novembre – the blue

BAND: Novembre
TITOLO: The Blue
ETICHETTA: Peaceville
ANNO: 2007
GENERE: metal /melancholic death
NAZIONALITÀ: Italia
DURATA: 67 minuti
CONTATTI: http://www.novembre.co.uk

Parlare dei Novembre per me è come parlare dei miei genitori, non posso essere obiettivo perché insieme ai Katatonia sono il mio gruppo preferito, ma proverò a recensire la loro ultima fatica in maniera più imparziale possibile. Devo dire subito che chi si aspettava come me un lavoro sulla scia di “Materia” può ritenersi in partenza deluso; già dall’inizio si sente prepotente la volontà dei Novembre di ritornare sui loro passi ed esattamente sulle coordinate di “Classica” e “Dreams D‘Azur”, come se fosse una volontà implicita quella del gruppo romano \catanese di alternare nella loro carriera un disco dolce ed uno pesante. Evito di parlare della produzione in quanto è talmente perfetta che non può essere descritta. Dopo questo sguardo generale sul disco arriviamo al cuore del discorso: le canzoni. Si apre con “Anaemia” che mi fa muovere il culo da un paio di settimane e che hanno scelto come singolo; refrain che ti rimane in testa, compatta, quasi strutturata da canzone normale, cosa che i Novembre non hanno mai fatto nella loro carriera. Poi arriva “Trieste Italiana” che ci riporta a “Classica” col suo growl devastante e le chitarre katatoniane, bellissimo pezzo con uno stacco alla Slayer che inizialmente non mi aveva convinto a pieno, ma che dopo qualche ascolto ho rivalutato. Questa è l’unica canzone in cui è presente l’italiano, scelta su cui non mi soffermo altrimenti dovrei scriverci una recensione apposta, ma non posso tacere che sono rimasto molto deluso dall’assenza della nostra lingua. In seguito partono “Cobalt Of March” che non mi ha convinto, ma che sembra sia una delle più riuscite a sentire altre campane, e “Bluecracy”, vero simbolo del Novembre pensiero. Poi ci sono “Architeme”, pezzo buono ma che non fa gridare al miracolo, e “Nascence” dove fa capolino la stupenda voce di Francesca su cui non mi soffermo per onestà intellettuale essendo mia amica e presente anche nel disco del gruppo in cui suono. “Iridescence” apre la seconda parte del disco che a differenza della prima è molto più introspettiva e pacata, dove spiccano la stupenda “Sound Of Odyssey” (di un romanticismo totale), “Cantus Christi” (eccezionale) e la più bella canzone del disco, “Aargentic”, dove finalmente - cazzo!!!! - Carmelo fa la cosa che preferisco: quei na na na na che mi hanno fatto sognare su canzoni come “Aquamarine”, “Valentine”, “Jules”!!!! Ormai “Argentic” non esce più dal mio lettore!!!! Anche la strumentale “Zenith” è da citare tra gli episodi più riusciti del disco. In definitiva un grandissimo disco di cui preferisco di gran lunga la parte finale più legata al precedente e più, diciamo la verità, personale ed originale: un passo indietro rispetto “Materia” (che per me è l’unico disco del nuovo millennio a meritare il 10) ma ripetersi non è da Novembre, e fare un passo in avanti rispetto a canzoni come “Verne”, "Memoria Stoica”, "Jules”, “Croma”, “Aquamarine”, “Geppetto”, era tuffarsi nel vuoto, e forse non sarebbe stato capito da una buona parte del pubblico Novembrino, troppo legato al metal. Anche se c’è una annotazione da fare……e se questo disco fosse una summa di tutto quanto fatto dai Novembre nel corso della loro carriera? Forse "The Blue" è il capolavoro definitivo….ho questo dubbio ma per il momento rimango con il punto interrogativo.

VOTO: 9

(machine gun)