Intervista ai Surgery
a cura di Psychotron
Il loro nuovo album "L'Altra Educazione" è un vero portento e sulla webzine ci è piaciuto molto. Rock? Non solo! Elettronica? Parecchia!! Dance Floor? Mai senza!!! .... E allora? Buttate sul palco una masnada di bizzarri musicisti con DJ e performer al seguito, non staccate mai la spina neppure per un istante, lasciatevi bombardare da messaggi neanche tanto subliminali sullo stato della società nella quale vivono immerse le nostre coscienze ...ed ecco fatto, i Surgery avranno preso possesso di ogni cellula neuronale dormiente nella vostra molliccia materia grigio-topo.
Daniele Coccia, autore dei dissacranti testi e voce della band, ci spiega il concept Surgery.
Largo ai chirurghi mascherati!
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- Ciao, grazie di aver accettato questa intervista. Ho molto apprezzato il vostro CD “L’Altra Educazione”.
- Ciao e grazie a te, siamo contenti che il cd sia stato di tuo gradimento.
- Nonostante abbiate all’attivo già due demo e quattro album, come descrivereste la band ai lettori che ancora non dovessero conoscervi? - In realtà abbiamo all’attivo 4 demo, l’ultimo dei quali “L’Altra Educazione” a fine Settembre sarà pubblicato dall’etichetta Altipiani Rock e distribuito in tutti i negozi di dischi dalla Edel. Siamo insieme dal 2001 e dal 2003 ci muoviamo con i nostri live il più possibile. Non siamo una semplice band musicale, oltre alla musica portiamo in scena un vero e proprio spettacolo, arricchito da costumi, maschere e performance con le quali interagiamo con il pubblico. I nostri live sono molto sudati e alcolici, cerchiamo di non dare tregua alle orecchie e a gli occhi degli spettatori, aggrediamo lo spazio della sala dal primo istante e dettiamo il tempo al pubblico per farlo ballare, senza risparmiarci. |
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- La bio allegata al CD descrive il vostro percorso come un attraversamento di varie esperienze musicali, dalla sperimentazione electro-industrial a sonorità new wave anni ’80, passando per Rammstein e Franco Battiato. Voi cosa pensate a riguardo? Come leggete il cammino della band dalle origini ad oggi?
- Il nostro cammino musicale deriva dall’alchimia strumentale che c’è tra noi, piuttosto che dalle influenze dei dischi che ascoltiamo. Il nostro suono ha attraversato diverse fasi governate soprattutto dai nostri progressi tecnici e dall’ approfondimento dei nostri rapporti musicali e personali. Le influenze che hai citato sono sicuramente rintracciabili nel nostro sound. Io amo Battiato, non posso negarlo. Se un giorno riuscissimo a collaborare con lui realizzerei uno dei miei pochi sogni nel cassetto.
- Il nuovo album ha richiesto un anno e mezzo di preparazione in studio. Cosa ha motivato una scelta così certosina? Siete dei perfezionisti?
- La realizzazione dell’ "Altra Educazione" ha richiesto un anno e mezzo di registrazioni e perfezionamenti vari, nonché un ritardo dovuto ad un infortunio occorso al nostro chitarrista. Avevamo tempo e denaro da spendere e li abbiamo investiti per garantirci un prodotto valido che ci ha aperto molte porte importanti. La meticolosità della nostra attività ci garantisce una buona attendibilità professionale e la cosa è molto in contrasto con la nostra attitudine dissoluta e totalmente irrazionale.
- Avete tributato il vostro omaggio a Donatella Rettore con la canzone “Lamette”. Personalmente ho pensato anche ad artisti come Alberto Camerini, Ivan Cattaneo o il primissimo Enrico Ruggieri ascoltando “L’Altra Educazione”. Che ruolo riveste la scena punk /rock /new wave italiana degli anni ’80 nella vostra concezione musicale?
- Quella scena ha offerto ottimi spunti, soprattutto sul piano del linguaggio. Di questa nicchia incompresa del nostro panorama musicale citerei anche artisti molto meno frivoli e crepuscolari come, Diaframma, Krisma, Garbo, Faust’O, C.C.C.P. e i primi Litfiba. Per la cronaca il nostro amore per Donatella Rettore è stato coronato ultimamente dalla sua collaborazione nella nostra cover di “Lamette”che sarà presente nella nuova versione dell’ "Altra Educazione" che uscirà a Settembre. La cosa fantastica è che l’amore è reciproco, Miss Rettore ha parlato di noi anche ad una trasmissione televisiva alla RAI elogiandoci e facendoci i complimenti, non credevamo alle nostre orecchie.
- Cosa intendete per “altra educazione”, e poi altra rispetto a cosa?
