annihilator – refresh the demon

BAND: Annihilator
TITOLO: Refresh The Demon
ETICHETTA: Music For Nations
ANNO: 1996
GENERE: power /thrash metal
NAZIONALITÀ: Canada
DURATA: 52 minuti
CONTATTI: www.annihilatormetal.com

RECENSIONE:
A mio parere questo è l’ultimo grande album al 100% di rendimento di Mr. Jeff Waters, l’ultimo capitolo di una discografia fino a quel momento senza macchia. A partire dal successivo “Remains” inizierà infatti un’altalena qualitativa che porterà il chitarrista alla pubblicazione di episodi non sempre riuscitissimi, all’interno dei quali canzoni anche discrete sono poste in scaletta tra titoli decisamente meno brillanti e geniali del solito; ma del resto mantenere la propria creatività inalterata per circa 20 anni non è cosa semplice, va riconosciuto. La formazione è ridotta ai minimi termini, ovvero: Jeff Waters ad occuparsi di tutto tranne che della batteria affidata a Randy Black (e come al solito mi piace sottolineare che le vocals di Jeff sono di gran lunga migliori di quelle di alcuni cantanti che il musicista ha ospitato sui propri platter). “Refresh The Demon” ricorda ampiamente in copertina gli Uriah Heep, anche se certo la musica va in tutt’altra direzione, eh eh .... e si apre alla grandissima con la title track, speed meal ultra powerizzato (all’americana, non alla tedesca!) da headbanging. Comincerete a scuotere il vostro collo alla traccia 1 e smetterete alla numero 11, dunque mettete il tubetto di Lasonil accanto allo stereo e rassegnatevi. “Syn. Kill 1” è la tipica Annihilator song, ritmi stoppati, lo spirito dei Judas che aleggia nei cieli e, a metà del minutaggio, la corsa che parte all’impazzata verso il puro divertimento. “Awaken” è una breve intro rumoritsta che fa da apri pista per “The Pastor Of Disaster”, ovvero il costume che più si addice al nostro Jeff, gran cerimoniere dell’heavy metal. Rffone di basso a sostenere la strofa e ritornello infernale. Più che in altri album in “Refresh The Demon” Jeff tende e ripetere ossessivamente i giri di chitarra, semplificando enormemente le songs e contando su ritornelli dannatamente incisivi e penetranti. Tutta sostanza questo disco e poche divagazioni. Canzoni minimali, ridotte all’osso, ma proprio per questo capaci di esaltare l’essenza e l’intensità della heavy metal music. “A Man Called Nothing” ha un bel groove ed in qualche misura ricorda il periodo di “Never Neverland”. Divertente la divagazione jazzy a metà pezzo, a cui segue per contrappasso un’incazzamento furiosissimo con doppia cassa e chitarre mostruose, il tutto poi stemperato da un assolo rock ‘n’ roll. “Ultrapranoia” regala esattamente ciò che il titolo promette, una fast song maniacale, psicotica, alienata ed alienante nel suo monolitico ripetersi. “City Of Ice” è la mia preferita di tutto il lotto, ma anche una composizione più atipica per il songwriting degli Annihilator. Quasi una punk rock song, irrobustita da iniezioni di massiccio heavy metal e fantastici solos. Una melodia meravigliosa per un proiettile inafferrabile che vi saetterà davanti agli occhi come nemmeno in un film della saga di Matrix! “Anything For Money” è spasso esagerato, mentre l’accoppiata “Hunger e “Voices And Victims” è costituita da tracce un po’ troppo simili tra di loro, anche se si tratta di due pezzi di ottima fattura. Heavy pachidermico ma sempre molto attento verso la melodia. Forse sarebbe bastato diluirli diversamente all’interno della scaletta. Infine l’album si chiude con “Innocent Eyes”, power ballad dedicata da Jeff al suo figlioletto (del quale sentiamo anche dei tenerissimi vagiti in apertura). Song semi acustica toccante e ben costruita. Con questa release, la numero 5, gli Annihilator rinfrescano i propri demoni, rinsaldando il rapporto che li lega profondamente alle radici della musica metal, quasi il presagio di ciò che avverrà a breve. Mentre nel music biz infatti impazzano nuovi fenomeni musicali, ed il rock e l’heavy vengono stuprati e contaminati dalle divagazioni della Prozac generation dei teens americani, Jeff opterà per nuovi percorsi, iniziando l’avventura “Remains” della quale si pentirà subito dopo.

VOTO: 8,5

(Psychotron)