abraxas – tomorrow’s world

BAND: Abraxas
TITOLO: Tomorrow’s World
ETICHETTA: Limb Music /SPV
ANNO: 1998
GENERE: heavy metal /prog
NAZIONALITÀ: Germania
DURATA: 71 minuti
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RECENSIONE:
Gli Abraxas, tra le cui fila troviamo il vocalist ex Mania Chris Klauke, si formano nel 1985 a Tubinga, nel sud della Germania. Dal 1988 al 1991 producono vari demotapes, suonando al seguito di U.D.O., Zed Yago, Sinner, fino a giungere al primo (ed unico) full-lenght auto finanziato ed intitolato ”The Liason” (1993), pubblicato in Giappone e mai arrivato in Europa per problemi di bancarotta legati alla distribuzione di allora. “Tomorrow’s World” altro non è che la riedizione di “The Liason” con l’aggiunta di 4 bonus tracks provenienti dai demotapes, un nuovo stupendo artwork ed una rimasterizzazione doc curata dalla Limb. Questi poveri Abraxas hanno subito oltremodo un destino beffardo, a causa dei tracolli finanziari su menzionati, oltre ad essere stati un grandissimo gruppo in un momento storico assolutamente sbagliato. Negli anni in cui il metal classico e tradizionale andava scompostamente contaminandosi con altri generi (post rock, funky, jazz, fusion, hardcore) e il grunge la faceva da padrone, il sound di matrice helloweeniana degli Abraxas non poteva che lasciare indifferenti i kids meno attenti alla tradizione del verbo metallico. Parallelamente all’esperimento tentato (e riuscito con maggior fortuna) dagli Angra, o da altre bands come Edguy e Gamma Ray, gli Abraxas, dopo aver lungamente metabolizzato la lezione delle zucche di Amburgo, si dedicano alla stesura di un heavy metal ricco, barocco, melodico e speedy come il canone helloweeniano imponeva, ma anche venato di spunti prog e di una certa epicità, nonché connotato da un alone assai più oscuro che ridanciano e giocoso. “Tomorrow’s World” è un disco “faticoso” al primo ascolto, sebbene nella tracklist si alternino brani più immediati ad altri più arzigogolati e ingarbugliati. La peculiarità della band è quella di trovare il giusto equilibrio proprio tra potenza e complessità, senza mai lasciare che il virtuosismo intellettualoide tipico di un certo prog incida negativamente su composizioni che non devono perdere né in potenza né in scorrevolezza. Concedendo un adeguato numero di ascolti a “Tomorrow’s World” si scoprirà con estremo piacere che l’album è un piccolo capolavoro, colmo di ottime canzoni e caratterizzato da un songwriting particolare, personale, molto puntuale ed attento. Tecnicamente la band procede a gonfie vele e dispiace davvero pensare a quante amarezze e disillusioni i nostri devono aver patito pur avendo tra le mani un prodotto di tale levatura e preziosità. All’interno della tracklist le mie preferenze personali vanno a “Explorers”, “Tomorrow’s World”, “Dream Dealer”, “Cry Of The Nature”, “The Liason”.

VOTO: 9

(Psychotron)