assedium – rise of the warlords

BAND: Assedium
TITOLO: rise of the warlords
ETICHETTA: My Graveyard Productions
ANNO: 2006
GENERE: true epic metal
NAZIONALITÀ: Italia
DURATA: 43 minuti ca.
CONTATTI: www.assedium.com

RECENSIONE:
Ad un anno di distanza dal demo “Far From The Light” tornano gli Assedium, forti di una vera label alle proprie spalle, la My Graveyard Productions. Durante le registrazioni di questa nuova fatica discografica la formazione vede l’avvicendamento dietro al microfono di Luca “Fils” Cicero (Deceptor, Fallin Fuckin Angels) con il precedente vocalist Marco. Dopo aver visto includere la propria cover version di “Black Machine” nell’album tributo ai leggendari Cirith Ungol, gli Assedium riescono finalmente a dar corpo al primo full-lenght della propria carriera. Rispetto a “Far From The Light” il background di riferimento è rimasto sempre lo stesso, ovvero il gotha dell’epic metal formato dai vari Manilla Road, Omen, Cirith Ungol, Lord Weird Slough Feg, etc., non fosse altro perché la tracklist è riproposta per intero anche su “Rise Of The Warlords” ad eccezione di “Black Machine” e della title track che dava il nome al promo. La proposta degli Assedium non perde l’occasione di rivolgersi attentamente anche ad Iron Maiden, Warlord, Virgin Steele, un certo power metal più recente, e soprattutto direi i Domine dei fratelli Paoli. Con questo “Rise Of The Warlords” in più di un episodio si fa davvero notevole la somiglianza con la band toscana, soprattutto pensando alle prime due release dei Domine. Rispetto all’epic di tradizione Cirith Ungol, Gothic Knights, Cauldron Born, Zandelle e via dicendo, il songwriting degli Assedium si snellisce parecchio, trascurando ritmiche troppo complesse, saltellanti o imprevedibili, ed assestandosi sul più canonico 4/4 in favore della immediata leggibilità dei brani, che certo non perdono in tensione e magniloquenza per questo. Tra primi Manowar, Omen e Domine, “Rise Of The Warlords” non dispiacerà a tutti gli estimatori del bellicoso sound celebrativo delle gesta di guerrieri cimmeri, swordsmen del caos, antiche glorie greco-romane, signori della guerra, figli di Asgard, incubi cthulhoidi e trame heroic fantasy. Segnalo in particolare “Imperial Dream” e “Legions Of The Underworld” come le tracce che più mi hanno colpito all’interno del disco. Di per sé siamo davanti ad un genere non troppo frequentato, meno che mai in Italia (gli stessi Domine sembrano averlo abbandonato) quindi, come ebbi a dire in occasione della recensione al promo “Far From The Light”, abbiamo certamente bisogno di gruppi come gli Assedium. L’album conta la partecipazione amichevole in veste di guests di Marco Concoreggi dei Battleroar (“March Of The Hoplite”, “Thirst For Glory”) e Geilt dei Doomsword (“Messenger Of Chaos”). Il tutto è corredato da una suggestiva copertina perfettamente calata nelle atmosfere create dalla band e da una produzione “so 80’s”, come direbbero in tv. Hail to the Warlords!

VOTO: 7,5

(Psychotron)