Intervista agli Edenbridge

a cura di Psychotron

In occasione della pubblicazione del quinto studio album, “The Grand Design”, abbiamo scambiato opinioni e pareri con Lanvall, chitarrista compositore leader e main songwriter degli austriaci Edenbridge. La parola al creativo!

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- Ciao Lanvall, grazie di essere qui per questa intervista. Proprio da pochi giorni sono rientrato da Vienna. L'Austria è un bellissimo paese e Vienna rimane una delle città più meravigliose e magiche al mondo. Stavolta ho visitato anche la tomba di Falco al Zentral Friedhof (antico cimitero monumentale cittadino). A tutt'oggi la sepoltura di Falco è meta di un incessante processione di affezionati; tanto per dire, un qualsiasi mercoledì di giugno la tomba presentava fiori freschissimi e corone celebrative provenienti dal fanclub di Berlino! Voi degli Edenbridge negli anni '80 eravate tra coloro che ascoltavano i dischi di Falco?

- Si, Vienna è una bella città, ci ho vissuto per 8 anni, poi però sono tornato nella mia città natale, Linz. Roland, il nostro batterista, vive a Vienna. Falco è stato un artista conosciuto a livello mondiale e assolutamente unico. Ricordo bene lo shock che provai alla notizia della sua morte. Ero di ritorno da una vacanza alle Maldive e atterrai a Monaco dove lessi la notizia. Una volta incontrai Falco per coincidenza in un negozio di chitarre a Vienna dove lui aveva portato il suo basso a riparare e scambiammo due parole. Era un individuo del tutto normale. Il mio ultimo insegnante di chitarra alla rock guitar school fu anche il suo ultimo chitarrista.

 

- Parliamo un po' del vostro nuovo lavoro, “The Grand Design”. Secondo voi in cosa si differenzia maggiormente rispetto ai precedenti episodi della vostra discografia? Presentate il disco ai nostri lettori.

- Come essere umano, come musicista e come compositore sei sempre tenuto a crescere nel tempo e quindi è naturale che anche la musica stessa cresca ed evolva con te. Mi annoierebbe a morte se dovessi fare sempre lo stesso album identico negli anni. Soprattutto dopo ”Aphelion” venne il momento per grossi cambiamenti. “Shine” segnò un nuovo inizio per la band. Integrammo molte back vocals e molti cori nel nostro sound e tutto l'album guadagnò in freschezza. Riducemmo di parecchio le doppie parti di basso rispetto agli album precedenti nei quali vi erano più episodi tipicamente speed metal. Con “The Grand Design” abbiamo proseguito il discorso di “Shine” ed esso rappresenta dove la band si trova al momento. Abbiamo registrato la maggior parte del disco nel mio studio personale ad eccezione della batteria e dei cori di Dennis e Robby. Quindi abbiamo potuto affrontare il lavoro con molto tempo a disposizione soffermandoci su ogni dettaglio finché non eravamo soddisfatti. Dennis ha realizzato i suoi cori nel suo studio. Gli ho fornito le linee guida e lui ha cantato con ottimi risultati. Per quanto riguarda Robby mi sono recato con lui in Olanda dove abbiamo prodotto i suoi cori ed il risultato è stato ottimo. Per il mixaggio siamo andati da Karl Groom (Threshold) ai Thin Ice Studios in Inghilterra. Volevo qualche cambiamento nella fase di produzione, conoscevo Karl da parecchio e devo dire che è una persona fantastica. Quindi tutto il processo ha richiesto 3 settimane.

“The Grand Design” ha a che fare con l'inizio e la fine della Terra, l'Alpha e l'Omega. Abbiamo il macrocosmo nella title track e nella opener “Terra Nova” che sono collegate tra di loro. Queste due sono le canzoni più epiche. Le tracce nel mezzo descrivono i differenti stadi dei sentimenti umani durante le loro vite, ovvero il microcosmo.

 

- Che ne dici di commentare brevemente le varie releases che vi hanno portato a “The Grand Design”? Da “Sunrise In Eden” in poi come sono cambiati gli Edenbridge?

- “Sunrise in Eden” fu l'inizio perfetto e impose la band nella scena. Col senno di poi la produzione risulta abbastanza povera, ma si trattò di un album auto-finanziato e il budget non era altissimo.

“Arcana” fu un bel passo avanti sotto ogni aspetto. Il budget fu migliore e le canzoni furono molto più mature rispetto al debut album.

“Aphelion” fu un disco molto tecnico con tantissimo lavoro di chitarre. Magari il songwriting di “Aphelion” e di “Arcana” è piuttosto simile poiché tra i due album ci fu solo un anno di tempo.

“A Livetime In Eden” è una sorta di “greatest hits” live e concluse il primo capitolo della storia della band.

“Shine” segnò un nuovo inizio (vedi quanto detto prima).

