occasione di ascoltare i loro lavori… Il fatto che altri artisti siano visivamente influenzati da quel periodo non mi meraviglia… Quello è stato un periodo di grande fascino ed eleganza, che credo non smetterà mai di influenzare l'immaginario di tanti artisti contemporanei… basta guardare la collezione dello scorso anno di Giorgio Armani Privé o, che so, le ultime proposte autunno/inverno di Karl Lagerfeld per Chanel… Quest'anno a Roma Alta Moda ha aperto Sarli con una passerella tutta dedicata a Sarah Bernhardt…

- Riguardo ai vostri testi, quali sono i contenuti e che tipo di messaggi volete trasmettere a chi vi ascolta?

- A.: Non c'è un messaggio preciso che vorremmo trasmettere…Non ci sentiamo certo portatori di verità da rivelare… I contenuti dei testi sono legati a sentimenti ed esperienze personali, molto intimi…delle volte c'è una sorta di astrazione che li rende piuttosto ermetici, altre volte credo che il significato sia abbastanza evidente…Ognuno è libero di trarne spunti ed interpretazioni individuali…certo, mi rende sempre molto felice il sapere che qualcuno possa arrivare ad identificarsi e quindi a condividere quelle stesse emozioni…

 

- La vostra musica, mi pare di poter dire, esprime una forte carica erotico-sensuale, sia da un punto di vista lirico che sonoro. Cosa potete dirmi a riguardo?

- A: Personalmente condivido.

- L.: Può darsi, non saprei... E' già capitato che ci facessero notare questo aspetto, quindi sarà vero! Scherzi a parte, è innegabile che ogni essere umano dotato di un minimo quoziente intellettivo sia classificabile come "sensuale" e che esprima la sua sensualità attraverso pensieri, parole e gesti che classifichiamo come "seduzione". Il mondo dell' erotismo affascina tutti noi, a più livelli, ed è quindi probabile che le nostre capacità di esseri "sensuali" e "seducenti" si riflettano nella musica che facciamo...

- E.: Anche questa forse è una caratteristica che emerge molto spontaneamente dalla nostra musica, quindi non saprei motivarla…la nostra musica riflette molto quello che siamo e quindi forse anche la nostra sensualità.

 

- Pensando alla vostra song “Justine”, vorrei chiedervi se in qualche modo vi sentite coinvolti nell'attitudine S&M e bondage? Siete degli estimatori delle opere e della visione filosofica del Divino Marchese, o si è trattato solo di un interessante spunto creativo come altri per la vostra musica?

- A.: Io sono un appassionato estimatore della visione filosofica di Sade, ma permettimi di dirti che il testo della canzone “Justine”  non ha affatto grandi pretese…è un po' un divertissement su uno dei tanti clichés del mondo “gothic”…Per quanto riguarda il S&M e il bondage, io personalmente li ho ritenuti sempre esteticamente interessanti, ma nella pratica non li trovo poi così tanto divertenti… non so… mi sembra sempre una cosa così…”da cattolici”…non trovi?

- L.: Considero De Sade semplicemente uno scrittore geniale ed ispirato come altri, profondamente incompreso quanto male interpretato, i cui scritti affrontano e sviluppano tematiche lontane dal sesso e dalla perversione, elementi che egli utilizza come metafore di concetti più profondi, lasciando quindi alla coscienza e all'intelligenza del lettore se fermarsi alla superficie o immergersi nel significato più riposto... Comunque sia, non sono assolutamente interessato alle tematiche s/m e bondage... queste cose le lascio a persone più annoiate o più fantasiose di me...

 

- Evidente anche il tentativo di provocazione che traspare dal vostro look. Nel booklet del CD e nelle foto presenti sul vostro sito Adolphe presenta un abbigliamento decisamente militare, ed in tale contesto il nome Adolphe di certo non passa inosservato ....

