Intervista ai Godyva
a cura di Psychotron
Su Stereo Invaders l’album dei baresi Godyva, “In Good And Evil”, ci è piaciuto moltissimo. La folgorazione definitiva per questa band è avvenuta in occasione dello scorso Dark Fest modenese (19.05.07), quando finalmente abbiamo potuto testare con mano l’esuberanza e la potenza di un loro live set. La classe di Lady Godyva e dei suoi accoliti è cristallina, e sapere che un gruppo di questo livello è tutto italiano ci riempie di grande orgoglio patriottico! Che nessuno si faccia scappare il debut album “In Good And Evil” ... nonostante il secondo capitolo sia già in cantiere.
Abbiamo raggiunto l’affascinante Lady Godyva per sapere tutto lo scibile sui Godyva, dunque ...se siete interessati al talento genuino per atmosfere drammatiche ed oscure questa intervista e soprattutto questa band fanno per voi!!.---
- Ciao, benvenuti sulla webzine è un vero piacere potervi ospitare per questa intervista! - Ciao a te Marco, è un piacere enorme anche per me ritrovarti qui!
- Appena qualche giorno fa ho avuto occasione di vedervi dal vivo al Warm Up del Dark Fest di Modena. La vostra esibizione mi ha davvero colpito in positivo. Voi avete un buon ricordo della serata? Siete soddisfatti di come è andata? - Sono contenta ti sia piaciuto il nostro show, ci tenevamo particolarmente a far bella figura al Dark Fest di Modena. Poi era per noi la seconda volta in cui ci siamo piacevolmente ritrovati a condividere il palco con i Vampiri. |
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- Sono contenta ti sia piaciuto il nostro show, ci tenevamo particolarmente a far bella figura al Dark Fest di Modena. Poi era per noi la seconda volta in cui ci siamo piacevolmente ritrovati a condividere il palco con i Vampiri. Con loro c’è un rapporto di stima reciproca. Abbiamo visto che la gente ha risposto molto bene ai nostri 40 minuti sul palco. L’acustica era perfetta, abbiamo avuto modo di esprimerci in totale serenità: infatti l’esibizione e il risultato dell’intera serata è stato grazie anche agli ottimi fonici che abbiamo avuto e ad una buona organizzazione dell’evento. Quindi si, abbiamo tutti e me in primis un bel ricordo della serata, forse addirittura il migliore dal mio punto di vista, e siamo soddisfatti, parecchio devo dire.
- Il vostro debut album “In Good And Evil” è fuori da diversi mesi oramai. Potete trarre un primo bilancio, anche se solo provvisorio? Come è stata l’accoglienza sia da parte dei media che dal pubblico?
- “In Good And Evil” è fuori da diversi mesi, pochi però da quando abbiamo avuto le distribuzioni come la Masterpiece in Italia e la BCD in America. Il cd sta andando bene, abbiamo venduto molto nell’ultimo periodo questo grazie alle distribuzioni, alla pubblicità e alle ottime recensioni che giornali come Flash, Metal Maniac e Rock Hard e altri ci hanno riservato! L’accoglienza è stata soddisfacente sia da parte dei media che dal pubblico, un bel punto di partenza, non credi? Ci occorreva la giusta spinta e pare che nell’ultimo periodo ci sia stata e ha portato i suoi risultati, grazie anche ad alcune persone “speciali” che hanno creduto in noi e che ci sostengono ardentemente!
- Mi pare ci sia stata qualche difficoltà di distribuzione infatti ... nei negozi italiani non è facilissimo reperire l’album. Il fatto che la vostra label, la Razar Ice Records, sia statunitense può aver inciso in questo?
- La distribuzione, come dicevo prima, è arrivata un po’ in ritardo per questo album, soprattutto per quanto concerne l’Italia. La Razar e la Sorcery non avevano mai lavorato prima con una band italiana e quindi a loro mancavano proprio i contatti. Hanno lavorato duro prima di trovare riscontro da parte della Masterpiece. In alcune città italiane alcuni negozi vendono il nostro CD, qui a Bari ce ne sono due ad esempio. Certo, non siamo conosciuti ancora molto per cui un negoziante, prima di acquistare un tot numero di copie del nostro cd dal distributore, si fa i conti in tasca.
- Come siete arrivati al contratto proprio con la Razar? Non c’è stata alcuna possibilità di accasarsi presso una label italiana che garantisse prospettive dignitose?
