annihilator – remains

BAND: Annihilator
TITOLO: Remains
ETICHETTA: Music For Nations
ANNO: 1997
GENERE: industrial /power metal
NAZIONALITÀ: Canada
DURATA: 48 minuti
CONTATTI: www.annihilatormetal.com

RECENSIONE:
Delicatissimo episodio della carriera della band canadese, quasi una divagazione solistica in quel 1997 quando Jeff Waters decide di pubblicare “Remains”. Forse il disco più criticato ed osteggiato in assoluto della band. Il chitarrista sentiva aria di morte e putrefazione intorno al mondo del metal verso la fine dei ’90, mettere sul mercato un disco di musica “pesante” diventava sempre più complicato. E così, come nelle sue interviste l’artista ha più volte dichiarato, la mente degli Annihilator decise di chiudersi nella propria casa /studio di registrazione, per comporre e suonare tutto da solo questa manciata di songs e gettarla in pasto a macchine computer e diavolerie varie perché ne viziassero il sound filtrandolo, alterandolo e trasfigurandolo ciberneticamente, secondo dettami forse più moderni e innovativi, sicuramente piuttosto diversi da quanto si sarebbe aspettato un Annihilator maniac .... Ad onor del vero Jeff ha anche sempre detto che la scaletta di “Remains” conteneva dei buoni pezzi, ma che la loro realizzazione esecuzione e produzione avrebbe dovuto seguire un iter totalmente diverso per permetterne l’apprezzamento dei fans. La mia prima reazione all’ascolto dell’album fu devastante; rimasi malissimo per il cambiamento del sound della band, per poco non caddi in depressione! Acquistare un album degli Annihilator voleva dire essere certi di poter ancora sentire ancora del buon vecchio metal, in un periodo nel quale proferire le parole “heavy metal” ti relegava automaticamente nel sarcofago delle mummie morte sepolte e divorate dai vermi. Jeff era una certezza ... o forse adesso non lo era più? Che diavolo si era messo in testa di fare con “Remains”? Mi costrinsi ad ascoltare l’album svariate volte per capire il perché del “tradimento” di una delle mie bands preferite; col passare del tempo mi convinsi che effettivamente molte delle tracce dell’album (“Murder”, “Sexecution”, “No Love”, “Wind”, “Dead Wrong”, “Tricks And Traps”, “I Want”, “Reaction”) non erano affatto male come struttura e songwriting ma che, proprio come lo stesso lungimirante Jeff ha più volte affermato, la produzione iper-tecnologica aveva troppo sfigurato il marchio e le potenzialità dell’Annihilator sound. Ho rivalutato “Remains”, nel senso che pur ritenendolo uno dei passi meno felici della band sono riuscito a discernere tra il valore oggettivo delle canzoni e la loro messa su supporto digitale. Un album che riascoltato oggi, magari a digiuno delle altre releases della band, non stupirebbe poi così tanto (Jeff addirittura anticipatore ... ?!), ma che contestualizzato nel periodo e nella discografia degli Annihilator finì con lo spezzare molti cuori. Con quel titolo poi .... il gioco si faceva troppo scoperto immediatamente!

VOTO: 6,5

(Psychotron)