Intervista ai Dreamhunter
a cura di Psychotron
Un’altra validissima band proveniente dalla scuderia della bresciana My Graveyard Productions. I Dreamhunter non sono musicisti improvvisati, hanno tantissima gavetta ed esperienza alle spalle ed il loro esordio discografico “The Hunt Is On” non fa che confermarlo. Ottimo hard ‘n ‘heavy di classe proveniente dalla nostra Italia. Perché lasciarselo sfuggire?
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- Ad appena una manciata di mesi dalla pubblicazione dell’album, quali sono i primi responsi a riguardo, sia da parte degli addetti ai lavori che dal pubblico? - Sono già uscite in rete diverse recensioni del disco anche su siti esteri come Spagna e Germania con giudizi sempre positivi! Al di là del gusto personale tutti hanno riconosciuto la cura e la passione che abbiamo riversato nel disco! Per avere una visione d’insieme più definita sarà bene aspettare ancora qualche tempo dato che arriveranno ancora moltissime recensioni. |
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- Avete molta gavetta ed esperienza alle spalle; questo a mio parere è uno dei segreti che contribuiscono a rendere il vostro sound così maturo, corposo, equilibrato e convincente. Siete d’accordo? E quali sono gli altri “segreti” della band nell’aver creato la magica alchimia rispondente al nome Dreamhunter?
- Grazie per i complimenti! Sicuramente suonare in giro per anni ha accresciuto la nostra esperienza. Eravamo proprio dei ragazzini agli inizi e abbiamo sempre dovuto arrangiarci, è stata dura, ma abbiamo imparato a dare sempre il massimo, con umiltà e nel modo più professionale possibile.
Per quanto riguarda la fase compositiva, ti posso dire che prestiamo grande attenzione agli arrangiamenti e all’armonia di ogni pezzo; finché non siamo tutti convinti del risultato al 100% continuiamo a sperimentare soluzioni diverse!
Inoltre quattro di noi lavorano come fonici, per questo abbiamo deciso di optare per un mixaggio tutto made in Dreamhunter, che abbiamo realizzato nottetempo presso i Phoenix Studios (Castelmella, Brescia) dove lavora Emanuele. Dunque il disco suona proprio come avremmo voluto, il sound è attuale ma si rifà al contempo al periodo degli ‘80s.
- L’artwork del CD e la sonorità dell’album (caratterizzato davvero da una ottima produzione) si rivolgono con evidente affetto alla decade ottantiana. La raffinata eleganza del sound dei Dreamhunter evoca le band che hanno fatto grande la scena rock /metal degli ‘80s (Rainbow, Whitesnake, Iron Maiden, etc.) Ritenete di nutrire effettivamente una qualche predilezione per il glorioso periodo aureo del metal, ovvero gli eighties, anziché per le categorie, sottocategorie e generi attualmente in voga?
- Hai azzeccato molte delle nostre band predilette, sicuramente siamo più legati ai gruppi storici ’70-‘80 che alle nuove tendenze. Comunque davvero i Dreamhunter ascoltano un po’ di tutto e non siamo neanche 100% metallari, il background musicale è molto eterogeneo!!
- Tra Iron Maiden, Black Sabbath, Dream Theater, Whitesnake, Rainbow, etc., ovvero tutte quelle bands che affermate aver idealmente ispirato i Dreamhunter, quali sono i 5 dischi che i portereste sulla famigerata isola deserta (deserta si, ma con impianto stereo hi-fi) ?
- Ognuno di noi direbbe nomi diversi ma senz’altro i punti di accordo sono proprio le bands da te citate! Ma nel porta CD non mancherebbero bands anni ’70 (Led Zeppelin, Deep Purple, Rainbow), hard rock band degli ’80s (come Guns, Poison, Motley), rock pop ( David Bowie, Queen, U2….), musica acustica (Michael Edges, Al di Meola…), progressive (Dream Theater, PFM, Rush…)…. e anche qualcosa di epic (Manowar, Virgin Steele..) o recente power metal che piace soprattutto a Marco (batteria).
