l’ame immortelle – als die liebe starb

BAND: L’Ame Immortelle
TITOLO: Als Die Liebe Starb
ETICHETTA: Matrix Cube /Trisol
ANNO: 2002
GENERE: electro-gothic
NAZIONALITÀ: Austria
DURATA: 48 minuti
CONTATTI: www.lameimmortelle.com

RECENSIONE:
Nel 2002 Thomas Rainer e Sonja Kraushofer pubblicano il quinto capitolo di una fortunata discografia, iniziata nel 1997 con “Lieder Die Wie Wunden Bluten”, e che con “Als Die Liebe Starb” segna la volontà di allargare il proprio bacino di utenza. La nave dei L’Ame Immortelle solca come consuetudine mari gotici ed elettronici, ma stavolta anche tempeste rock mainstream e pop giungono a bagnare le vele del legno austriaco. Il tasso di sofferenza e turbamento che l’ascolto provoca rimane pressoché inalterato, così come la componente teatrale e drammatica che caratterizza l’opera del duo (“Letting Go”). Molto interessante l’apertura del CD affidata alla criptica e misteriosa “21 Februar”, affidata vocalmente al solo Thomas. “Tiefster Winter” è puro electro-goth, mentre “Have I Ever” richiama alla mente i sempre verdi Depeche Mode riletti dall’interpretazione di red Sonja (toglietevi di testa la Brigitte Nielsen di Yado .... anche se a circonferenze e rotondità direi che ci siamo, eh eh!!). Sempre i Depeche Mode rimbalzano tra le note di Look Of Tears”. “Aus Den Ruinen” sintetizza correttamente l’amalgama delle influenze cucinato con dovizia dai cuochi d’Austria, con una Sonja sospesa a metà traccia tra lirismo e misticismo, e Thomas tosto e perentorio nei chorus. “Certainty” ricorda al pubblico che c’è sempre spazio per della buona elettronica nei dischi dei L’Ame Immortelle, purché ispirata. Le linee vocali di “Betrayal” ingannano addirittura mascherando il timbro di Sonja, novella Louise Veronica Ciccone; un incontro pop /electro-gothic di grande fascino per una song molto molto accattivante. “In Tod Vereint” riprende dove “Aus Den Ruinen” aveva interrotto, con qualche eco degli Umbra Et Imago. “Disharmony” chiude il discorso tra i sospiri ed elucubrazioni effettistico-elettroniche. Complessivamente un lavoro abbastanza ruvido e massiccio, spinto da una dose maggiore di grinta e bellicosità che in passato.

VOTO: 7

(Psychotron)