artica – plastic terror

BAND: Artica
TITOLO: Plastic Terror
ETICHETTA: Decadance Records
ANNO: 2006
GENERE: avantgarde /gothic rock
NAZIONALITÀ: Italia
DURATA: 49 minuti
CONTATTI: www.articaweb.it

RECENSIONE:
Grazie alla Decadance Records esce sul mercato il terzo lavoro degli Artica, a seguito di “Ombra E Luce” e “Natura”, rispettivamente datati 1995 e 1997. Dopo due album interamente cantati in italiano, la sinergia della band con la label romana a partire dal 2001 offre lo spunto agli Artica per esplorare in profondità il proprio percorso musicale, portando in dote sostanzialmente l’adozione del cantato anglo-tedesco ed il ricorso a sonorità maggiormente “moderne”. Dopo la ripubblicazione da parte della Decadance dell’esordio “Ombra E Luce” con l’aggiunta di una traccia inedita, è finalmente la volta degli undici brani che compongono questo “Plastic Terror”. La band dichiara per bocca del singer Alberto Casati che realizzare apertamente un album gothic rock oriented non era nelle intenzioni iniziali; ciò che è accaduto è che i musicisti hanno spalancato le porte alle proprie emozioni, lasciando che la musica fluisse liberamente. Fatidica domanda: “Plastic Terror” è dunque un album di gothic rock? La risposta è si, e non vedo in una simile constatazione alcunché di deleterio o negativo, dal momento che un buon disco di gothic rock non può che essere gradito nell’attuale panorama musicale italiano. In “Plastic Terror” si avvertono influenze derivanti dalla scena romana degli estrosi cultori delle atmosfere d’inizio secolo (Klimt 1918, Chants Of Maldoror, Room With A View, En Declin); è possibile inoltre cogliere l’apporto della scena new wave /dark romantica degli ‘80s, con tutte le sue malinconie gotiche del caso. Eppure gli Artica, pur sulla scorta di quanto sin qui premesso, si sono da subito imposti nella mia mente come il perfetto incrocio di due gruppi che forse Alberto, Gabriele, Michele, Stefano e Massimiliano neppure sospetterebbero di veder associati al proprio nome, ovvero i finlandesi Two Witches e i newyorkesi Type 0 Negative (con una netta predominanza dei primi sui secondi). Alberto ricorda in modo impressionante il funambolico Jyrki Witch, leader e singer dei Two Witches (prima band della bella Anne Numi, oggi nei Lacrimosa), autori intorno al primo lustro degli anni ’90 di pregevolissime opere di dark /gothic rock (o death rock come si suol dire). I Two Witches amavano turbare le istituzionali nonché sacrali sonorità dark dei vari Christian Death, Sisters Of Mercy, Siouxsie And The Banshees, con un certo nervosismo sovraeccitato e scomposto; a tutto questo gli Artica aggiungono il loro personale tocco, ovvero un flavour “tecnologicamente” moderno e vagamente futuribile, ancorché nero (ed ecco i Type 0 Negative!), sfuggendo abilmente al clichè della cristallizzazione talvolta artefatta e fine a se stessa di stati d’animo nostalgici e passatisti, pratica attualmente assai in voga tra i loro colleghi. Gli Artica rimangono al passo coi tempi e potrebbero tranquillamente costituire la ideale colonna sonora dei nostri giorni, magari di quelli grigi e perturbati da un‘uggiosa pioggia alla “londinese”. Le chitarre in “Plastic Terror” non sono mai sottomesse ad un umore di fondo rassegnato e languido, ma ruggiscono con dignità e combattività (ascoltare ad esempio la tesissima “Roma Brucia”). Questo terzo lavoro degli Artica cresce con gli ascolti ed è necessario tributargli il giusto rispetto ascoltandolo ripetutamente prima di dichiararsi soddisfatti e certi del suo valore. Ancora una buona prova per una band italiana.

VOTO: 7

(Psychotron)