- Siete coinvolti in molte band parallele. Non temete che suonare in altri gruppi possa indebolire il progetto Dreamnhunter, disperdendo altrove energia e creatività?
- Per tutti noi la priorità assoluta è rappresentata dai Dreamhunter. Se i side-projects ci rubassero troppa energia saremmo senz’altro pronti ad abbandonarli. Crediamo invece che possa essere molto arricchente suonare un altro genere in altre bands, con gente diversa: è anche questa un’esperienza che inevitabilmente confluisce e arricchisce la miscela dei Dreamhunter!
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- Come è nato il sodalizio con la My Graveyard e come vi trovate con la label bresciana? - Abbiamo conosciuto Giuliano della My Graveyard alla Sfinge (il metal pub dove alcuni di noi lavorano come fonici). Una sera Giuliano è capitato alle nostre prove, poi l’abbiamo visto ai nostri concerti e entro breve ci ha proposto un contratto dandoci molta fiducia: al tempo avevamo solo alcuni pezzi ma Giuliano, come si suol dire, ha l’orecchio buono! |
- Non sarebbe l’ora di venire a fare qualche data anche qua in Toscana .....??
- Per ora stiamo affrontando un tour nei locali delle nostre zone (Brescia, Cremona, Verona, Milano..) con i Dogs ‘n’ Bones (altra band sotto contratto con la My Graveyard Productions). Senz’altro nei nostri obiettivi c’è di suonare il più possibile dovunque. In Toscana sarebbe fantastico, anche perché è una splendida terra, ricca di vino. Dunque a presto… magari nella stagione estiva..
- Sapete che “Slave To The Piston” è probabilmente il più bel titolo che mai sia stato concepito per una canzone heavy!!!
- Grazie mille! Tra tutti i pezzi dell’album “Slave” è quello che ha preso forma più velocemente e spontaneamente, sia come musiche che come liriche.
Tre anni fa Michele (voce), Slash (chitarra) e Andrea Vega (basso) stavano tornando dopo un concerto alla nostra sala prove per scaricare tutto il materiale… Michele era esaltato perché aveva appena preso la patente della moto, si parlava di motori e soprattutto della guida più pericolosa che spericolata di Slash. Vega commentò definendo “schiavi del pistone” quelli come Slash. Il che aveva anche qualcosa di serio dato il numero incredibili di incidenti mortali che avvengono ogni weekend sulle strade del bresciano…. ma poi, sai, si è finito a parlare di donne e così qualcuno ha completato dicendo che comunque i Dreamhunter (come qualsiasi persona ragionevole) più che “schiavi del pistone” erano “schiavi del pistone dell’amore”!
Ed ecco come è nato il titolo. Solitamente partiamo dalla musica e poi creiamo testo e titolo: in questo caso è avvenuto l’esatto opposto!
- Come vedete l’odierna scena metal tricolore? Pregi e difetti del metallaro (o del rocker se preferite) italiano medio? - Pregio: l’entusiasmo e la fedeltà al genere.
- Progetti per il prossimo futuro? |
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- In primis pensiamo ai concerti che vogliamo portare il più lontano possibile e con l’aiuto della My Graveyard anche all’estero dove le recensioni sono state ben positive. Vorremmo poi realizzare un video che speriamo possa darci una maggior visibilità e rappresentare lo stile della band. Per finire, siamo consapevoli dei nostri tempi di composizione che definiremmo “geologici”… perciò stiamo già lavorando a nuovi pezzi per creare un degno successore al nostro album di esordio!
- Un messaggio per i lettori .....
- Ringraziamo tutti coloro che ci supportano e invitiamo chi non ci conosce a scaricare il nostro singolo “The Good” dal sito della My Graveyard (www.mygraveyardproductions.com) e a visitare il sito della band (www.dreamhunter.it). Ci si vede ai nostri concerti, rock the night!!!