acid reign – the fear
BAND: Acid Reign
TITOLO: The Fear
ETICHETTA: Under One Flag
ANNO: 1989
GENERE: thrash
NAZIONALITÀ: Inghilterra
DURATA: 47 minuti
CONTATTI: < / >
RECENSIONE:
Primo vero full-lenght del combo inglese, pubblicato un anno dopo l’esordio con l’arrabbiatissimo mini-LP d’esordio “Moshkinstein”. L’Under One Flag crede nella band (ma presto smetterà di farlo) e pubblica un grandissimo album di thrash metal. “The Fear” è un leggero passo in avanti rispetto al suo predecessore, nel senso che attitudine e sonorità rimangono le medesime mentre i ragazzi si rivelano cresciuti tecnicamente ed in esperienza. Complessivamente la band è più matura e meno arruffata ma in effetti, se vi piacciono gli Acid Reign, “The Fear” è semplicemente il disco dopo “Moskinstein”. Le influenze hardcore di base, che pure permangono, lasciano sempre più campo al thrash tout court, il cui metronomo oscilla a velocità supersoniche per la maggior parte del tempo. Furiosi ed ironici (ed iper-alcolici) gli Acid Reign sfornano signore composizioni tutte riunite da un concept di fondo ovvero la “paura”, come da titolo. Si svaria da “Reflections Of Truth” a “Insane Ecstasy”, da “Humanoia” alla title track “The Fear”, senza dimenticare il trapano di puro divertimento “Blind Aggression” e la martellante “All I See” (“.... nothing-nothing-nothing!!!!). Se ad un primo ingeneroso ascolto gli arrangiamenti della band possono apparire dozzinali e non particolarmente innovativi (soprattutto quasi 20 anni dopo!), è il riffing delle chitarre che mi ha sempre colpito negli Acid Reign, mirabilmente incisivo e pungente. Nonostante Gary “Gaz” Jennings e Ian figurino tra i crediti del disco per aver suonato le proprie parti, la formazione registra l’arrivo di due sostituti, il bassista Mac e il chitarrista Adam (imparentato con i Cathedral, così come lo stesso Gaz e il batterista Ramsey). Il 1988 saluta la band oramai sicura e convinta del proprio discorso; un affidabile act di thrash metal che solo un anno dopo rilascerà un po’ a sorpresa un autentico masterpiece di techno-thrash (“Onboxious”) cambiando in corsa le coordinate del proprio hardcore /acid /thrash.
VOTO: 8
(Psychotron)