anguish force - III: invincible imperium italicum
BAND: Anguish Force
TITOLO: III: Invincible Imperium Italicum
ETICHETTA: My Graveyard Productions
ANNO: 2008
GENERE: heavy /speed metal
NAZIONALITÀ: Italia
DURATA: 47 minuti
CONTATTI: www.anguishforce.com/
RECENSIONE:
Gli Anguish Force sono fautori delle tre " i ": impresa, informatica, inglese ... eheh, si scherza naturalmente, i bolzanini sono invece affascinati dalle gesta gloriose dell'antica Roma, tanto da onorare la Capitale con un concept album e ritrarre il Colosseo in copertina. La band ruota attorno al leader Luigi Guarino (LGD) e conta all'attivo già qualche demo e 2 full-lenght ("Anguish", 1998 - "City Of Ice", 2003). Il terzo platter viene dato alle stampe dalla My Graveyard Productions e, rimanendo nel roster della label bresciana, mi sono da subito venuti in mente gli Alltheniko, non perché la musica sia in tutto e per tutto identica, ma perché spirito ed attitudine accomunano idealmente le due band. Innanzitutto un plateale amore per la scena degli eighties, oltre alla spiccata propensione speed metal (termine oramai caduto in disuso ma molto in voga nella suddetta decade). Gli Anguish Force in particolare mescolano con affetto e nostalgia gli Helloween pre Kiske, i Metallica dei primi due lavori, gli Exciter, i giovani Rage e Destruction. Quanto detto è evidente da subito nelle prime due tracce "The Chalice Of Steel" e "Into The Arena". La seguente "The Silence After The War" lascia spazio a delle timide keyboards, e punta molto su ritornelli epici e melodici. "Fighting Warriors" riprende lo speed /thrash caro alla band, e mazzuola come e più di Materazzi sugli stinchi di un trequartista della Francia. "Rome Over England" ci ricorda che le cavalcate sono il pane per ogni metalkid che si rispetti, dunque pugni al vento e pronti ad intonare il possente chorus. Certamente una song che anche i fans dei White Skull apprezzerebbero. "Ride The Brave" è un'altra cavalcata, abbastanza nelle corde dei Blind Guardian, seppur con melodie più smaccate e zuccherose. "No Hostages" è un frullato di "Kill'em All" e "Killing Is My Business...". "The Fight" è una heavy metal song da manuale. "Follow The Rainbow" è ancora speed metal, a metà tra l'immediatezza anthemica dei Freedom Call e la solidità di Helloween e Rage. Qualche volta la voce di Johnny Thunder stona, qualche altra i colpi di rullante di Eppacher finiscono fuori tempo, e la produzione del platter infonde poca profondità, privilegiando un po' troppo le tonalità alte, ma vivaiddio esistono ancora dischi così, schietti, genuini e sinceri!
VOTO: 7,5
(Psychotron)