- Abbiamo provato in Italia a farci sentire da alcune etichette, abbiamo avuto da parte di queste delle proposte ma senza alcuna garanzia. Quindi abbiamo preferito aspettare ancora piuttosto che buttarci nelle braccia del primo arrivato. La Razar (costola della Sorcery) ci contattò tramite internet, aveva sentito qualcosa dal nostro sito e volevano ascoltare più materiale possibile. Cosi abbiamo spedito in Michigan il nostro promo e la nostra demo. La Razar e la Sorcery ci hanno dato dei consigli e, tra un aggiustino di qua e uno di là, dopo pochi mesi è arrivato il tanto atteso contratto discografico, con in più da parte loro la fiducia e il sostegno totale. Sapevano che eravamo agli inizi, quindi hanno creduto in noi, fissandosi come traguardo quello di fare dei Godyva una band a tutti gli effetti!
- Il vostro sound è molto complesso e sfaccettato a mio parere. Al di là del cosiddetto filone Gothic Metal, avete elementi molto dark e atmosferici, un certo ricorso all’elettronica, rimandi sinfonici e operatici. Nonostante tutto ciò non siete sfuggiti alla “sindrome Lacuna Coil”, ovvero la stampa specializzata (e la vostra stessa label) hanno caldeggiato fortemente il paragone con la band milanese. La cosa vi lusinga, vi lascia indifferenti o in qualche modo vi trova poco d’accordo?
- Il nostro sound pare sia multi sfaccettato, io lo paragono ad un caleidoscopio! I nostri riferimenti partono dalla dark wave e arrivano all’elettronica, al metal che sia gothic o quello estremo. Non ci piace essere etichettati come la classica gothic band, ma quando hai davanti a te un gruppo con cantante femminile, tappeti di tastiere oscuri e chitarre potenti, pare non ci sia scampo, hehehe!
Certo che per spingere la propria band un’etichetta, per un discorso commerciale, deve paragonarla o affiancarla a quelle grandi band del genere come i Lacuna Coil, i Nightwish, i The Gathering, i Within Temptation… Il paragone con i Lacuna quindi per noi è superficiale, nel senso che sappiamo di avere delle differenze e quindi non ci soffermiamo molto su questa cosa. Se mi lusinga? Si, direi di si! Loro sono bravi, il loro successo mondiale (e scusate se è poco!) se lo meritano tutto e poi sono italiani e ne sono orgogliosa!
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- Fatta salva la personalità e peculiarità dei Godyva come band dotata di un proprio sound, personalmente ho trovato semmai più familiarità con gli Imperia di Helena Michaelsen che con i Lacuna Coil, soprattutto per l’uso delle tastiere, le ritmiche e per il cantato di Lady Godyva. Lo ritenete un riferimento possibile per i Godyva? - Si. Infatti sulla nostra pagina myspace nella sezione “influenze” puoi trovare anche gli Imperia! Lei ha una voce possente, capace di seguire linee prettamente pop, nonostante abbia un’impostazione lirica! La voce di Helena Michaelsen è una voce con la V maiuscola, struggente e dolce, ipnotizzante e a volte anche molto cattiva! Non sono d’accordo per l’uso delle tastiere perché Botys lavora molto sull’elettronica, con parti campionate e non si limita solo ai cori, agli strings e al piano. Per noi le tastiere non sono un tappeto o un accompagnamento, sono elementi vitali e fondamentali! Invece per le chitarre Frahn ha un vero e proprio pallino per i Rammstein (e si sente!), ma gli Imperia si, li apprezziamo molto!
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- C’è qualche brano all’interno della track-list dell’album a cui siete particolarmente legati o che ritenete rappresenti perfettamente lo spirito e l’attitudine della band?
- Il brano rappresentativo per i Godyva è sicuramente “Intimate”. Siamo legati a questo brano perché è stato il nostro punto di partenza quando il nostro sound è diventato più maturo. È il nostro vessillo, tanto che ci è piaciuto coniare il nostro genere come “Intimate Gothic Metal”! ”Intimate” rappresenta perfettamente l’indole dei Godyva, l’attitudine e lo spirito. Atmosfere che salgono e scendono, come le emozioni più intime, che galleggiano o affondano nell’abisso, in un andamento continuo e altalenante, sensazioni ora oscure e mistiche, ora gloriose e solenni, ora tristi e poi improvvisamente ecco… un grande respiro (la speranza)!