Con “The Grand Design” siamo andati avanti rispetto alle basi gettate con “Shine”.

 

- State pianificando un tour per “The Grand Design”? Potremo già rivedervi in Italia dopo la calata dello scorso anno?

- Spero di si. Stiamo progettando il tour e presto ne annunceremo le date. Sarà il nostro primo tour da headliner con i Visions Of Atlantis e con un'altra band di supporto. Ovviamente mi auguro di fare degli show in Italia. I fans italiani sono fantastici e là abbiamo tenuto un solo concerto, di supporto agli Angra a Milano.

 

- Gli Edenbridge sono solitamente etichettati come una symphonic /neoclassical /metal band con la voce femminile, sostanzialmente “alla Nightwish”. Siete d'accordo con questa definizione?

- Siamo una bombastic metal band con moltissime influenze sinfoniche ma anche con molte influenze provenienti dalla musica new age e dalla world music. Quale sarebbe lo stile alla Nightwish? Avere una donna dietro il microfono? Quando iniziammo neppure conoscevamo i Nightwish, quindi come potremmo suonare nella loro maniera? In Germania ed anche in altre nazioni nessuno ci etichetta così, sono anzi convinti che lo stile degli Edenbridge sia molto personale.

 

- Quale tipo di emozioni volete trasmettere con la vostra musica e con i vostri testi?

- Gli Edenbridge sono sempre stati una band che ha cercato di diffondere energie e sentimenti positivi. La musica è positiva e così le liriche. Credo sia molto importante al giorno d'oggi. Tantissime bands nella scena metal hanno a che fare con aspetti negativi quindi devono esserci bands all'apposto come noi, che si muovono in direzione diversa.

 

- Cosa puoi dirmi della scena austriaca? Come stanno le cose là per chi vuole fare del rock?

- L'Austria sfortunatamente è troppo dedita ai trend e al mercato se osservi bene le classifiche. Questa è anche la ragione per cui poche bands oltrepassano le frontiere nazionali. Troppi giovani gruppi qui copiano altri invece di creare qualcosa di proprio. La scena radiofonica è davvero catastrofica. Abbiamo radio private ma suonano tutte la stessa merda così come le più importanti , come potrebbe mai svilupparsi una scena?

 

- Progetti per futuri DVD?

- Beh, abbiamo realizzato un DVD per il nostro live album due anni fa, quindi al momento non c'è nulla in cantiere, magari dopo il prossimo studio album, ma dovrà essere qualcosa di particolare come un concerto in un paese esotico.

 

- Lanvall sei il principale nonché unico songwriter nella band. La cosa è accettata pacificamente da tutti senza problemi?

- Così stanno le cose e tutti lo accettano, anche perché gli altri non scrivono canzoni o ne scrivono di troppo diverse dal nostro stile quindi non andrebbero bene per gli Edenbridge.

 

- Quali sono le principali fonti di ispirazione per Sabine? Quali artiste apprezza in modo particolare?

- Lei apprezza molto Celine Dion e Sarah Brightman, e lo stesso vale per me. Ma Sabine ha sviluppato un suo proprio stile. Credo che la riconosceresti tra 1000 cantanti.

 

- Come mai avete deciso di coverizzare la Bond song “For Your Eyes Only”? L'esperienza è stata divertente?

- Assolutamente. Gli Edenbridge non avevano mai realizzato una cover precedentemente. Sono un grande fan dei film di Bond, soprattutto quelli con Roger Moore. L'anno scorso ascoltai un sampler con tutte le canzoni dei film e rimasi colpito da “For Your Eyes Only”. Ho trasformato la canzone in modo da donarle un sapore leggermente differente, aggiungendovi le chitarre heavy e facendola suonare come una song degli Edenbridge.

Credo proprio che realizzeremo un'altra Bond song in futuro.

 

- Inevitabile domanda d'attualità calcistica: per quale squadra tifano gli Edenbridge e più in generale la gente austriaca a Germania 2006, considerando che il team austriaco non è tra i 32 qualificati alla fase finale?

- Domanda molto difficile. Mi piacerebbe che il miglior team risultasse poi il campione del mondo. La Germania ha giocato superbamente, l'Argentina è fantastica, il Brasile un po' deludente ma credo che cambierà. Sono molto dispiaciuto per quelle squadre che sono dovute tornare a casa per errori arbitrali come la Costa D 'Avorio o l'Australia. (..... ahi, ahi, ahi!! – nda)


- Un messaggio per i nostri lettori?

- Ascoltate l'album e speriamo di vederci durante il tour a novembre!

 

- Ok Lanvall, grazie per la tua disponibilità. A presto in Italia allora ..... magari come paese vincitore dei Mondiali, eh eh!

- Grazie a te per l'intervista. www.edenbridge.org