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- Altra rispetto al sensazionalismo idiota di stampo americano che sta mortificando questo nostro paese già succube dell’influenza politica terribile della chiesa vaticana e delle variegatissime forme di mafia che strutturano l’Italia. Altra rispetto alla parodia oscena dell’informazione.
- I vostri testi sono incredibilmente divertenti e pungenti, pieni di ironia e sarcasmo. Come nasce una vostra canzone, cosa vi stimola e vi spinge a scrivere?
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- Mi ha stimolato ad esempio sapere che Paolo Pietranageli, ex cantautore di un Italia che voleva un paese migliore nel '68, sia l’autore della trasmissione “Amici” di Maria de Filippi. Mi ha stimolato sapere che uno dei preti più gettonati e televisivi di casa nostra viene indagato per abusi sessuali e si difende parlando di congiura radical-chic ebraica. Mi stimola la politica mediatica contro la Cina.
Scriviamo canzoni per la sensibilità delle persone che amiamo e per la gente civile.
- La scelta del cantato in Italiano a vostro giudizio rimane una brillante peculiarità dei Surgery o un limite invalicabile verso il mercato estero? Dopo tutto è più che normale per chiunque che i Rammstein cantino in tedesco, loro lingua madre …
- Il caso dei Rammstein è un esempio che usiamo spesso anche noi quando fantastichiamo.
Anche gli Ska-p con lo spagnolo sono andati forte, ma sono dei casi isolati. Noi cantiamo in Italiano perché ragioniamo in Italiano se fossimo stati Slavi avremmo cantato in Slavo.
E fino a che dovremmo fare lavori di merda per guadagnare saremo vincolati all’Italia come territorio per i nostri concerti e quindi fino ad allora l’Italiano sarà l’ideale.
- Dal vivo vi esibite indossando maschere e costumi. Come è un live set dei Surgery? Quali emozioni intendete comunicare a chi assiste ad un vostro spettacolo ed ascolta la vostra musica?
- Un live set dei Surgery è simile ad concerto punk ma con pochissime pause tra un pezzo e l’altro, il dj mixa le basi dei brani come in un dj set in progressione, in maniera da non far mai smettere di ballare il pubblico. Le entrate dei nostri performer danno quel pizzico di follia esilarante che catalizzano l’attenzione e danno respiro al live. Le emozioni che intendiamo comunicare sono molto legate all’energia sprigionata dalla musica e al significato dei testi, emozioni sicuramente positive. Un nostro concerto è da considerarsi un momento di festa e baldoria.
Avete anche un live performer ed un dj in pianta stabile, siete tutto fuorché una tipica, ortodossa rock band italiana ..... - Infatti non siamo proprio una tipica band Rock sia come line-up che per identità musicale, troppo elettronici per il rock, troppo rock per il popolo dei dance-floor, qualcuno ci definisce ebm, con nostro sommo sbigottimento, qualcuno ci suggerisce di prendere un batterista senza sapere di cosa parla, continuiamo per la nostra strada tifando per tutte le situazioni poco ortodosse. - Come valutate la scena underground italiana a livello di professionalità degli addetti ai lavori (locali, label, promoter e Media), di interesse da parte del pubblico, e di livello qualitativo della band? - Ci sono gruppi ottimi e un discreto pubblico ma poche possibilità, label in crisi e locali al limite della sopravvivenza. Moltissime band producono ottima musica, posso assicurartelo perché organizzo concerti e a Roma c’è l’imbarazzo della scelta in quanto a qualità. Purtroppo non ci sono soldi a sufficienza da investire per fare il cosiddetto salto di qualità. Chi ne ha, o è sufficientemente abile e testardo, può ottenere buoni risultati, ma con molto, molto impegno. Per quanto riguarda l’interesse del pubblico, fortunatamente per noi non possiamo lamentarci, in molti si sono avvicinati alla nostra musica e affezionati ai nostri live, questa è la cosa più gratificante per i Surgery. |
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- Date live in programma nel prossimo futuro?
- L’unica già in programma sarà il 15 novembre al Qube a Roma, per il resto stiamo ancora organizzando date in tutta Italia che saranno note sul nostro sito il prima possibile.
- Prossime mosse dei Surgery?
- Promozione, promozione, promozione. Anzi se qualcuno fosse interessato alla nostra proposta e volesse organizzare un live ci contatti.
- Perché avete scelto il nome Surgery?
- La scelta del nostro nome non è stata molto ragionata, ci sembrava un nome semplice ed efficace. Può ricordare il freddo suono chirurgico del nostro lato elettronico e la rabbia carnale della nostra componente più rock.
- Qualcosa che non vi ho chiesto e che avreste voluto dire a chi ci legge?
Grazie mille naturalmente e i nostri contatti: www.surgerycaos.com www.myspace.com/surgerycaos
- Ok, a presto allora e grazie per la vostra disponibilità e per il vostro tempo.