- Hai una voce molto potente e drammatica. Ero arrivato con largo anticipo al Dark Fest e durante il sound check dei Godyva il tuo canto riempiva fragorosamente tutta la zona fuori dal locale. Abbastanza impressionante! Quali sono eventuali modelli maschili o femminili ai quali ti ispiri in ambito rock e metal?
- Grazie Marco. Mi piace come hai definito la mia voce! La potenza è dovuta all’estensione naturale di una voce, drammatica perché adoro l’Opera e quindi trasmetto in quel che canto ciò che fa parte ormai del mio DNA acquisito col tempo da questi stereotipi. I modelli maschili che ora mi vengono in mente così di primo impatto sono Nick Holmes dei Paradise Lost e Peter Steele dei Type O Negative. Ma da ragazzina adoravo Freddy Mercury (ero una fan adolescente e sfegatata dei Queen!) e il Duca Bianco. Il grande David Bowie calamitava su di se tutta la mia attenzione, e tuttora è uno dei miei cantanti preferiti! Quelli femminili invece sono diversi, come l’insuperabile Lisa Gerrard e l’inimitabile Sarah Brightman, grande soprano d’Opera e allo stesso tempo una brava cantante pop, poi la divina Maria Callas; e ancora Tori Amos, nella sua semplicità un genio, e per finire la follia della bellissima Kate Bush! La voce della cantante dei Within Temptation (per rientrare nell’ambito metal) mi fa un certo effetto: ha tecnica da vendere!
- Come giudicate lo stato attuale della scena metal italiana?
- Umm… In Italia ci sono molte band davvero valide e promettenti, ma sarà un po’ per il mercato ormai a circuito chiuso e un po’ per le etichette che investono in band straniere, ignorando quelle del proprio paese, che forse la situazione non riesce a sbloccarsi. Ma è un discorso più grande di me, meglio lasciar stare!
- State già lavorando a del nuovo materiale per un prossimo album? La canzone inedita con la quale avete chiuso la vostra esibizione al Dark Fest era assolutamente splendida!
- Si stiamo lavorando sul nuovo album da diversi mesi, e a breve rientreremo in studio. Grazie, sono orgogliosa e fiera che sia piaciuta a te, così come alla gente che è venuta a farci i complimenti finita l’esibizione. Chiedevano su quale album fosse questa canzone, eheh, e io rispondevo: “ caso mai, su quale album sarà?”. Una chicca che abbiamo riservato per chi ci segue, e un piccolo accenno a quello che sarà il prossimo album dei Godyva!
- Al Dark Fest siete stati al fianco dei Theatres Des Vampires, una band che qui sulla webzine apprezziamo parecchio! Ci racconti come è una giornata con i vampiri romani?
- Per noi è stata la seconda volta quella di presenziare ad un evento con i Vampiri, la prima è stata al Gothic Rave quando eravamo ancora non alle primissime armi, ma quasi! Con loro c’è quindi una sorta di “familiarità” che ci ha permesso di vivere l’evento in serenità. Siamo stati a parlare nei camerini dopo il live del più e del meno e di come Scarlet sia riuscita benissimo a tenere la scena anche senza il suo ex partner! Se invece vuoi sapere dettagli sulla giornata prima del concerto, e so che sei curiosissimo, hehe, non posso proprio accontentarti perché sono arrivata giusto in tempo per il sound check quel giorno!
- Cosa ascolti al momento nel tuo stereo? - Al momento sto ascoltando, o meglio consumando, il nuovissimo dei Paradise Lost “In Requiem”, trovo che sia uno dei migliori album della band; poi “Mater Of All Evil” dei Necrodeath e “The Audio Injected Soul” dei Mnemic quando ho bisogno di scaricarmi un po’. Sto apprezzando molto anche l’ultimo dei Deftones “Saturday Night Wrist”, il recentissimo omonimo album dei Sadist e “See You On The Other Side” dei Korn.
- Qualcosa che non ti ho chiesto e che invece vorresti che i lettori sapessero? - Non ci hai chiesto… umm… vediamo un po’… ecco si, quale sarà il futuro dei Godyva? |
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Siamo carichi e abbiamo voglia di farci sentire! Vi diamo appuntamento al Total Metal Festival 2007 a Settembre con i Rage, i Dark Funeral e i Vision Divine! Stay tuned and horns up!
- Ok, grazie del vostro tempo prezioso e della vostra disponibilità. Spero in un vostro prossimo concerto magari qui da noi in Toscana! Ciao!
- Grazie a te per questa simpatica intervista Marco, e spero di rivederti presto in Toscana allora, non male l’idea! Un saluto e un abbraccio, a presto!