and harmony dies – flames everywhere
BAND: And Harmony Dies
TITOLO: Flames Everywhere
ETICHETTA: My Kingdom Music (new dawn series)
ANNO: 2007
GENERE: avantgarde metal
NAZIONALITÀ: Italia
DURATA: 76 minuti
CONTATTI: www.ahds.it
RECENSIONE:
La band si è formata nel 1995 con l'idea di creare musica originale e con un approccio diverso dal classico gruppo di amici. Nel 1997 si autoproducono il primo demo “De Terrificationibus Nocturnis” ed hanno la possibilità di suonare ad un festival con gli Evol.
Nel 1998 registrano un mini-CD ”The Beginning” e per promuoverlo suonano in
svariati locali del nord est Italia. Nel 1999 la line-up viene rivoluzionata e nel 2000 esce autoprodotto “Tristesse Et Autres Drogues” album interamente registrato da Black , fatta eccezione per le chitarre suonate da un suo amico Rob come guest. Successivamente entrano in formazione Whisper alle tastiere e Maelstrom alla batteria e con questa formazione inizia l'intensa attività live della band. Nel 2004 decidono di riregistrare il primo demo, di rimasterizzare il
secondo e di autoprodurli in un CD unico, esce così “Trinity” e ricomincia l'attività live di supporto all' uscita. Nel 2006, dopo la dipartita di Maelstrom cominciano le registrazioni di “Flames Everywhere”.
Nel 2007 entra in formazione Void al basso e con la formazione a 4, gli And Harmony Dies si apprestano a supportare l' uscita di “Flames Everywhere” su My Kingdom Music, CD che mi appresto a recensire. Iniziamo a dire che l’album è un intero concept dove il protagonista in poche parole si appresta a fare un viaggio all’inferno, per poi ritornare redento; musicalmente parlando i nostri presentano un black metal arricchito da tratti avantgarde, vicino agli Arcturus e Limbonic Art.
Sinceramente rimango un po’ spiazzato all’ascolto, perché sembra che in questo CD abbiano voluto metterci tutto, passando dall’estremo black, a situazioni al di fuori del metal, creando un po’ di confusione. Certo non mancano i momenti positivi, come l’opener “Burning Doubt”, la title track “Flames Everywhere” e “Reasons”, brani che riescono a decollare completamente. Però è davvero poco, ed anche le tastiere, importanti nel genere proposto, risultano piatte e non adatte. Un discorso a parte merita la cover “At War With Satan” dei Venom; infatti può sembrare una mossa azzardata quella di proporre una cover di 20 minuti, ma devo dire che l’esperimento è riuscito bene, e finalmente in questo pezzo le tastiere suonano magnificamente, regalando nuova linfa alla song dei Venom. Molto notevole il booklet e buona la registrazione, però il lavoro musicale non è all’ altezza delle aspettative.
VOTO: 5
(Smaz)