Intervista ai Seventh Seal

a cura di Psychotron

L'osservanza maideniana in Italia è custodita e difesa dai fiorentini Seventh Seal, i quali, dopo una partita a scacchi con la Morte, hanno deciso di dare alle stampe il loro "The Sacred Test", già pronto nel 2006, ma purtroppo ritardato nella pubblicazione a causa del fallimento della loro precedente label. Ecco arrivare a loro sostengo l'attivissima My Graveyard Productions, e il colpaccio è fatto. Il disco è sul mercato, la band di nuovo in armi, ed il pubblico pronto a ricevere una manciata di song dal sapore "antico" ma sempre attuale. Rispondono all’intervista Andrea Mati (basso) e Francesco Fanciullotti (chitarra).

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- Ciao ragazzi e benvenuti sulla webzine! Innanzitutto, come sta andando il nuovo "The Sacred Test"? Che consensi state ricevendo al momento?

- Francesco: “The Sacred Test” ci sta dando tantissime soddisfazioni, per il momento abbiamo ricevuto, sia sulle webzine che sui magazine, consensi più che positivi.

 

- Siete soddisfatti di come è venuto fuori l'album o a distanza di così poco tempo ci sono già dei piccoli cambiamenti che vorreste fare?

- Andrea: Non appena hai registrato un disco di solito è facile avere mille dubbi e incertezze, bisogna lasciar passare del tempo per poterlo valutare con la giusta obbiettività. Ad oggi mi sento molto orgoglioso del lavoro svolto, i cambiamenti sarebbero davvero marginali e solo per puntiglio personale.

 

- Quali ritenete essere le principali differenze tra "The Black Dragon's Eyes" e il nuovo "The Sacred Test"?

- Andrea: Sicuramente “The Sacred Test” è spostato verso una vena più heavy metal rispetto a “The Black Dragon's Eyes”, e questo non perché abbiamo cambiato gusti o genere ma solo perché è andato avanti il nostro modo di comporre, di creare un sound moderno che però non giri le spalle a quello che di buono c'è stato sia nel power come nell'heavy.

 

 

 

 

- Come siete approdati su My Graveyard Productions?

- Andrea: Grazie ai nostri amici Frozen Tears che ci hanno fatto conoscere Giuliano, una delle persone che il metal italiano di oggi dovrebbe ringraziare molto.

 

- Su "The Sacred Test" traspare il vostro amore per gli Iron Maiden, che comunque non si traduce mai in una mera e sterile riproposizione, così come immagino che molte band teutoniche facciano parte del vostro background musicale? Voi come descrivereste il sound dell'album?

- Andrea: Giustissimo. Come ti ho detto noi cerchiamo di rielaborare quanto di buono c'è stato e di riproporlo nel 2008 con un nostro stile. E' innegabile il legame del nostro sound e del nostro modo di suonare con gli Iron e con tutta la corrente della nwobhm, così come con gruppi come i primi Helloween e Gamma Ray. La cosa bella è che però chiunque ascolti i nostri pezzi e ci conosca si trova a dire "Ehi, ecco un pezzo alla Seventh Seal" e questo testimonia che anche se il background di un pezzo può variare ci sono dei punti fissi che restano e fanno parte solo del nostro modo di essere e suonare.

 

- E a proposito di Maiden, cosa ne pensate dell'ultimo periodo della loro discografia, e segnatamente del recente "A Matter Of Life And Death"?

- Andrea: Non è semplice parlare di certi mostri sacri, ma nonostante il grande amore per i Maiden non ho una bella opinione per tutto quello che c'è stato dalla reunion in poi. La sensazione che ci ripropongano sempre il solito riff e la solita canzone, e soprattutto la vena decisamente commerciale, mi fa storcere davvero il naso. “A Matter Of Life And Death” penso di averlo ascoltato una, forse due volte! Ricordo che ero in macchina e pensavo "però questo primo pezzo è davvero molto lungo" e poi mi sono reso conto che eravamo già alla traccia 4 o 5 forse. Ho detto tutto, no?

- Francesco: "A Matter Of Life And ..." COSA?!? Ho ascoltato molto poco gli ultimi lavori degli Iron Maiden. Non me ne vogliano i fans degli Iron, ma purtoppo non riesco a digerire più di 2 minuti degli album usciti dopo la reunion. Mettete sul “piatto del giradischi”, invece uno dei “vecchi” capolavori e … attenzione a non rompere i mobili della casa a spallate e capocciate! Per quanto riguarda l’intermezzo con Blaze alla voce non mi è dispiaciuto più di tanto, ma provate a ricercarvi gli album degli Wolfsbane dove Blaze cantava prima dell’ingresso in formazione con gli Iron Maiden, e mi saprete dire dove Blaze si esprime al meglio!

