atrocity - die liebe
BAND: Atrocity
TITOLO: Die Liebe
ETICHETTA: Massacre Records
ANNO: 1995
GENERE: avantgarde metal
NAZIONALITÀ: Germania
DURATA: 40 minuti
CONTATTI: www.atrocity.de
RECENSIONE:
”Die Liebe” non è un vero e proprio studio album, bensì l'incontro degli Atrocity con i Das Ich in un progetto che vede la rivisitazione di brani già editi e per lo più provenienti da “Blut”. Un connubio tutto all'insegna dell'umor germanico, dove il metal degli Atrocity si tinge maggiormente di elettronica marziale e sperimentalismo dark. Apre le danze “Die Liebe”, cover dei Laibach, pezzo che le due bands rendono ossessivo e parossistico; un brano fantastico quanto inquietante e che, a dispetto del testo positivista, avanza impermeabile al sentimentalismo come una marcia militare. Proseguiamo nell'ascolto attraverso la rilettura di “Moonstruck”, per l'occasione trasformatasi in “Moostrucker” e di “Blut”, qui divenuta “Bloodlust (Undead Trance)”, pesantemente trasfigurata rispetto all'album di provenienza. È quindi la volta di “Miss Directed” chiamata “Misdirected”, che i Das Ich immergono in un dissacrante bagno acido a base di elettronica. Il discorso si fa via via sempre più interessante; le canzoni sono sufficientemente stravolte da giustificare l'acquisto del cd anche per chi già possiede “Blut” ed indubbiamente il gioco del citazionismo non può non appassionare ogni fan degli Atrocity. Segue “Parentalia”, sinistro intermezzo lancinante che prelude a “Trial By Ordeal”, nient'altro cioè che la canzone d'apertura di “Blut” (nota come “Trial”); ancora una volta lamiere e rumorismo post-industriale sporcano la canzone, arricchita anche da pulsanti ritmiche sintetiche soggiacenti ai riff solidi e stoppati di casa Atrocity. “Unschuld” vede i vocalists delle due bands duettare sulla scia di paesaggi sonori traboccanti di pessimismo e ineluttabilità. “Von Leid und Elend und Seelenqualen” si spinge fino alla teatralità di un ambient soffocante e malato, preludendo all'apice assoluto di questo album, nonché pezzo conclusivo, vale a dire “Die Todgeweihten”. Quale Danza Macabra più mortifera poteva chiudere in maniera migliore “Die Liebe! I morti stanno bussando alla vostra porta di casa, anzi il tocchettìo che sentite non è quello del legno della porta, ma quello del feretro nel quale siete adagiati, divorati dai vermi, sei metri sotto terra..... ah, non lo avevate ancora capito?
VOTO: 8
(Psychotron)