annihilator – metal
BAND: Annihilator
TITOLO: Metal
ETICHETTA: Spv /Steamhammer
ANNO: 2007
GENERE: power /thrash metal
NAZIONALITÀ: Canada
DURATA: 55 minuti
CONTATTI: www.annihilatormetal.com
RECENSIONE:
Toh, una band che tenta di emulare un po’ goffamente gli Annihilator di “King Of The Kill” (1994) con un tocco di modernismo in più .... no, sono proprio loro, gli originali. Anno Domini 2007, gli Annihilator tornano con “Metal”. Titoli così altisonanti di solito promettono critiche epocali, altamente positive o altamente distruttive. Con il dodicesimo album gli Annihilator intendono dichiaratamente forgiare 10 tracce di pura musica metal. Jeff Waters ha parlato (per l’ennesima volta!) di un ritorno alle origini, ed in particolare al songwriting dei primi fenomenali 4 album della sua creatura power /thrash metal. Cosa c’è dunque di vero? Assai poco, esattamente come per il precedente (e deludente) “Schizo Deluxe”. Nessuna song presente in questi solchi diverrà un classico del combo canadese, ma alcuni episodi si lasciano comunque ascoltare. Peculiarità di “Metal” è la presenza di guests di calibro in ogni singola traccia. L’opener “Clown Parade” vede un anonimo Jeff Loomis (Nevermore) ad integrare le sei corde di Waters in un brano senza infamia e senza lode. La successiva “Couple Suicide”, con la Gossow (Arch Enemy) alle vocals (!?) è una canzonetta alternative, sulla scia di “All For One”, che rischia addirittura di non essere nemmeno tra i peggiori momenti di “Metal”. “Army Of One”, con il defender doc Lips (Anvil), sfodera un riffone niente male, penalizzato poi da un ritornello alquanto anonimo. Con “Downright Dominate” è il turno del “figlioccio” di Jeff, Alexi Laiho (Children Of Bodom); ancora un buco nell’acqua! Per “Smothered” con Bjorler (The Haunted) .... vedi sopra. “Operation Annihilation” pesca ancora dagli Arch Enemy, questa volta con Michael Amott; imbarazzante la somiglianza del ritornello con “Set The World On Fire”. “Hunted” (avec Jesper Stromblad - In Flames) è Annihilator power-style fino al midollo, ma al suo interno Waters si concede pure il lusso di un rilassato intermezzo alternative. “Kicked” (C. Beaulieu - Trivium) vuole evidentemente ricordare i fasti di “King Of The Kill”, mentre “Detonation” paga un dazio altissimo verso i Black Sabbath di “Children Of The Grave”. Infine “Chasing The High” chiude l’album vincendo il titolo di pezzo più incazzato del lotto, a voi il quiz: da quale album della band è tratta stavolta la citazione? Infiniti davvero i rimandi interni alla discografia del gruppo, pratica oramai stra-consolidata in casa Waters, divertissement o barile raschiato? Ai posteri l’ardua sentenza. Dave Padden alla voce (nei brani in cui è presente) non aiuta per niente la risalita verso la qualità, personalmente non l’ho mai digerito più di tanto come singer degli Annihilator. I Metallica hanno chiuso la propria fase aurea con “...And Justice For All”, gli Slayer con “Seasons In The Abyss”, gli Anthrax con “Persistence Of Time”, gli Annihilator – mi duole ammetterlo - con “Refresh The Demons”.
VOTO: 5,5
(Psychotron)