Intervista ai Crying Steel

a cura di Psychotron

I Crying Steel sono una eccezionale band del passato metallico italiano ... e per affermare questo non occorreva certo Stereo Invaders. I nostri sono tornati alla ribalta grazie ad un nuovo deal con la My Graveyard Productions, dando alle stampe un nuovo album, "The Steel Is Back", che non può che farci rimpiangere il tempo perduto di assenza dalle scene. Ok, anche questo oramai è assodato. In sede live i ragazzi danno sempre il meglio di loro stessi, coinvolgendo a man bassa il pubblico sempre in estasi. Tutto vero! Quello che ci piace constatare però è quanto i Crying Steel siano artisti genuini e spontanei, con i quali condurre una intervista si traduce in un vero piacere.  Felici di avervi qui, ragazzi!

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- La mia recensione di “The Steel Is Back” su Stereo Invaders inizia così: “25 anni e non sentirli...”
Allora, come ci si sente ad essere ancora “alive and kicking”, come direbbero gli inglesi? I Crying Steel sono di nuovo in circolazione nonostante il tempo e le avversità ....

- Beh, il termine “alive and kicking” e’ veramente appropriato! Quando ci sciogliemmo tanti anni fa nessuno di noi certo poteva immaginare qualcosa del genere! Direi che l’idea è venuta quando nel 2003 alcuni promoter bolognesi ci proposero di suonare come headliners al “Metal Fest”, a Bologna appunto, un festival di gruppi bolognesi fra cui naturalmente anche Rain e Markonee, fu una gran bella serata e fummo veramente commossi sia dalla grande accoglienza del pubblico che della stampa che era presente, e da lì cominciammo a pensare ad una reunion stabile...

 

 

- Come sono andati sin qui i riscontri sia a livello di pubblico che di stampa specializzata riguardo alla pubblicazione di “The Steel Is Back”?

- Sinceramente molto al di sopra delle nostre aspettative!! Non che non fossimo convinti del lavoro fatto, tutt’altro, ma pensavamo che suonare un tipo di metal decisamente non “di moda” ci penalizzasse ... invece le recensioni sono state tutte molto buone (qualcuno avrebbe preferito un altro “On The Prowl”, ma a noi andava di suonare queste cose, che ci possiamo fare?) per non parlare del pubblico ... abbiamo scoperto di avere molto più seguito de quello che pensavamo!

 

- Con tanta gavetta e carriera alle spalle, avete attraversato il metal music business italiano in lungo e in largo, vivendolo dall’interno. A tal riguardo, come giudicate tutti gli anni trascorsi? Per una metal band di oggi è più facile emergere rispetto agli anni ’80?

- Ottima domanda!! Possiamo dire che valutando i vantaggi (ad esempio grazie alla tecnologia è sicuramente più semplice incidere dischi di livello professionale con budget ridotti, ci sono più locali ed opportunità in genere per l’attività live) e gli svantaggi (c’è un numero molto superiore di band di alto livello e quindi c’è più concorrenza, inoltre oggi è tutto più veloce, la musica si consuma più in fretta e viene dimenticata altrettanto velocemente, e pure la crisi dell'industria discografica fa si che le label abbiano sempre meno budget da investire nei gruppi emergenti) è difficile tanto quanto 20 anni fa!!!

 

- Quali sono le band italiane del passato e del presente che stimate maggiormente?

- Grazie della domanda, che ci permette di nominare colleghi che stimiamo molto ... del passato sicuramente Vanadium, Strana Officina, Sabotage, Skanners, Dark Quarterer, Elektradrive ... del presente Domine, Rain e Frozen Tears.

 

- Vi sentite ancora legati al filone della new wave of british heavy metal come ai vostri esordi?

- Si ci riconosciamo a grandi linee all’interno di quel filone, sarà difficile che in futuro noi componiamo pezzi prog metal!!

 

- Potete dirci brevemente cosa è successo alla band dai tempi di “On The Prowl” (1987) ad oggi?

- Certo, Alberto Simonini è stato il più attivo, ha suonato nei Midway, nei Malavida, nei Death SS, Luca Bonzagni e Luca Ferri avevano cessato l’attività, Angelo Franchini e Franco Nipoti hanno militato in alcune cover band.

 

- Quali ritenete siano stati i momenti più neri e quelli più felici della vostra carriera, ad oggi?

- Beh il momento più nero del passato è stato lo split della formazione nel 1988, quello più recente è stato l'abbandono di Alberto a febbraio di quest' anno.

 

- Come sono nati l’incontro e la collaborazione con la label bresciana My Graveyard Productions?

- Avevamo già notato alcune produzioni della My Graveyard ma non conoscevamo personalmente Giuliano, tramite il giornalista Ulisse Carminati, a cui va tutta la nostra gratitudine, abbiamo poi avuto il contatto e gli abbiamo proposto il demo....

 

- “The Steel Is Back” è un album estremamente compatto, asciutto, diretto, scattante. Quale è oggi il vostro concetto di musica metal?

- Direi che “The Steel Is Back” corrisponde a quello che ci è venuto spontaneo suonare in questo periodo, ma naturalmente ascoltiamo tanti tipi di metal e rock in genere, dall' hard allo street al power...

- Ho notato un certo sapore hard rock soprattutto nei chorus delle vostre canzoni. E’ appropriato parlare di cocktail “hard and heavy” per descrivere i Crying Steel attuali?

- Ci fa molto piacere che tu ci chieda questo, significa che non ti sei fermato alle apparenze, che potrebbero farti identificare il nostro come un genere “alla Judas Priest”, mentre invece secondo noi nella nostra musica c’è un po’ di tutto, dall’ hard al power , “Let It Down” per esempio forse ha qualcosa più dei primi Saxon che non certo dei Priest!!

 

-“Agony” è una canzone che mi ha colpito all’interno della scaletta del CD, abbastanza peculiare e diversa rispetto al resto. C’è qualche storia particolare che riguarda la genesi di questa song?

- “Agony” è un pezzo che risale al 1981 , l'abbiamo inserito perché volevamo fosse un ideale collegamento fra i “vecchi” Crying Steel (quelli del mini-LP per capirci ) e i “nuovi”.

 

- Come sono andate le prime date live in giro per l’Italia, a seguito della pubblicazione dell’album? Giudicate di aver avuto una buona risposta dal pubblico?

- E' stato veramente commovente e al di sopra di ogni nostra previsione ... al “Play It Loud!” ad esempio, sentire ragazzi di 20 anni che cantavano i ritornelli delle nostre vecchie canzoni ci ha lasciato senza parole!!

 

- Cosa bolle in pentola? Quando potremo aspettarci una nuova fatica firmata Crying Steel? Verranno ristampate anche le vostre passate release?

- Per produzioni future stiamo valutando cosa fare ... certo ci piacerebbe dare un seguito a The Steel Is Back", ma sarà non prima del 2009, prima vogliamo impegnarci ancora nella promozione di questo album, anche per ripagare la fiducia che la My Graveyard ha avuto in noi!! Stiamo anche valutando come impiegare il materiale del mini-LP o “On The Prowl”, entrambi penalizzati al tempo dalla scarsa qualità della registrazione ... ma niente è ancora deciso al momento.

 

 

- Concludete pure l’intervista come preferite .....

- Grazie 1000 per l’opportunità che ci dà Stereo Invaders e appuntamento alle prossime date live!!!!

 

- Ok, grazie a voi della vostra disponibilità e simpatia ragazzi!