after forever – remagine
BAND: After Forver
TITOLO: Remagine
ETICHETTA: Transmission
ANNO: 2005
GENERE: gothic /power metal
NAZIONALITÀ: Olanda
DURATA: 49 minuti
CONTATTI: www.afterforever.com
RECENSIONE:
Tagliano il traguardo del quarto album gli olandesi After Forever, in piena parabola ascendente di popolarità, attenzione dei media e vendite. Raramente mi è capitato di assistere ad un lancio più “pompato” per un album in uscita. Questo “Remagine” si è fatto attendere ed alla fine si è imposto alla considerazione di tutti. C’è da rimanere storditi per il baraccone pubblicitario e promozionale che ruota intorno alla band di Floor Jansen (già sentita all’opera anche con i progetti di Anthony Lucassen). Per quanto mi riguarda devo dire che questo “Remagine” mi pare un disco riuscito, valido e gradevole, sebbene ci siano alcune precisazioni da fare. La band rifiuta la catalogazione gothic, ritenendosi ben altro che una mera espressione del cosiddetto gothic metal. “Certa gente avrebbe bisogno di una sistemata all’udito” ha affermato a tal riguardo la bella e battagliera Floor. Gli After Forever non si sentono gothic e se anche lo fossero lo sono dapprima degli altri insieme ai pionieri Gathering, ha proseguito precisando la vocalist. Il vostro umile recensore ritiene di poter tranquillamente categorizzare gli olandesi come gothic metal, ricco, elegante, sinfonico, talentuoso, potente, diciamo pure “power”, ma pur sempre gothic metal. Va detto inoltre che questa nuova fatica della band segue di un anno “Invisible Circles”, concept album “progressivo” costato tantissimo agli After Forever in termini di impegno e fatica. Con “Remagine” dunque è sorta la necessità di proseguire su strade meno gravose, optando per un alleggerimento complessivo ed una linearità maggiore nel songwriting. Ed infatti l’album risulta estremamente godibile già dopo un paio di ascolti, pur mantenendo una certa impostazione barocca ed abbondante di particolarità e sfumature. Le songs hanno un bel tiro (“Come”, “Bondaries Are Open”, “Living Shields”, “Free Of Doubt”, “Only Everything”, “Face Your Demons”, “No Control”) e non si eccede mai col (deleterio) sinfonismo. Le chitarre sono taglienti e vigorosamente metal, la sezione ritmica sa lanciarsi in sfuriate a dovere quando richiesto. “Only Everything” deve qualcosa alle passate esperienze di Floor con gli Ayreon. Belle le melodie del cantato in “Strong”, accostabili in qualche misura alla Liv Kristine di “Deus Ex Machina”. Reminiscenze alla Theatre Of Tragedy affiorano poi in presenza del doppio cantato di Floor e del chitarrista Sander Gommans (growl vocals) in “Living Shields”, “Attendance”, “Only Everything”, “No Control”. Per tutto l’arco di “Remagine” la voce della Jansen è interessante ed espressiva, gli arrangiamenti sono ovunque curatissimi e la band si dimostra composta di validi musicisti non solo in sede di esecuzione dei pezzi; è il processo creativo ad essere vincente. Rispetto ai Nightwish ad esempio, che pur rappresentano uno dei fari che guidano il viaggio degli After Forever, la band spinge di più sull’aspetto power a scapito delle orchestrazioni lirico-operistiche. “Remagine” così suona estremamente più fresco, dinamico ed accattivante. Scelta intelligente! Posta a chiusura del disco, “Forever” è la traccia che più si spinge verso lo stile Nightwish, ricordando anche le atmosfere mediorientali ed egizie del film Stargate. Esercizio di stile poco graffiante. Il cd è stato pubblicato in due differenti edizioni speciali, una comprensiva di tre bonus tracks ed un’altra con un secondo dischetto dvd allegato, contenente il making of di “Remagine”. Scorrendo il documentario (parlato in anglo-olandese e mai sottotitolato) si segue la band fuori e dentro lo studio di registrazione appassionandosi al lavoro svolto per incidere l’album. I ragazzi sono spigliati e simpatici, e complessivamente l’operazione risulta divertente. Tutto questo (riassumo: talento e simpatia) si scontra tremendamente con il battage promozionale messo su per la band. Altisonanti dichiarazioni (leggete quelle stampate sul booklet del cd) che francamente annoiano e basta. La musica è quella che conta e nel caso degli After Forever è decisamente eccellente. Ora scusate, ma devo andare a darmi una sistemata all’udito ....
VOTO: 8
(Psychotron)