amon amarth - twilight of the thunder god

BAND: Amon Amarth
TITOLO: Twilight Of The Thunder God
ETICHETTA: Metal Blade
ANNO: 2008
GENERE: melodic death metal
NAZIONALITÀ: Svezia
DURATA: 43 minuti
CONTATTI: www.amonamarth.com

RECENSIONE:
Il Valhallah chiama, gli Amon Amarth rispondono! “Twilight Of The Thunder God" è il titolo del nuovo disco degli svedesi, e non vi è alcun dubbio che questa è la formazione che rappresenta nel modo migliore, tutta la scena del melodic death metal, e certamente è sinonimo di qualità, anche perché ormai hanno adottato uno stile personale, allargando la propria visione e cavalcando nuove prospettive. Potenza, tecnica e melodia, questi tre aggettivi rimangono in mente dopo il devastante ascolto, e c’è da sottolineare che, credo per la prima volta, gli Amon Amarth aprono le porte della sala di registrazione ad alcuni guests, che credetemi, rendono veramente speciali i brani in cui prestano la loro opera, e si tratta di L.G. Petrov degli Entombed che si occupa della voce insieme a Johan Hegg in “Guardians Of Asgaard”, Roope Latvala dei Children Of Bodom nell’assolo di chitarra nella title track e gli Apocalyptica che con i loro archi ingigantiscono la già enorme “Live For The Kill”. Ogni disco degli Amon Amarth, inizia con un brano che poi risulta essere uno dei migliori del disco, e “Twilight Of The Thunder God” non fa eccezione. Con una melodia di facile presa, cori trionfanti ed epici assoli, solo questo pezzo varrebbe l’acquisto del CD, ed accetto scommesse: chi non riesce a fare headbanging in meno di 30 secondi? La melodia ed il coro sono semplicemente perfetti, e mi piace molto come Johan Hegg usa il suo growl, potente, aggressivo e molto espressivo. Ma se c’è uno strumento che ha un ruolo importante sopra tutti gli altri, senza dubbio sono le chitarre, e che già dal secondo brano "Free Will Sacrifice", possiamo capire benissimo. "Guardians Of Asgaard" ha un ritmo leggermente più lento di quello delle due precedenti, ma ha un riff indimenticabile, ed una melodia terribilmente di successo, con una sezione ritmica imponente. "Where Is Your God?” è uno dei brani più aggressivi e meno melodici del disco; è della durata di tre minuti, ma sono intensi grazie alla voce più aggressiva e ad una successione di riffs mortali completamente di metallo. "Varyags Of Miklagaard" ha un inizio davvero interessante, con buoni riffs e una melodia accattivante, mentre “Tattered Banners And Bloody Flags” sorprende per la sua bellezza e cattiveria, molto epica e con il drumming di Fredrik in evidenza. Ancora una volta la coppia d’asce Olavi Mikkonen e Johan Söderberg non lascia prigionieri. Le fitte trame di note che riescono a ricamare con le loro chitarre sono qualcosa di spettacolare. “No Fear For The Setting Sun” è forse il brano meno convincente dell’intero lotto, ma subito “The Hero” con la sua azzeccata melodia perfettamente interpretata dalle chitarre, riporta la band verso momenti più esaltanti. L’energica “Live For The Kill” è piena di cambi di tempo, anche in levare, e l’apporto degli archi degli Apocalyptica nel break, è qualcosa di travolgente. Chiude maestosamente “Embrace Of The Endless Ocean”, ancora con le chitarre bene in evidenza con riff molto elaborati e buone melodie. Per quanto riguarda il disco, è tutto un susseguirsi di cambi di tempo, con grandi riff e melodie, e con una sezione ritmica di alto livello. Melodico, epico, molto heavy, insomma, un ottimo disco. Brano migliore: “Twilight Of The Thunder God”. Brano Peggiore: “No Fear For The Setting Sun”.

VOTO: 8,5

(Smaz)