annihilator – set the world on fire

BAND: Annihilator
TITOLO: Set The World On Fire
ETICHETTA: Roadrunner
ANNO: 1993
GENERE: power /thrash metal
NAZIONALITÀ: Canada
DURATA: 39 minuti minuti
CONTATTI: www.annihilatormetal.com

RECENSIONE:
Mio personale album preferito di Jeff Waters, come ho avuto occasione di scrivere più volte su Stereo Invaders. Adoro il thrash metal, ma adoro anche il buon vecchio sano hard rock, e dunque l’eccellente connubio operato dal chitarrista canadese in questi solchi non poteva certo lasciarmi indifferente. Benché Jeff soprattutto negli ultimi tempi cerchi disperatamente di riconquistarsi una verginità come scatenato extreme metaller, sfornando canzoni e dischi indiavolati al limite talvolta del parossismo, la sua anima dolce e melodica non può essere soppressa né negata, ed in questo album ha avuto ampio spazio come mai prima e mai avverrà dopo. Una formazione benedetta da alchimie interne perfette (quanto delicate, ovviamente dissolta col disco successivo!): un singer al contempo morbido e grintoso come Aaron Randall, una sezione ritmica perfetta come un orologio svizzero (il titanico Mike Mangini alla batteria e Wayne Darley al basso) ed il povero schiavo gregario Neil Goldberg alla chitarra (seconda fila e posti in piedi, eh eh!). Questi cinque eroi danno vita ad una track list meravigliosa, diabolicamente melodica, ossessivamente heavy, dolcemente travolgente, vorticosamente intensa. Il tutto condito dal consueto vela d’ironia che Waters infonde nelle proprie liriche (come ad esempio in “Knight Jumps Queen” e “Brain Dance”). Ad eccezione della title track, un mid-tempo infernale posto subito in apertura, tutte le restanti songs si suddividono in momenti più rilassati e momenti più trashy al proprio interno. Grande spazio ad arpeggi e fraseggi chitarristici maggiormente delicati, sottolineati dalla superba prova di Randall (un autentico legittimatore della svolta melodica), ma anche grande forza energia e potenza ad ogni piè sospinto grazie alle sapienti doti di mr. Waters. Songs come “Snake In the Grass”, “Sounds Good To Me” (semi acustica), “The Edge” sono piacevolissime divagazioni del tipico sound Annihilator che, per quanto si voglia rifiutare, ha da sempre concesso campo anche a simili passaggi, non meno emozionanti ed ispirati di “Alison Hell” o “Never, Neverland”. Almeno fino a “Refresh The Demon” ogni release di Jeff è un appuntamento irrinunciabile per un vero metalkid. Ovvio che “Alice In Hell”, “Never, Neverland”, “King Of The Kill” siano capolavori indiscussi e veri e propri spartiacque del genere. Ma che ci volete fare, “Set The World On Fire” occupa un posto speciale nel mio cuore!? Paradossalmente l ‘unica traccia che apprezzo meno è proprio la ballad istituzionale dell’album “Phoenix Rising”, un po’ troppo fiacca rispetto al mix di potenza e melodia presente in tutto il resto dell’album. Col senno di poi, palese come il nostro Jeff tenda progressivamente ad auto-citarsi sempre più, probabilmente per sopraggiunta carenza d’ispirazione; che ne dite delle somiglianze d’intenti tra “Brain Dance” e “Clare” (contenuta in “Schizo Deluxe”), a sua volta debitrice dei vari “Schizos (Are Never Alone)”? O tra “Knight Jumps Queen” e “21” (contenuta in “King Of The Kill”)? Per non parlare della innumerevole quantità di riff e solos sin troppo parenti .... ma Jeff, ti vogliamo sempre bene, sei un grande!

VOTO: 10

(Psychotron)