athamay – the pleasure of sin

BAND: Athamay
TITOLO: The Pleasure Of Sin
ETICHETTA: Nightbreed Recordings
ANNO: 1996
GENERE: electro-dark
NAZIONALITÀ: Inghilterra
DURATA: 53 minuti
CONTATTI: www.athamay.com

RECENSIONE:
Gli inglesi Athamay si formano nel lontano 1995 ad opera della cantante Jess (autrice anche dei testi di questo disco), di Sean (keyboards, programming e basso) e di Jo (keyboards). Il nome scelto dal trio è estratto da un trattato di magia, ed indica un pugnale sacrificale rituale. Molto forte l’immagine e l’attitudine della band nei confronti dell’universo fetish-goth, verso il quale soprattutto Jess dichiarava una fortissima attrazione. On stage la band indossava abiti di tipo sado, con fruste, maschere e latex. Tutti i testi dell’album si attengono rigorosamente a tematiche fetish-bondage, tra sesso, dominazione, sottomissione, restrizioni corporali, dolore, tortura e piacere. Nel 1997 la band si separa dalla Nighbreed trasformandosi in una nuova entità rispondente al nome di TortureTekk (come si sarebbe dovuto chiamare il secondo album) e pubblicando così un nuovo lavoro. Spesso questo “The Pleasure Of Sin” è stato accostato all’opera di acts quali Die Form, Sisters of Mercy, Mission, Depeche Mode, Clan Of Ximox, Front 242, Fields of The Nephilim. Sostanzialmente si tratta di musica dark, pesantemente effettata ed accompagnata da tracce elettroniche che la rendono estremamente danzabile e debitrice anche di molte soluzioni electro-pop degli ‘80s (in particolar modo nell’uso del drum programming). Grande spazio alle melodie nelle songs degli Athamay, con la peculiarità che la carismatica Jess più che cantare recita teatralmente i propri versi, declamando al proprio pubblico parola per parola, nel suo perfetto accento english style. Ciò attribuisce a “The Pleasure Of Sin” un fascino abbastanza singolare che, misto alle tematiche trattate perverse e lussuriose, ed alla indubbia portata delle composizioni strumentali, rende l’intero album un importante momento della scena electro-dark europea degli scorsi anni. La sensualità scorre in dosi massicce in pezzi come “Eternal Torture”, “Kiss (The Whip)”, “Domination”, “Crucifixion”, “Restrict & Obey”, “Caged”, Hi-Tec Sex”; bellissima anche la opener “Dreams”. Se entrate in possesso di questo dischetto ritenetevi piuttosto fortunati poiché si tratta di un oggetto divenuto negli anni di una certa rarità. E come recitano gli stessi Athamay: “Let The Suffering Begin .....!”

VOTO: 8

(Psychotron)