Intervista agli Ignitor
a cura di Psychotron
Hanno esordito col botto, sono texani e accasati presso la label italiana Cruz Del Sur. Heavy metal, anni '80, talento, questo il mix che rende il loro "Road Of Bones" uno dei migliori dischi del 2007, a parere di chi scrive. Li abbiamo raggiunti per sfoderare i nostri migliori complimenti e far loro qualche domanda. La band, un po' svogliatamente, ci ha risposto così.
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- Ciao, benvenuti su Stereo Invaders. Grande album ragazzi, complimenti. Ottimo lavoro! - Grazie!
- L'ascolto del vostro disco mi ha davvero colpito. Un sound così nel 2007 ... come ci siete riusciti? - Pat: Ci limitiamo a suonare la musica che ci piace.
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- Mi avete riportato alla memoria il grande metal degli '80s, con band come Judas Priest, Omen, Hellion, Dio, lo U.S. metal e la nwobhm. Il bello è che non suonate semplicemente come le band degli anni ottanta, ma sembrate una band degli anni ottanta. Avete perfettamente catturato lo spirito di quella decade, quando il metal era semplicemente heavy metal, senza tante altre categorie.
- Erika: Il miglior metal è stato probabilmente realizzato nei tardi anni '70 e nei primi '80, ma noi vogliamo che questo cambi.
- Avete firmato per una label italiana, la Cruz Del Sur. Come siete entrati in contatto reciprocamente?
- Pat: Abbiamo avuto contatti con la label durante la lavorazione dell'album. Dopo esserci guardati in giro ci siamo resi conto che la Cruz Del Sur sarebbe stata la miglior casa per noi.
- La song d'apertura "Death On The Road" inizia con una lingua straniera, penso qualcosa di slavo, giusto? Cosa potete dirmi a riguardo?
- Pat: Erika ha arruolato 2 studenti russi dell'Università di Austin, in Texas, per recitare quei dialoghi nel disco. La scena si svolge lungo la Strada di Ossa in Siberia, dove un prigioniero ai lavori forzati è appena collassato. Una guarda sopraggiunge e dice: "alzati!". Un altro prigioniero dice: "Non vedi che sta male?". Poi si sente uno sparo e la guardia replica: "adesso non sta più male!".
- "Road Of Bones" è un concept album? Di cosa trattano i testi?
- Erika: Non proprio. Mi piace raccontare oscuri racconti storici nei miei testi. La prospettiva della title-track è quella di un prigioniero costretto in un gulag siberiano. Le ossa degli schiavi morti giacciono a terra, trasformandosi in materiale per la costruzione dei campi di prigionia lungo il celebre "arcipelago dei gulag". Sebbene le canzoni abbiano tematiche oscure similari, ogni brano è a se stante e non appartiene ad un vero concept.
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- Il vostro precedente mini-CD "Take To The Sky" è ancora recuperabile? Avete mai pensato ad una ristampa per i nuovi fans che state guadagnando? - Erika: No, sfortunatamente è fuori stampa. Stiamo lavorando ad una ristampa al momento.
- La voce di Erika è davvero grintosa e potente. Mi piace il suo stile! C'è una qualche icona femminile alla quale le piace riferirsi, tipo Doro Pesch, Jutta Weinhold, Ann Boleyn, etc .... ? - Erika: Ho sempre amato Doro, ma anche Bruce Dickinson mi ha ispirato nel diventare una cantante metal. Angela Gossow è grande però non è il mio stile. Nemmeno sono attratta dallo stile lirico di piccole bamoline fragili come Amy Lee e quello dei Nightwish.
- Avete in programma delle date live per supportare l'album? - Tutti abbiamo un nostro lavoro, per questo motivo non aremo in tour fino a metà dell'anno prossimo purtroppo. |
- I migliori 3 metal album di tutti i tempi?
- Antrax "Fistful Of Metal", Judas Priest "Unleashed In The East", Accept "Restless & Wild".
- Cosa bolle in pentola, prossime mosse della band?
- Una grande sorpresa sarà annunciata all'inizio del prossimo anno.
- Ok, aspettiamo il 2008 allora. Grazie del vostro tempo ed in bocca al lupo per il futuro.