Intervista ai Frozen Tears

a cura di Psychotron

Giunti alla quarta release, i toscani Frozen Tears meriterebbero finalmente di ricevere adeguati consensi anche in Italia, dopo il buonissimo riscontro ottenuto nelle Americhe grazie ad un deal con la brasiliana Megahard. Ad assisterli stavolta ci pensa la My Graveyard Productions, da sempre attenta al valore delle heavy metal bands tricolore. Il sound dei Frozen Tears coniuga attenzione per i grandi nomi del passato con un lavoro in sede di produzione invidiabile, ed è così che il nuovo “Nights Of Violence” offre ottime speranze ed un valido contributo al miglioramento dell’attuale scena italiana. Concretezza e determinazione.

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- Ciao ragazzi e grazie di aver accettato questa intervista. Per noi è un piacere avervi a bordo!
“Nights Of Violence” è in giro da qualche settimana. Come stanno andando i primi riscontri sia a livello di media che di pubblico?

- Direi positivamente, ancora mancano tante recensioni ma per ora ci possiamo ritenere soddisfatti. I riscontri anche a livello di pubblico sono stati molto buoni e speriamo lo siano ancora di più con il passare del tempo.

 

- Come sono nate l’incontro e la collaborazione con la bresciana My Graveyard Productions?

- Abbiamo realizzato un promo-CD circa un anno fa con lo scopo di trovare un’etichetta interessata al nostro lavoro.

Tra quelle che ci hanno risposto positivamente la My Graveyard ci è sembrata la più adatta a noi. Un’etichetta giovane ma che si sa muovere sul mercato e poi animata da tanta passione, cosa rara in questo settore.

 

- Ci raccontate i perché ed i percome della maggior circolazione del vostro nome all’estero anziché in patria? A distanza di tempo come giudicate i contratti con Megahard Steelhaeart /Adrenaline, e quanto ritenete vi abbia aiutato o penalizzato pubblicare per una label brasiliana?

- Ci ha penalizzato perché i nostri CD sono di difficilissima reperibilità qui in Italia ma alla fine ci riteniamo soddisfatti perché tutte lo copie stampate sono andate esaurite e quindi il pubblico ha risposto positivamente. Il motivo della maggior circolazione del nome all’estero è come ti dicevo soprattutto una conseguenza di una migliore distribuzione dei CD fuori dall’Italia. In Brasile in particolar modo webzines e giornali ci avevano proprio adottato  e ci riservavano grandi critiche. Anche negli U.S.A. le cose sono andate bene.

 

- In che modo ritenete di essere maturati e di esservi evoluti dal debut album a “Nights Of Violence”?

- Ritengo che ci sia stata un’evoluzione sia tecnica che compositiva. Abbiamo migliorato molto la fase di arrangiamento dei pezzi per esempio. I punti di riferimento sono rimasti invariati ma almeno a mio modo di vedere adesso siamo molto più personali rispetto agli esordi.

 

- Secondo la vostra esperienza, come valutate la scena metal italiana a livello di band, di promoter, di locali, di competenza, e di stampa specializzata cartacea e non?

- La scena la vedo molto bene. Non per fare il ruffiano ma basta vedere cos’ha sotto contratto la My Graveyard per rendersi conto del potenziale del metal tricolore. Altro discorso invece vale per i locali e per chi li gestisce. Purtroppo per me si valorizzano troppo le tribute bands e si lascia poco spazio alle giovani bands per farsi conoscere. La situazione è un po’ migliorata rispetto a qualche anno fa ma ancora non ci siamo. Per la stampa ci sono persone competenti e non.

 

- Cosa ascoltate attualmente nei vostri stereo?

- Ultimamente sto ascoltando Crying Steel, le ristampe degli Skanners, l’ultimo dei Grave Digger, l’ultimo dei Saxon e i Dogs ’n’ Bones.

 

- Sul versante attività live cosa potete dirmi? Avete in programma date nazionali e oltre per supportare “Nights Of Violence”? So che a breve ci si vedrà tutti nella nostra Toscana!

- Si l’evento del primo maggio a cui fai riferimento te è veramente eccezionale e spero che la gente accorra numerosa a supportare serate di questo calibro. Vedere insieme La Strana Officina, Crying Steel, Sabotage,Dark Quarterer, Adramelch, non è cosa da poco. Noi siamo onorati di essere stati invitati a suonare. Poi stiamo già da fine Gennaio promuovendo il CD un po’ in tutta Italia con serate live. Per l’estero c’è qualcosa di probabile ma ancora non certo e quindi preferisco per scaramanzia non parlarne!!

 

- Come vi ponete nei confronti della annosa diatriba tra “vecchio” e “nuovo” metal, tra musica “true” e musica “non true”? Il vostro sound mi pare più orientato verso i due decenni trascorsi anziché verso le correnti attuali dell’heavy metal, sebbene la produzione del vostro CD risulta attualissima. 

- Quando ascolto un CD quel che mi interessa è che mi colpisca. Sono un fan del metal classico, sono cresciuto con Judas, Maiden, Metal Church, Armored Saint ecc., ma non per questo disdegno il thrash o l’hard rock.  La nostra
musica non è di certo moderna, anzi,  ma come dicevi giustamente te la produzione è attuale anche perché non ha senso riproporre le sonorità gli anni ’80. Siamo nel 2007 e quei tempi sono stati magnifici ma sono passati. Guardiamo avanti e non solo indietro.

 

- In sede di recensione vi ho accostato ai Maiden degli ultimi album post reunion con Dickinson. Voi che ne pensate delle loro più recenti prove in studio?

- Credo che siano migliori rispetto a quelle con Blaze ma siamo lontani dai veri Maiden.

 

- Quali sono le prossime mosse che dobbiamo aspettarci dai Frozen Tears?

- Continueremo a promuovere “Nights Of Violence” e a lavorare sodo per migliorare sempre di più nel futuro.

 

 

- Concludete pure l’intervista come preferite ....

- Vorrei invitare i lettori a visitare il nostro sito www.frozentears.it e la nostra pagina su MySpace  www.myspace.com/frozentearsitaly dove è possibile ascoltare alcuni dei nostri pezzi per meglio farsi un’idea del nostro lavoro e ringraziarti per questa intervista.

 

- Ok, grazie a voi della vostra cortesia e della vostra disponibilità. Ci vediamo il 1° maggio dunque, voi sopra il palco, io sotto!