annihilator – carnival diablos
BAND: Annihilator
TITOLO: Carnival Diablos
ETICHETTA: Steamhammer /SPV
ANNO: 2001
GENERE: heavy /thrash metal
NAZIONALITÀ: Canada
DURATA: 59 minuti
CONTATTI: www.annihilatormetal.com
RECENSIONE:
Quello che pare confermato ad ogni nuova uscita degli Annihilator è sostanzialmente l’incapacità di dosare una qualità costante lungo l’intera track list, come è puntualmente accaduto fino “Refresh The Demon”. Da allora negli album del combo canadese ottimi pezzi si alternano ad altri meno brillanti ed efficaci, dando luogo a releases che non convincono mai al 100%. Dove Jeff indovina il riff spacca di brutto, scrivendo ancora gran pezzi di heavy metal (“The Perfect Virus”, “Battered”) o divertendosi ad omaggiare i grandi nomi ai quali il chitarrista si sente legato (la sezione mediana di “Epic Of War” dal sapore maideniano o “Shallow Grave” che suona davvero AC/DC). Per il resto si susseguono canzoni forse discrete per il debutto di qualche sperduta band del sottobosco underground, ma non per quel portento di gruppo, noto soprattutto per la sua miracolosa capacità di innovare il metal, che sono da sempre gli Annihilator. Jeff ha perso smalto rispetto agli esordi, ma sembra costantemente sul punto di ritrovare il filo, e se mettessimo insieme le migliori 3 o 4 songs degli ultimi album otterremmo un nuovo masterpiece della band, come “Alice In Hell” o “Never Neverland” furono. Ma Jeff preferisce sfornare dischi a ripetizione e questo va a danno del livello generale. A sostituire Randy Rampage in “Carnival Diablos” arriva l’ex Liege Lord (e Overkill) Joe Comeau, di cui Jeff ha sempre detto un gran bene (ma del quale io continuo ad essere poco convinto, perfetto per i Liege Lord, ma non qui). Alla batteria ritorna Ray Hartmann, scongelato direttamente dai primi due lavori; alla chitarra abbiamo Dave Scott Davis (già visto in “Never Neverland”)e Russell Bergquist al basso. Carine la title track, la pachidermica “Time Bomb” (nella quale Comeau sfida platealmente Rob Halford) e “The Rush”. La strumentale “Liquid Oval esalta senso e gusto per la melodia che appartengono a Waters, ma come canzone funziona relativamente. Il riff ultrafast di “Hunter Killer” ricorda tanto (troppo) quello di “Reaction” (da “Remains”). Assolutamente esaltante la demenziale ghost track “Chicken and Corn”, ideale prosecuzione immagino di “Kraf Dinner”! Il CD è prodotto dallo stesso Jeff in modo discutibile (suoni troppo secchi e aridi) ma di sicura soddisfazione per se stesso; del resto il nostro ha precisato che preferisce un CD prodotto in modo mediocre, purché assecondi le proprie aspirazioni anziché quelle del produttore stipendiato di turno.
VOTO: 7
(Psychotron)