hate profile – opus I: the khaos hatefile

BAND : Hate Profile
TITOLO: Opus I: The Khaos Hatefile
ETICHETTA: Cruz del Sur Music
ANNO: 2005
GENERE: Black Metal
NAZIONALITÀ: Italia
DURATA: 43 minuti circa
CONTATTI: http://www.hateprofile.net/

RECENSIONE:
Esce su Cruz del Sur il primo disco del progetto Hate Profile, italica one man band di metal estremo figlia dell’ex Hortus Animae, Baratro e Opposite Sides Amon 418, misterioso personaggio nella cui mente si prefigura grandiosa un’ambiziosa trilogia della quale questa è soltanto la prima parte.
“The Khaos Hatefile” apre quello che una volta completo apparirà come un viaggio interiore nei recessi della psiche umana, “un concept spirituale ed esistenziale” intricato e raffinato che attraverso metafore e simboli esoterici esplora le energie interiori dell’anima nel processo di realizzazione dell’io.
Tutto ciò è decisamente suggestivo, ma dal momento che la musica si ascolta prima di tutto con le orecchie verrebbe da chiedersi se questo approccio così marcatamente cerebrale sia adeguatamente supportato dalla qualità della musica o si riduca ad un semplice tentativo di gettare fumo negli occhi dell’ascoltatore, come purtroppo accade ogni tanto quando ci troviamo di fronte ad opere altamente concettuali…
Beh, non è questo il caso: “The Khaos Hatefile” soddisfa ampiamente le aspettative, meno sperimentale di quanto ci si potrebbe aspettare leggendo il corposo concept ma forse anche per questo decisamente coinvolgente e trascinante.
Il disco si apre con un’intro acustica semplice, poche note ripetute lentamente in un crescendo di tensione perfetto per fare strada all’improvviso assalto selvaggio di un black metal dalle forti contaminazioni death, à la Dissection, per intenderci: il disco, articolato in due sezioni (“Fallen” e “The Vision” ) si protrae così tra brani violenti e intensi, non privi di una certa componente melodica che riaffiora di tanto in tanto. Potrà sembrare una formula già sentita, ma vi assicuro che la perizia con la quale è applicata sfiora la perfezione, dalla prima all’ultima traccia questo “Opus I” regala continue scariche di adrenalina, sia quando il ritmo si fa incalzante sia quando si tira un po’ il fiato e la furia lascia spazio a suoni tetri e gelidi… Chi ama il black metal difficilmente non apprezzerà “canzoni” come la potente “17 Empty Rooms” (a mio avviso la più riuscita del lotto) o la tellurica “Return to Nothing”! E pensate che è tutto suonato, eccezion fatta per la batteria, dal poliedrico Amon 418! Complimentoni!
In definitiva, se vi trovate a vostro agio tra questi lidi musicali vi consiglio caldamente di dare un ascolto a “The Khaos Hatefile”, che, pur non stupendo per originalità, regala 40 e rotti minuti di eccellente musica estrema!

VOTO: 8

(Silentwater)