aina – living in a boy’s world

BAND: Aina
TITOLO: Living In A Boy’s World
ETICHETTA: Universal/ MTM
ANNO: 1987 (2005)
GENERE: hard rock
NAZIONALITÀ: Norvegia /U.S.A.
DURATA: 60 minuti
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RECENSIONE:
Da non confondersi con l’omonimo progetto di progressive /symphonic metal, questo dischetto altro non è che la ristampa digitalmente rimasterizzata di “Living In A Boy’s World” di Aina Olsen, singer nativa dei dintorni di Oslo e trapiantata poi in America. L’album uscito nel 1987 è riedito nel 2005 da MTM Classix con l’aggiunta di ben 5 bonus tracks rispetto alla scaletta originale. Aina, oltre ad essere un gran pezzo di figliola vagamente rassomigliante a Michelle Pfeiffer, ci offre tutto il bagaglio delle proprie più che apprezzabili doti canore, caratterizzate da un timbro vocale squillante pulito e cristallino. Pare che la norvegese abbia varcato le soglie di uno studio di registrazione a soli 17 anni, partecipando quindi a numerosi show televisivi e radiofonici, e tenendo regolarmente concerti dal vivo. Nel 1989 il viaggio a Los Angeles, a seguito del quale arrivano ben tre album ed un ruolo significativo nella scena locale. Appassionata anche di scrittura e fotografia Aina apre pure uno studio fotografico! Per quanto riguarda “Living In A Boy’s World” si tratta di un concentrato di melodic hard rock degli eighties, di marcata matrice a stelle e strisce, con miss Olsen novella Pat Benatar a guidare le danze. La scaletta scorre via tra energiche rock songs (“Rock Off “, “Shot Down In Flames”, “Pleasure & Pain”) intense ballads (“Believe In Me”, “You Babe You”, “I Need To Know”) e melodie di grande atmosfera (“Living In A Boy’s World”, “A Love Forever Story”), accostando la bella Aina a singer quotate come Belinda Carlisle, Ann Wilson, Pamela Moore, Pat Benatar. Le bonus tracks sono state scritte nel 1991 e accompagnano degnamente il lavoro originale dell’artista. Non sono infatti meri riempitivi /specchietti per le allodole, ma materiale di qualità, prova di un abile ed illuminato songwriting tra class /pomp /hard rock, più “ammodernato” (e pesante) rispetto a quello di “Living In A Boy’s World”. Occhio lungo alla MTM per un disco che mantiene inalterata tutta la sua freschezza e vivacità, e si rivela un ascolto frizzante e divertente anche a distanza di quasi 20 anni. Del resto a mio parere si tratta di una peculiarità tipica del genere, capace di conservarsi negli anni, a patto di trovare il giusto interprete per le proprie note. Non sempre ciò può dirsi del metal estremo ad esempio, o di certi sperimentalismi legati a trends contingenti. A dispetto di tutto, una “Sweet Home Alabama” anche a distanza di decenni si conferma una song che non muore mai, terribilmente attuale e attraente al primo ascolto, in poche parole: immortale. La carriera di Aina oggi è quella di fotografa professionista anche se le porte della musica non sono state completamente chiuse e sprangate. Tutti a sperare allora .....

VOTO: 7,5

(Psychotron)