Intervista agli In Tormentata Quiete

a cura di SilentWater

Eccoci qua, a fare quattro chiacchiere con questa interessantissima band italiana che di nome fa In Tormentata Quiete! Abbiamo intervistato il chitarrista della band, Riccardo D'Andrea, che gentilmente ci ha illustrato come va la vita all'interno di questa splendida creatura musicale! A lui la parola…

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Salve ragazzi, e grazie per la vostra disponibilità, è davvero un piacere per noi intervistare una band italiana così valida e promettente! Per iniziare, che ne dici di presentarci brevemente il gruppo? Giusto due parole per capire chi siete…

Hei, grazie mille per i complimenti. Siamo felici dello spazio che ci concedi e della possibilità che ci dai di farci conoscere. Il gruppo è attivo dall'ormai lontano 1998 quando Lorenzo, Francesco, Marco ed io abbiamo iniziato a strimpellare qualcosa. Dopo varie vicessitudini, cambi di line-up e un promo siamo giunti al fatidico full-lenght. Vedremo cosa succede.

 

Parliamo un po' del vostro album… Siete soddisfatti dell'accoglienza che ha ricevuto in giro? Trovo che sia un lavoro molto ambizioso, probabilmente avete alte aspettative!

 

Ma, sai, il disco è molto emozionale e dona diverse sensazioni in base al momento ed alla sensibilità della persona. Devo dire che gli entusiasmi che ha provocato in giro mi hanno spiazzato così come le critiche negative gratuite fatte da chi ha ascoltato mezza volta il lavoro. Sai, dopo 11 anni che suono in gruppi semi-professionisti, questo è il mio vero primo lavoro e sono stato abituato a tenere i piedi piantati al suolo. L'unica cosa che spero è che questo disco segni solo l'inizio di qualcosa e ci dia la possibilità di farci conoscere quel minimo indispensabile per riuscire a fare un secondo lavoro.

 

Come nasce un brano degli In Tormentata Quiete? Chi è che è coinvolto più attivamente nel songwriting? Immagino sia piuttosto complicato coordinare in maniera ottimale una band di 8 membri.

Essere in 8 ha i suoi pro e i suoi contro. Litighiamo spesso, anzi spessissimo, perchè 8 anime che si riuniscono per comporre e dare vita alle proprie sensazioni sotto forma di musica non possono che scontrarsi. Diciamo che solitamente si prende l'idea di uno di noi 8 e la si inizia a smantellare, rimodellare, risgretolare, limare fino a quando non si raggiunge qualcosa che tende a soddisfare tutti (cosa tra l'altro moooooooooooooolto rara). Faccio mia la musica, la lascio fluire lentamente e poi inizio a scriverne il testo, che subisce migliaia di modifiche poichè, ti garantisco, avere a che fare con l'accento italiano è qualcosa di veramente terrificante, anche se magnifico.

 

Ho trovato di grande effetto l'idea di utilizzare ben tre cantanti, cosa che secondo me conferisce un che di teatrale molto suggestivo: secondo te è possibile vedere le canzoni di “In Tormentata Quiete” come delle piccole recite?

Credo che anche il modo di cantare dei tre cantanti sia molto vicino ad un continuo recitare. Si, anche questa è una scelta, una scelta che, a volte, ci viene contro, ma che si lega fortemente al discorso di "italianità" del gruppo. Se tu ascolti bene la canzone popolare italiana ti accorgerai di come è insito nell'essere italiano raccontare storie e dargli enfasi giocando con i toni delle voci. Se ascolti bene il nostro lavoro sentirai mille respiri, molti cori sussurrati improvvise accellerazioni con doppi cori e molte parti narrate e tutto questo viene fatto per trasportare in modo più facile l'ascoltatore all'interno del nostro mondo che altro non è che il mondo interiore di ogni uomo.

 

Di cosa trattano i testi delle vostre canzoni? C'è un filo conduttore che lega i brani di “in Tormentata Quiete”?

A me piace definirci giullari che cantano la vita. Diciamo che i brani rappresentano i passaggi che l'uomo fa quando si "risveglia" e smette di "sopravvivere" per tornare a "vivere". Trovo che il fare arte (non sono così presuntuoso da ritenermi un Artista, anche se fare musica con l'anima credo che sia fare arte, ma questo è un'altro discorso) porti a capire la necessità di lottare per fare ciò che più soddisfa se stessi e, creando, faccia render conto di come la maggior parte degli uomini vivino all'interno di una falsa felicità che porti a non pensare e quindi a non soffrire. Vivere vuol dire lottare per realizzare se stessi."LaRealta" segna il risveglio, in "Zeus" tramite l'arte l'uomo capisce per poi perdere l'innocenza in "Phatovarva", guarda la sua battaglia ne "L'Albero" e decide di combatterla in "Rosso Sangue" per poi trarne le conseguenze in "Piccole Variazioni". Naturalmente ogni canzone fa storia a se e racconta piccoli frammenti di vita vissuta.

 

La scelta dell'italiano penso che sia stata naturale vista la proposta musicale, ma mi ha stupito come siate riusciti ad adattarlo così bene ad un “genere” per cui tradizionalmente è utilizzato l'inglese: cosa pensi del fatto che molti gruppi nostri connazionali preferiscano non cantare nella propria lingua madre?

Non so che dirti, non sto a giudicare altre persone. Noi, come ti dicevo prima, proviamo a fare arte col cuore e con l'anima che è ancora alle sue radici. La scelta dell'italiano è una diretta conseguenza a questo discorso (una delle critiche negative che ci viene fatta spesso risiede proprio nella scelta dell'uso dell'italiano, ma fin quando sono i tedeschi a farcela, posso capirli, ma leggerlo da dei recensori italiani fa male...la frase che mi ha ferito maggiormente è stata:"....provate a immaginare Dani Filth che canta D'Annunzio...state già rabbrividendo?". Chiusura mentale che non dovrebbe esistere all'interno del mondo della musica e che mi lascia veramente amareggiato).