 

- In sede di recensione l'unica critica che ho mosso al vostro disco è un certo senso di prolissità, vuoi per la durata complessiva dell'album, vuoi per la struttura e l'articolazione delle canzoni. Immagino voi non siate troppo d'accordo ...

- Andrea: Più che altro non lo vediamo come un difetto. Certo, i pezzi durano tanto, ma l'impressione quando ascolti ad esempio “Lucifer's Cry” è che siano passati pochi istanti e non 9 minuti. Devi considerare che tutto quello che c'è dentro è nato di getto, noi non componiamo con l'orologio al fianco, e spesso ci accorgiamo della durata a pezzo finito. Credo però che se fossimo stati un gruppo prog nessuno avrebbe obiettato, perché per il genere magari è normale, se fai qualcosa di heavy e superi i 5 minuti invece già sei fuori tempo massimo. Secondo me sono consuetudini un po' sciocche che limitano solo il lavoro dei musicisti. Aver cose da dire, e molte, può essere solo una ricchezza.

 

- La cover di "Holy Diver" è un'idea piuttosto temeraria. Il pezzo è un classico dell'heavy metal e ciò lo rende un'arma a doppio taglio, una canzone per la quale tutti si esaltano ma anche una cover che tutti sono pronti a criticare alla prima incertezza, visto il paragone scomodo addirittura con .... Dio!

- Andrea: Verissimo, ma sembra che abbiamo superato l'esame, se non a pieni voti, almeno con una piena sufficienza. Che dire, su un disco molto heavy non poteva starci una cover degli Helloween, serviva qualcosa di titanico e il cuore ci ha portato fin li. E’ stato stimolante e divertente affrontare un pezzo del genere.

 

- Angolo dell'umiltà: un pregio ed un difetto dei Seventh Seal?

- Andrea: L'amore per quello che facciamo. I Seventh Seal sono un gruppo caparbio e determinato, perché ti assicuro che abbiamo passato molti periodi bui ma per fortuna siamo ancora tutti qui. Come difetti sicuramente i tempi troppo lunghi, non dei pezzi, ma della produzione di pezzi nuovi e arrangiamenti, considerando che ognuno di noi porta avanti anche un lavoro e una vita propria e spesso conciliare tutto non è facile e non ci riesce sempre bene.

 

- Sono in programma future date live a supporto dell'album?

- Andrea: Si, molte sono ancora in fase di discussione. Intanto il 16 novembre c'è stata una data al Sonar di Colle Val d'Elsa (Siena) con Pino Scotto. Per altre info contattateci pure tramite il nostro sito (www. seventh-seal. net) oppure il nostro myspace (www.myspace. com/seventhsealitalia).

 

- Come giudicate l’odierna situazione della scena underground italiana? Intendo locali, promoter, rapporti tra le band, professionalità degli addetti ai lavori, pubblico, media, etc.

- Francesco: Qui in Toscana la scena metal underground è molto attiva ma manca un vero è proprio circuito di locali dove esibirsi e penso che in tutta Italia non sia poi così diverso. Riguardo ai rapporti fra le band questi dipendono appunto dalle band con cui si ha a che fare, noi fortunatamente abbiamo molti amici e spesso organizziamo concerti insieme; però appena esci dalla cerchia di band amiche ti accorgi che in giro ci sono molte “primedonne” e in fondo trovi pochissima solidarietà in chi non conosci, ma non eravamo tutti “brothers”? Questo discorso può essere esteso anche a addetti ai lavori, promoters e locali…quando esci dalla cerchi di conoscenti difficilmente vieni supportato in maniera adeguata (leggasi professionale) e non sai mai cosa aspettarti.

 

 

- Qualcosa che non vi ho chiesto e che i lettori dovrebbero sapere...

- Francesco: In molti ci hanno fatto notare che è passato molto tempo fra il primo ed il secondo album, “The Black Dragon's Eyes”, uscito a fine 2003, e “The Sacred Test”, uscito nel giugno 2008. Noi vorremmo precisare che “The Sacred Test” era già pronto e registrato nel 2006, e dopo il fallimento della nostra vecchia casa discografica siamo approdati alla My Graveyard Productions solo verso la fine del 2007, quindi giusto i tempi per programmare l’uscita e siamo arrivati a giugno 2008.

 

- Grazie della vostra disponibilità ed in bocca al lupo per ogni passo futuro!

- Grazie a te! Un saluto a tutti i lettori!