- A.: Credimi, non c'è nessun tentativo di provocazione… almeno non politica… Il fatto è che  adoro l'abbigliamento militare e le uniformi… le trovo una delle cose più sexy che una persona possa indossare… Per quanto riguarda il mio nome… mi chiamo così perché questo era il nome del mio nonno paterno, che morì poco prima che io nascessi… Sai, a quei tempi si usava ancora molto tramandare ai nipoti i vecchi nomi di famiglia… Per  molto tempo ho detestato questo nome, ma oggi come oggi ne sono piuttosto contento, se non altro è decisamente poco inflazionato!

 

- Insieme a molte altre sfumature diverse, il suo modo di cantare in certi momenti ricorda un po' Marilyn Manson. Pensate che tale affermazione sia da leggersi in modo positivo, negativo, o del tutto indifferente per voi?

- A.: A me fa piacere perché è un'affermazione originale, inedita… sai, la maggior parte dei recensori vanno avanti con i soliti due-nomi-due che conoscono, incapaci di cogliere le sfumature meno prevedibili della nostra musica…Ho letto articoli in cui dicevano che la mia voce in “Justine” è identica a quella di Rozz Williams, ed io dentro di me pensavo “cazzo, ma questi non hanno mai sentito i Tubeway Army????”

- D.: Anni fa mi è capitato di leggere un'intervista di Marilyn Manson dove dichiarava di essere un grande estimatore dei Bauhaus e di Peter Murphy e di essere influenzato dalla loro musica. Anche noi sentiamo di essere influenzati da questa grande band… scelte di produzione fatte in studio come l'utilizzo di over drive applicato alla voce di Adolphe (scelte presenti in tutta la produzione discografica di Marilyn Manson) definiscono questa assonanza stilistica. Ce ne siamo accorti subito anche noi durante la lavorazione in studio di “E.M.T.T.T.”… in particolare la somiglianza si sente molto in “Interlude I”.

 

- Come nasce una canzone dei Chants Of Maldoror? Quale è l'apporto di ogni singolo componente della band al processo creativo ed al songwriting?

- D.: Le nostre canzoni nascono da intuizioni, suggestioni a volte anche casuali… suggerite da un giro di basso, un suono, un ritmo di drum machine… non esiste una regola precisa… Con molta calma sviluppiamo, a volte stravolgiamo o improvvisiamo fin quando ciò che sentiamo non inizia a funzionare, fin quando il brano raggiunge una forma in cui ogni componente diviene necessaria… come i pezzi di un puzzle.

 

- Come giudicate la scena musicale italiana ed europea del momento?

- D.: Mi dispiace ma non la conosciamo… non la seguiamo.

 

- Quali sono gli artisti ed i gruppi che preferite ascoltare attualmente?

- L.: Io sono un consumatore ossessivo/compulsivo di musica, e arrivo ad ascoltare anche decine di dischi diversi al giorno, anche senza nessun apparente filo conduttore. Recentemente ho rivolto le mie attenzioni alla discografia solista di Morrissey (grande uomo e grande artista), e sono in trepidante attesa che esca il nuovo disco, ma ho trovato molto bello anche l'ultimo Depeche Mode, pur non essendo mai stato un loro fan. Negli ultimi giorni sono passato ad ingozzarmi con i Cramps...

- A.: Bloc Party, Editors, Arcade Fire, Xiu-Xiu

- E: Beatles, Velvet Undrerground, Pink Floyd, Adult, Liars, Aphex Twin, Chemical Brothers, Goldfrapp…

- D.: Attualmente: Depeche Mode (l'ultimo è straordinario), Goldfrapp, Broadcast, Clinic, Beatles, Editors, Piano Magic… potrei continuare ancora, ascolto tantissima musica.

 

- Avete delle date live in programma per supportare “Every Mask Tells The Truth”?

- E.: Suoneremo al Judgement Day il 6 maggio e al WGT di Lipsia…altre date sono ancora da definire.

 

- La formazione della band comprende tre uomini ed una donna. Cosa comporta la gestione di questo tipo di rapporto? Come è per Echo vivere l'attività della band insieme a tre ragazzi? Che tipo di dinamiche questo implica? Cameratismo? Rigoroso rapporto professionale? Sincera Amicizia? Complicità? Furiose litigate? Tentazioni?

