Appearance of nothing – wasted time

BAND: Appearance Of Nothing
TITOLO: Wasted Time
ETICHETTA: Escape Music
ANNO: 2008
GENERE: progressive power metal
NAZIONALITÀ: Svizzera
DURATA: 46 minuti
CONTATTI: www.appearanceofnothing.com

RECENSIONE:
Veramente interessante questo lavoro degli svizzeri Appearance Of Nothing, che riescono nell’accoppiata vincente di produrre un disco valido sia a livello compositivo che esecutivo, e se ci mettiamo anche una piccola dose di originalità, questo non guasta. Il sound degli svizzeri si può inquadrare nell’area del progressive power metal sinfonico, e molto particolare è l’uso delle due voci limpide e pulite del chitarrista e fondatore Patrick Gerber e del bassista Omar Cuna, che interpretano alla perfezione le squisite melodie. Un’altra caratteristica del sound del gruppo è dovuta anche alla pomposità e magniloquenza degli arrangiamenti, con le orchestrazioni sinfoniche che ricordano tanto i Savatage, ed in alcuni momenti grazie anche alla similarità di uno dei vocalist, sembra di sentire all’opera la coppia Stevens/Oliva; e questo per me è motivo di grande fascino. La line-up si completa con Marc Petralito alle tastiere, Peter Berger autore degli assoli di chitarra e del batterista Yves Lüthi. La perfetta registrazione riesce ad esaltare tutti gli strumenti e tutti gli arrangiamenti che la band è in grado di offrire, e le chitarre acustiche ed il pianoforte sono i primi ad usufruirne, e fa si che le atmosfere regnino sovrane. Si inizia subito alla grande con “Man In The Mirror” ed è la perfetta fotografia del sound della band, potente metal progressive allo stato puro, e subito cattura l’attenzione l’intreccio vocale di Patrick ed Omar. Spettacolare è l’accelerazione nel break strumentale, con tutti gli strumenti impegnati a seguire la doppia cassa. “The Gambler” è senza dubbio una delle mie preferite, ed è entusiasmante sentire tutti i cambi di tempo che la song regala, senza mai perdere di mira l’obiettivo, che sta nella melodia della linea vocale. Delle note di pianoforte introducono “Drifting Away” e subito si viene catturati dall’armonie delle due voci, che alternandosi raggiungono insieme il memorabile chorus; molto toccante è anche l’assolo di chitarra. Una grande,epica introduzione è quello che serve per la title track, e tutta la maestosità tipica dei Savatage si manifesta davanti a noi regalando forti emozioni. E’ il momento della ballad, e “Wrapped In Silence” svolge il compito in maniera egregia, ricordando ancora i Savatage. “Lies Of A Memory” mostra il lato più power della band ed a seguire troviamo invece il brano più progressive, “The Science Of Light” che è consta di tre parti, la prima, “Out Of The Dark”è uno strumentale molto tecnico, mentre “Into The Light” ha tutte le peculiarità che dovrebbe avere un brano prog, mentre la strumentale “Reprise” chiude degnamente la trilogia. Il CD si conclude con la ballad voce e pianoforte “The Last Song”, ed ancora una volta si rende omaggio ai Savatage. Davvero un gran bel disco questo “Wasted Time”, e sicuramente una band da tenere sott’occhio. Brano Migliore: “Wasted Time”. Brano Peggiore: nessuno

VOTO: 8,5

(Smaz)