annihilator - alice in hell

BAND: Annihilator
TITOLO: The Alice In Hell
ETICHETTA: Roadrunner
ANNO: 1989
GENERE: thrash metal
NAZIONALITÀ: Canada
DURATA: 38 minuti
CONTATTI: www.annihilatormetal.com

RECENSIONE:
Che nel 1989 un album di technical thrash iniziasse con un brano acustico per chitarra classica come "Crystal Ann" non era affatto scontato e prevedibile, e già questa poteva essere la cifra "Alice In Hell", l'opera monumentale di Jeff Waters. Un metalkid canadese, sbucato fuori dal nulla, capace di affermarsi come il nuovo guitar hero del metal, imprimere al genere thrash il proprio indelebile marchio per i decenni a venire, influenzare decine di chitarristi oggi famosi. "...And Justice For All" usciva appena un anno prima, e qualsiasi album thrash doveva e poteva essere ricondotto solo a quel groviglio inestricabile di riff. Ma la forza innovativa di Jeff risiedeva nel background classicamente metal, fatto di Judas Priest ed AC/DC. Heavy metal, speed, thrash, categorie al servizio del virtuosismo di un chitarrista funambolico e altamente dotato, ma allo stesso tempo capace anche di essere un eccellente riff maker, di porsi al servizio della canzone e scrivere fantastiche strofe e meravigliosi chorus. Il platter beneficia di un Randy Rampage alle vocals mai più così quadrato e focalizzato sul materiale, ed un gregario di lusso alle pelli come Ray Hartmann (e pure di un artwork grandioso). "Alison Hell" con i suoi 11 cambi di tempo in appena 5 minuti è il capolavoro che ancora oggi chiude ogni show della band; "Welcome To Your Death, "Wicked Mystic", "Word Salad" scorrono via come bordate inarrestabili, grazie anche ad una produzione che recide arterie, trincia muscoli e tendini, e frantuma ossa. "Burns Like A Buzzsaw Blade" è pura cattiveria, intrisa di ironia ed erotismo, "Schizos" parte 1 e 2 rappresenta la mini suite del disco, autentica paranoia schizoide. "Ligeia" indaga nell'inquietudine tesa e sotterranea del miglior Poe, "Human Insecticide" è violenza furiosa, come solo "Damage Inc.", "Dyers Eve" o "Primitive Future" hanno saputo essere a chiusura di un disco. Un pilastro del genere thrash, un momento epocale del metal, un pezzo di storia, un totem da adorare con disciplina e rigore.

VOTO: 9,5

(Psychotron)