Personalmente ho trovato diversi punti di contatto tra la vostra proposta musicale e quella dei primissimi Moonspell: vi ritrovate in questo paragone? Ad ogni modo, quali sono le vostre maggiori influenze?

Adoro "Under the Moonspell" e quindi non può che farmi piacere essere paragonato ad un disco così "artisticamente" devastante, ma sinceramente non riesco a trovare punti in comune se non la voglia di fare della musica fortemente legata alle proprie radici anche perchè ci lasciamo influenzare da tutto ciò che ci circonda. Non ci chiediamo mai se un riff suona abbastanza metal o no, se ci piace è bene altrimenti lo scartiamo.

 

La forte componente di musica tradizionale italiana è il tratto distintivo più eclatante della band: quali sono gli artisti che apprezzate particolarmente in questo campo?

Io sono un Garganico fortemente legato alla storia "brigante" della mia terra. A quel periodo appartengono canzoni che raccontando storie di sangue, passione, sudore e amore. Lorenzo è un maestro di chitarra battente, da suo padre ha imparato questa antica arte e va in giro per l'Italia a raccontare con la musica il sangue gettato per la libertà da questi eroi che erano i Briganti. Come puoi ben capire la componente folk è radicata nel nostro modo di pensare. Se poi vuoi sapere quali cantautori ascoltiamo volentieri, posso parlarti solo di me dicendoti che adoro tutto il periodo prog italiano (BancoDelMutuoSoccorso, LaPremiataForneriaMarconi, IlRovescioDellaMedaglia, IlBallettoDiBronzo, "ConcertoGrosso" dei NewTrolls per citarne qualcuno) per poi passare ai veri cantautori italiani (DeAndrè, Lolli, Battiato, Branduardi e così via).

 

Che significato hanno le immagini contenute nel libretto? E' importante per gli In Tormentata Quiete l'aspetto visivo?

L'insieme delle immagini del booklet è la rappresentazione fotoartistica dell'insieme dei contenuti musicali. Il significato di ciascuna immagine è lo stesso significato dei testi e dei suoni che rappresenta.

 

Avete già qualche idea per il prossimo album?

Abbiamo due pezzi nuovi e stiamo lavorando su un terzo, purtroppo ora siamo senza cantante femminile e questo ci sta un pò frenando in sede compositiva. Ripeto, speriamo di trovare i finanziamenti per riuscire a registrare un nuovo disco.

 

Quanto è importante la dimensione live per un gruppo come il vostro? Deve essere difficile riprodurre perfettamente le atmosfere dei vostri brani dal vivo. Avete concerti in programma di qui a breve?

Sto per darti una risposta impopolare; a me, Antonio Ricco, non piace suonare dal vivo. La musica è come un quadro che va visto nella giusta luce di una mostra. La musica va ascoltata in uno stereo buono, possibilmente da soli, e gustare le mille sfumature che si riesce a dare in uno studio di registrazione e che non puoi performare in sede live. Purtroppo (o per fortuna) sono il solo del gruppo a pensarla così, e, visto che non abbiamo a disposizione un budget che ci permetta chissa quale coreografia, puntiamo molto sull'impatto. Se vuoi un concerto preciso e pulito, non venire mai ad un nostro concerto. Se invece vuoi un concerto che ti faccia saltare, pogare, sudare e urlare, allora siamo il tuo gruppo.

 

Vi sentite parte di una particolare “scena musicale” qui in Italia? Qual è la tua impressione a proposito di ciò che il menu tricolore propone oggidì? Avete qualche gruppo da consigliare in particolare?

In Italia non esiste una scena, nel senso che non esiste quell'aiuto reciproco tra gruppi che puoi trovare, ad esempio, nel Nord Europa. Detto questo, io credo che questo paese abbia dei gruppi coi coglioni quadrati. Ci sono gruppi che mi fanno provare emozioni uniche. Vuoi dei nomi?Bene...Tra i più famosi non posso negarti che una forte influenza su di me l'hanno avuto i Novembre e i FuneralOration (che per me rappresentano la miglior black-metal band di sempre, peccato che abbiano dato alla luce un solo grandioso disco:SURSUM LUNA), i Sadist di "Above the light"(i veri eredi dei Nocturnus),gli Schizo, i Necrodeath, i Monumentum. Per poi non parlare dei gruppi scomparsi con alla luce un solo demo, gruppi come i Cruentus, gli Untory, i BloodStainedHost, gli ImagoAnimi, per poi finire all'attuale scena underground che conta di grandi gruppi quali i Malnatt, i Fearwell, gli Indastria, i Lifend e tanti altri gruppi che meriterebbero tantissimo per le idee e le capicità compositive che hanno.

Come siete giunti sotto la Dawn of Sadness? Avete faticato molto prima di arrivare ad un contratto?

Dire molto è poco!La DoS è un etichetta dal nome glorioso per chi come me conosce il metal italiano da molto tempo ed è un onore per me lavorare con una persona meravigliosa come Alex.

Quali sono i vostri programmi per l'immediato futuro?

Una sola cosa, trovare la cantante e promuovere al meglio il nostro disco cercando date un pò ovunque.

 

Grazie ancora per la disponibilità, in bocca al lupo per la vostra carriera, speriamo di sentir parlare a lungo di voi!

Grazie a te e a tutto lo staff di StereoInvaders per il supporto che date a noi e a tante altre validissime band italiane!