- L.: sinceramente non mi sono mai posto il problema. Anche se probabilmente non mi crederà nessuno, per me le amiche e le ragazze degli amici(e parlo di amiche e amici veri, non conoscenti) sono sempre state asessuate... Anche con Echo c'è quindi un rapporto di amicizia e stima molto profonde, che dura da decenni, e non potrebbe essere altrimenti perchè diversamente non saremmo qui a parlarne... Anni di assidua frequentazione hanno fatto dei ragazzi della band i fratelli che non ho mai avuto.

- E. Ci conosciamo da una vita, siamo praticamente cresciuti insieme e, a distanza di tanto tempo, probabilmente l'amicizia che ci ha sempre legati si è trasformata in qualcosa di più profondo… in un sentimento direi fraterno… ma forse anche qualcosa di più… il gruppo ci ha permesso di creare insieme qualcosa di meraviglioso e lo abbiamo sempre coltivato in perfetta sintonia e armonia…ovviamente capita anche a noi di discutere, anzi probabilmente la bellicosa della situazione sono proprio io, non lo nego… spesso sono costretti a subire le mie paranoie e ogni tanto anche la mia prepotenza (due caratteristiche che sicuramente mi contraddistinguono). Forse il rapporto che ci lega è un po' come quello tra i componenti di una famiglia vera e propria, in cui i sentimenti e le situazioni si mescolano, dove si cresce insieme cercando di costruire qualcosa d'importante… e, anche se ognuno di noi ha la propria vita, rimaniamo sempre un saldo punto di riferimento l'uno per l'altro.

 

- Lo spirito dei Chants Of Maldoror sembra ispirarsi a principi di continuo rinnovamento, dinamismo, sperimentazione e ricerca. Dove pensate vi porterà il vostro percorso evolutivo? Come potrebbe suonare il prossimo lavoro?

- L.: Hai colto appieno il significato che vorremmo tutti percepissero di questa band: quando l'arte smette di essere ricerca e sperimentazione, quando si perde il desiderio di osare l'inosato, allora tutto è buio... Per quanto ci riguarda faremo del nostro meglio per evitare che ciò si verifichi!  Non so dove il nostro percorso evolutivo potrebbe portarci, semplicemente perchè seguiamo la nostra ispirazione senza porci troppi interrogativi... Comunque posso dirti che il nuovo materiale suona, almeno ora in fase di pre-produzione, più "diretto" e "pulito"...

- E. La vita è continua evoluzione, cambiamento (sarebbe terribile il contrario) e cambiando noi come persone inevitabilmente si evolve, di pari passo, anche la musica che facciamo… Nella nostra musica mettiamo moltissimo di noi stessi e questo sicuramente giustifica l'eterogeneità dei brani del disco e di tutta la nostra produzione in generale. Ora come ora forse ci interessa più il potenziale ludico della musica e meno quello riflessivo (che emerge invece in molti nostri brani )… diciamo che forse qualcuno dirà del nostro prossimo lavoro… ”è più Wave… forse più leggero rispetto alla produzione precedente….”

- D.: Sono ancora troppo pochi i brani che abbiamo terminato di comporre per un pronostico, ma le idee ci sono già tutte. Diciamo che potrebbe essere più ludico, più dance e più wave.

 

- Il nome della band rimanda inevitabilmente a fonti letterarie. Quali autori o movimenti letterari, se ve ne sono, hanno principalmente contribuito ad ispirarvi nel comporre musica e creare il progetto Chants Of Maldoror?

- E. Sicuramente tutta la letteratura decadente e le avanguardie artistiche del primo Novecento, in particolare Surrealismo e Dadaismo.

 

- Ok, grazie ragazzi della vostra disponibilità e del prezioso tempo messo a disposizione. Spero di riavervi presto nostri ospiti.

In Bocca al lupo per tutto!!