kaira - huntress

BAND: Kaira
TITOLO: Huntress
ETICHETTA: Irond Ltd
ANNO: 2008
GENERE: heavy metal /symphonic
NAZIONALITÀ: Russia
DURATA: 46 minuti
CONTATTI: www.kairamusic.com

RECENSIONE:
Eh si, il web è proprio una bella invenzione. Molte grandi band si scagliano contro il "pericolo internet", ma, fateci caso, si tratta quasi sempre di musicisti multimilionari, preoccupati di perdere l'ennesimo disco di platino, foderato d'oro e di prosciutto cotto affumicato. Per quanto riguarda giovani band underground, magari appartenenti a scene di paesi cosiddetti marginali in ambito metal, il web può costituire l'unico passaparola, la sola speranza di abbattere gli angusti muri dei propri confini nazionali o addirittura regionali. Quanti gruppi conoscete della Madre Russia? Credete veramente che una mastodontica area geografica come quella non contenga in sé valide realtà di provata fede metallica e genuino spirito rock? Grazie a cornici come MySpace o il mondo dei blog è possibile venire a contatto con i moscoviti Kaira, 7 musicisti dediti ad un sound di matrice dark symphonic metal, dal taglio vigorosamente epico e fiero. La band esiste dal 2006 ed è già al terzo platter. Il 2008 è stato l'anno di "Huntress" (i dischi sono in lingua russa, ma monicker della band e titoli delle canzoni sono accortamente tradotti e divulgati anche in lingua inglese). La corvina cosacca che guida il combo è colei che ha dato il nome alla band, ensemble di cui fanno parte basso, chitarra, keyboards (tre maschietti), ed una sezione classica di strumenti ad arco (altre due fanciulle). "The Huntress" offre 10 tracce potenti, dirette, oscure, battagliere; guardando la formazione era lecito aspettarsi molto più sinfonismo barocco e svolazzevole, ed invece i Kaira picchiano duro, suonano metal vecchia maniera. Guardano ai capisaldi del genere senza tuttavia risultare una copia pacchiana di questa o quell'altra band. Citare Ronnie James Dio, Manowar, Blind Guardian, After Forever, servirebbe solo in parte a rendere l'idea della corposa versatilità di questi solchi. Il cantato russo conferisce ad ogni passaggio un fascino assolutamente particolare e unico. "Apocalipse", "Hecate", "Huntress", "The Greatest Hero Of The Middle Ages", "Confession", sono gemme strappate con furore barbarico al prezioso tesoro degli zar; il vecchio KGB e Goldfinger Putin non sono riusciti a trattenere tra le proprie maglie la forza dirompente di questo combo d'acciaio. Fantastica sorpresa, giunta ahimè troppo in ritardo per essere inserita nella mia personale poll di fine 2008! Sul sito della band è possibile scaricare gratuitamente due interi album, con libretto allegato, in formato MP3....com'è che anche i Rhapsody Of Fire non lo fanno?

VOTO: 8,5

(Psychotron)