anaphora – après les rêves
BAND: AnaphorA
TITOLO: Après les Rêves
ETICHETTA: Sergent Major /Nocturne
ANNO: 2007
GENERE: symphonic rock
NAZIONALITÀ: Francia
DURATA: 52 minuti
CONTATTI: www.anaphora.biz
RECENSIONE:
“Figura retorica che consiste nella ripetizione della medesima parola o gruppo di parole, all’inizio di due o più frasi, o versi successivi” recita lo Zanichelli, ed è così che questi francesi della bassa Normandia (in copertina c’è la Torre Eiffel sommersa dalle acque) hanno scelto il proprio monicker, dopo aver individualmente militato in altre precedenti bands. RV Math, chitarrista e male singer (Cathy Soler è la controparte femminile ai microfoni) è il principale compositore ed arrangiatore dell’intero debut album uscito lo scorso febbraio 2007. Trattasi di concept album, costruito su 13 capitoli /canzoni. La proposta di questi musicisti soddisferà i palati fini della musica rock e metal, ma di sicuro non accontenterà gli estremisti e gli integralisti del denim & leather. Infatti “Après les Rêves“ si colloca indubbiamente nel filone del cosiddetto symphonic /prog, con numi tutelari quali After Forever e Within Temptation, ma la proposta dei transalpini è rivista in chiave maggiormente rock che metal. Le chitarre ci sono ma svolgono paradossalmente il ruolo che in una metal band occupano le keyboards, ovvero “riempiono” un brano condotto da altri strumenti, in questo caso tastiere, piano e voce. Molto garbate, delicate e morbide le atmosfere degli AnaphorA, con un personalissimo profilo derivato dal cantato in lingua francese, e dalla soave e raffinata interpretazione di Cathy. Le canzoni scorrono eleganti ed armoniose, evidentemente legate tra di loro da un filo conduttore anche nella musicalità. Il metronomo non si affatica troppo, scandendo ritmi ponderati e sempre contenuti. Gli AnaphorA infatti definiscono la propria musica atta ad essere “ascoltata” anziché “definita”, difficilmente assegnabile ad un “preciso stile”, “rock in senso ampio”. Album sicuramente di classe e “romantico”, che può solo incorrere nel rischio di stancare un po’ chi solitamente predilige ben altra velocità e corposità.
VOTO: 7
(Psychotron)