annihilator – waking the fury

BAND: Annihilator
TITOLO: Waking The Fury
ETICHETTA: Steamhammer /SPV
ANNO: 2002
GENERE: heavy /thrash metal
NAZIONALITÀ: Canada
DURATA: 58 minuti
CONTATTI: www.annihilatormetal.com

RECENSIONE:
E’ una piccola vittoria per il sottoscritto arrivare a recensire questo album e recensirlo in modo relativamente positivo. Senza tediare troppo chi legge dico che da grande fan della band ho sempre sofferto dello scarso trasporto provato inizialmente per “Waking The Fury” e solo dopo svariati ascolti sono riuscito a maturare favorevolmente il mio giudizio sulla fatica # 9 di mr. Waters. Ovvio che secondo me i migliori dischi degli Annihilator siano altri, e pur tuttavia “Waking The Fury” ha un proprio potenziale che ho rischiato impunemente di cestinare per orrendo pregiudizio (pur essendo un accanito estimatore di Jeff sin all’anno zero. Ma guarda un po’ certe volte la vita....!). Bando a riflessioni troppo autoreferenziali e passiamo alla recensione dell’album in oggetto. “Waking The Fury” segue gli altalenanti “Criteria For The Black Widow” e “Carnival Diablos” e ci presenta l’ennesima nuova line up in casa Annihilator (vero trademark del nostro guitar hero canadese preferito!), con il nuovo Curran Murphy alla chitarra (al posto di Dave Scott Davis) e il redivivo Randy Black alla batteria (al posto di Ray Hartmann). Alla voce ancora Joe Comeau (Liege Lord, Overkill). L’album è prodotto, manco a dirlo, dallo stesso Jeff e va detto che la produzione è uno dei punti deboli di questo lavoro, metal e tagliente senz’altro, ma anche acido e rancido come l’olio stantio di una friggitoria a fine giornata. Considerato tutto quanto, le songs presentano un rifferama interessante, scattante e potente. A mio parere comunque un CD di seconda fila nella grande famiglia Annihilator, ma a conti fatti l’album è già una spanna superiore al (per me orrendo) come back “Criteria For The Black Widow” dal quale continuo a salvare un paio di tracce soltanto. Costantemente in bilico tra thrash metal e heavy power, la scaletta offre pure il solito momento di istrionismo e bizzarria che caratterizzano piacevolmente il songwriting di Jeff Waters da sempre (“My Precious Lunatic Asylum”). Alcuni pezzi più che discreti (“Ultra-Motion”, “Torn”, “Striker”, “Ritual”) bilanciano momenti più incerti (“Prime-Time Killing”, “Cold Blooded”) o semplicemente troppo “ordinari” per appartenere alla preziosa collezione Annihilator (“The Blackest Day”, “Nothing To Me”, “Fire Power”). Due bonus tracks completano il CD: la versione live di “Shallow Grave” e quella radiofonica di “Nothing To Me”. Stando agli ultimi lavori della band, Jeff ha dichiarato di preferire “Waking The Fury” a “Carnival Diablos”; per quello che può valere, per me è il contrario.

VOTO: 6,5

(Psychotron)