Intervista agli Ecnephias
a cura di Psychotron
Su Stereo Invaders abbiamo recensito (e bene!) l’album dei notturni Ecnephias, trio lucano strabordante di idee e personalità. Si è presentata dunque l’occasione anche per una chiacchierata con Mancan, vocalist e chitarrista del progetto. Dark, gothic, death e black metal (per loro stesso dire) si fondono nell’ambizioso “Dominium Noctis”, primo effettivo full-lenght del combo meridionale. Compito di una modesta webzine è anche e soprattutto quello di segnalare il talento di band meritevoli ed emergenti. Ecco: Ecnephias raccomandati!
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- Ciao e grazie di aver accettato questa intervista. Benvenuti a bordo!
- Ciao e grazie a te, sarà un piacere rispondere alle tue domande.
- Che ne dite di iniziare presentando la band ai lettori che non dovessero ancora conoscervi? - Sorti nel 1996 abbiamo interrotto presto la nostra avventura per darci, ciascuno, ad altri lidi musicali metal, specie class e prog. Cito Athem e Rainy Night quali band che mi hanno visto partecipe dietro il microfono (nella prima hanno militato anche Atlos e Akeron). Abbiamo un background che parte dal death black metal e attraversa il doom, il class e il prog. Oggi siamo di nuovo in pista da oltre due anni - per la precisione - e le cose si stanno incanalando benone, direi. Siamo una band che miscela dark, gothic, death, black e class metal, con qualche venatura progressiva. So che a molti pare eccessivo ma a noi piace così e crediamo di riuscire a fondere bene il tutto, certo la strada è dura ma noi ci proveremo perché la gente ci stimola e ci incoraggia e perché abbiamo molto da dire e da dare in una scena estrema che spesso loda il piattume e non si accorge delle spinte innovative che mantengono viva la linfa del genere. |
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- In sede di recensione, oltre ad ovvi rimandi al symphonic black metal, ho fatto riferimento anche a band come Haggard ed Edge Of Sanity per descrivere le atmosfere del vostro sound. Siete d’accordo, ritenete queste delle possibili influenze sul vostro songwriting?
- Gli Haggard, credici, non li conosciamo bene…non possediamo un solo disco della band per cui non so cosa dirti. Gli Edge of Sanity sono invece una tra le tante ispirazioni che risiedono nel nostro alveo, per cui va bene così. Preferiamo non citare alcuna band tuttavia, perché sarebbe riduttivo. Altrimenti dovrei parlarti anche di Morbid Angel, Ulver, Cradle Of Filth, Rotting Christ, Satyricon, Goblin, Sadist, Moonspell, Akercocke, la scena folk apocalittica e via così.
- Molti passaggi del CD si rivelano assai “cinematografici”. Cinema, e magari letteratura, sono fonti di ispirazione per gli Ecnephias?
- Sempre. Letteratura fantastica, horror, filosofica e storica. Cinema italiano e straniero di qualità: Pupi Avati e Dario Argento tra i maestri assoluti. Siamo una band che riversa la cultura estrema in musica, questo è certo.
- Anche l’artwork del CD mi ha molto colpito, davvero molto suggestivo, sensuale e notturno. Come è nato?
- Da una mia fotografia in una località vicino Potenza: un casolare molto bello anche se abbandonato, lugubre e spettrale ha fatto da sfondo alla figura femminile eterea e sinistra che si china sul balconcino. Abbiamo optato per il colore blu per le sensazioni notturne che ci offre. Si, il risultato ci piace molto e soddisfa i nostri criteri artistici attuali in ambito grafico.
- Cosa potete dirmi dei testi, so che amate occuparvi dei miti e delle credenze di un certo meridione ancestrale?
- Si in effetti amiamo le tradizioni popolari, i racconti degli avi che si sono tramandati nei secoli, un certo cristianesimo mischiato al paganesimo che è poi il frutto della nostra storia religiosa antica e, forse, attuale. Denunciamo la desacralizzazione del mondo moderno e proponiamo un ritorno ai miti, ai simboli e ai riti della Tradizione, magari incutendo timori, paure e sensazioni terribili in musica per scuotere l’ascoltatore e stimolarlo a riflettere su quanto stiamo cadendo in basso. Gli Ecnephias non fanno e non faranno mai parte di alcuna scena musicale settorializzata, abbiamo una nostra personalità e non ci pieghiamo ai trend, alle mode e ai luoghi comuni della musica estrema, sia a livello filosofico che prettamente artistico.
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- Come giudicate l’odierna situazione della scena underground italiana? Intendo locali, promoter, rapporti tra le band, professionalità degli addetti ai lavori, pubblico, media, etc. - Credo che esista un ottimo sottobosco di band valide e interessantissime, ovunque in Italia e nel mondo, che non raggiungono notorietà per vari e risaputi problemi. I locali ci sono, il pubblico non manca, le webzines e le riviste pure. A parole è tutto in ordine, poi nei fatti non sempre è così, c’è ancora una mentalità provincialotta per raccomandati in Italia e siamo assai indietro rispetto a scene blasonate come quelle del nord Europa. Ottime band anche di livello internazionale ne abbiamo ma non basta: serve coalizione, supporto totale, lealtà e coscienza dei limiti. Troppe band mediocri e inutili affollano l’underground, ci vuole qualità e personalità. Soprattutto un po’ di sana umiltà. |
- A livello di etichette quale è la situazione attuale degli Ecnephias?
- Siamo sotto la Nekromantik Records /Necrotorture Agency di Alex Manco e siamo contenti del lavoro svolto fino ad ora da lui e dalla sua agenzia. Siamo distribuiti ovunque da Masterpiece. Il CD è possibile acquistarlo in America, in tutta Europa, a breve anche in Asia.
- Quali sono i vostri progetti futuri?
- Comporre nuovi e potenti brani per il prossimo CD. Faremo un’opera eccezionale ne sono certo, a patto di riuscire ad amalgamare meglio le nostre idee e conferire al tutto una coerenza di fondo più ampia. Non è semplice, è una scommessa. Poi chissà, magari falliremo oppure sarà il disco della svolta, chi può dirlo?
- Avete qualche data live da segnalare ai nostri lettori?
Abbiamo appena suonato al Rock All Nite in provincia di Potenza, in un luogo incantevole immerso nel bosco di Tramutola e credo parteciperemo a diversi moto-raduni a settembre. State sintonizzati sul nostro sito www.ecnephias.com
- Grazie della vostra disponibilità e a presto!
- Grazie a te, buon lavoro!