anubiz - siebzehn

BAND: Anubiz
TITOLO: Siebzehn
ETICHETTA: Nicrotal Records
ANNO: 2005
GENERE: gothic metal
NAZIONALITÀ: Germania
DURATA: 47 minuti
CONTATTI: www.anubiz.de

RECENSIONE:
“Siebzehn”, ovvero 17 è il titolo di questo dischetto ad opera dei tedeschi Anubiz, giunti alla seconda release ufficiale dopo “Leid” del 2002 ed il demo “Pretty In Pain” del 2000. Nel booklet del CD la line-up conta 7 membri anche se curiosamente oltre ai sei musicisti sembra far parte a pieno titolo della formazione anche il manager della band. Il genere proposto dal combo è un gothic metal a doppio cantato (in lingua madre) modello la bella e la bestia, con la voce liricheggiante di Carolin Ehrlichmann (la bella) e quella growl di Jörg Erkelenz (la bestia) anche chitarrista. Già avrete capito dove stiamo andando a parare .... destinazione Theatre of Tragedy e più in generale tutte quelle band tra il death ed il gothic metal che seguono la carovana del Teatro della Tragedia. Al di là della somiglianza per la perseveranza negli stereotipi di genere gli Anubiz prendono a vero e proprio modello i Theatre Of Tragedy, che risultano indubbiamente l’influenza più prossima in questo “Siebzehn”. Rispetto al filone della ex band di Liv Kristine, dei Sirenia, Tristania, etc., giurerei che il background musicale degli Anubiz sia più orientato su ascolti heavy metal che sul death. Tranne che per l’apporto della voce growl niente rimanda al death metal qui. Talora sullo scheletro dei Theatre Of Tragedy gli Anubiz adagiano delle nervature di derivazione Nevermore, soprattutto per quanto attiene all’uso delle chitarre, aiutati anche dalla produzione del dischetto in tal senso. Molto valida la coppia di songs posta in apertura, “Ein Letzes Mal” e “Abschied”, interessanti anche la title track e “Auch Engel Weinen”. Un punto a sfavore degli Anubiz è secondo invece me la eccessiva insistenza su tempi lenti e dilatati; praticamente tre tracce su dieci (“Winternacht”, “Die Fremde Saat”, “Die Tat”) possono definirsi relativamente “veloci”, spesso si presentano al nostro ascolto amplissime porzioni di canzone appoggiate su tastiere e chitarre estremamente espanse, allungate, “gonfiate” su una sezione ritmica appena timidamente presente. Atmosfera d’accordo, ma arriva anche la noia. Non che un disco di gothic /death debba essere veloce o scattante, anzi probabilmente è vero il contrario, ma rallentando i tempi occorre saper miscelare i giusti elementi perché la tensione emotiva non scenda mai sotto il livello di guardia durante l’ascolto. Tutti i musicisti coinvolti negli Anubiz danno ottima prova di sé, la caratura del gruppo c’è ed anche Carolin convince per gradevolezza ed interpretazione. Gli Anubiz sono interessanti ma non centrano ancora pienamente il bersaglio con “Siebzehn”. La band manca di una personalità definita e della capacità di sintetizzare ed arrangiare al meglio il proprio materiale. Siamo comunque sulla buona strada.

VOTO: 6,5

(Psychotron)