act noir – automatisme psychique
BAND : Act Noir
TITOLO: Automatisme Psychique
ETICHETTA: My Kingdom Music
ANNO: 2006
GENERE: Psych Dark rock
NAZIONALITÀ: Italia
DURATA: 60 minuti circa
CONTATTI: www.actnoir.com/
RECENSIONE:
Gli Act Noir sono un’interessantissima band italica che aggiungendosi al già nutrito (ed eccellente) roster della My Kingdom Music dà finalmente alla luce il suo primo full length, Automatisme Psychique, lavoro di gran classe che mostra quanto di buono questi ragazzi siano in grado di produrre.
Nonostante la nascita del gruppo risalga al 1998, bisogna attendere fino al 2003 per “Cosmo Minimized E.P.”, il primo demo (complice anche un momentaneo trasferimento in Danimarca da parte di Sergio Calzoni, “mente elettronica” della band), molto apprezzato dalla critica e che ha permesso loro di farsi un discreto nome nell’ambiente, con tanto di partecipazioni ad un paio di compilation dark-goth.
Arriva quindi il dicembre 2005 e finalmente la band firma il contratto che permette loro di pubblicare questo interessantissimo Automatisme Psychique, frutto del lavoro intenso degli ultimi anni.
Il disco in questione coniuga abilmente molte delle direzioni che animano la musica dark/gothic moderna, e ciò che ne viene fuori è un lavoro già abbastanza maturo, d’atmosfera ma che non rinuncia di quando in quando ad aumentare il ritmo e portarlo quasi al limite del danzereccio.
L’album inizia con tracce molto soffuse, in bilico tra ambient, trip hop e darkwave, dove la fa da padrona un’atmosfera oscura e delicata, un po’ à la Massive Attack, con suoni eterei e dilatati ma al contempo cupi e inquietanti. Il cantato è suadente, Nicholas Hill, reperito nelle fredde terre danesi da Sergio, sa come dare corposità alle linee vocali senza risultare troppo invadente, mentre un lavoro pressoché perfetto è svolto dalla chitarra di Stefano Nieri, impeccabile nell’inserirsi quando è necessario dare un tocco d’energia in più o semplicemente è il momento di enfatizzare un passaggio psichedelico pinkfloydiano.
Poi ci sono i brani più vivaci, dove la sezione ritmica prende il sopravvento, e la lunga “Unheimlich” ne è un esempio con il suo incedere accattivante, grazie anche ad una melodia vocale molto azzeccata (rafforzata dal doppio cantato maschile-femminile) che in un attimo si insinua malignamente nelle teste degli ascoltatori, mentre “di sotto” basso e batteria svolgono un lavoro egregio, ora incerto e nervoso ora martellante e implacabile.
Il disco procede così fino alla fine, l’equilibrio costante tra queste componenti nel complesso rende Automatisme Psychique sufficientemente vario da non annoiare affatto per tutta la sua durata; per certi versi è accostabile agli ultimi lavori di Paradise Lost e Tiamat (sebbene gli Act Noir siano più sbilanciati sul versante elettronico), ma ovviamente non è da tralasciare l’evidente influenza dei numi tutelari del genere, Depeche Mode e Cure in primis.
Senza dubbio una rivelazione, consigliato senza riserve sia agli appassionati di dark rock sia agli amanti dell’elettronica, la migliore presentazione per una band originale e dalle sicure potenzialità.
VOTO: 8,5
(Silentwater)