perpetual fire – endless world

BAND : Perpetual Fire
TITOLO: Endless World
ETICHETTA: Steelheart Records
ANNO: 2006
GENERE: Power Metal Melodico
NAZIONALITÀ: Italia
DURATA: 50 minuti circa
CONTATTI: www.perpetualfire.net

RECENSIONE:
Il progetto musicale che oggi ha nome Perpetual Fire è nato nel 1999 per volontà di Steve Volta, valente axeman dei Pandaemonium desideroso di scrivere qualcosa che si avvicinasse come spirito a quanto proposto da realtà come Symphony X, Angra e Stratovarius, ovvero un power melodico e accattivante che non disdegni avventure in territori di dominio prog.
Originariamente denominati Abyss, i Perpetual Fire hanno assunto il loro attuale monicker nel 2002 dopo vari cambi di line-up e demo prodotti (con notevole successo di critica), quando, raggiunta una piena stabilità, si sono potuti concentrare nella realizzazione di questo loro primo full lenght, “Endless World”.
La musica proposta è proprio ciò che ci si può aspettare leggendo le influenze di questa band, power metal solido e ottimamente suonato di chiara ispirazione finlandese, veloci cavalcate metalliche costantemente supportate da un lavoro di tastiera di buona qualità, volto ad enfatizzare l’atmosfera epica che il disco vuole creare ma anche a tessere melodie davvero piacevoli.
Particolare cura nella realizzazione dell’album è stata profusa nella ricerca di linee vocali azzeccate, l’anima di questo Endless World è racchiusa nei trascinanti ritornelli di canzoni come “Maybe” (della quale è presente anche un video nel cd), “Leave Me Alone” e molte altre, in quasi tutte le 13 tracce le melodie vocali sono di primissimo ordine e il risultato si sente: già al primo ascolto si stampano in testa indelebilmente e non se ne vanno via più, merito anche di Roby Beccali, bravissimo cantante dotato sia di un’estensione invidiabile sia di una buona capacità di interpretazione.
Una nota di merito (e forse anche qualcosina in più) va all’ottimo lavoro chitarristico di Steve Volta, guitar-hero davvero capace che in tutto l’album mette in mostra le proprie capacità senza strafare (come invece capita spesso in questo genere), con i suoi assoli e riff è probabilmente la marcia in più di questi Perpetual Fire, ciò che li potrà aiutare ad emergere in questo panorama musicale che definire affollato sarebbe tragicamente riduttivo.
Se infatti formalmente questo disco è ottimo, non altrettanto si può dire dell’originalità della sua proposta, troppo poca per interessare veramente chi non viva di pane e Stratovarius, questo Endless World è sì suonato, prodotto e composto come meglio non si poteva, ma anche troppo simile ai lavori dei suoi ispiratori per sperare di essere ricordato a lungo anche dagli estimatori del genere.
Una cosa è certa, però: la band c’è, è capace e sa tirare fuori dal cilindro anche delle cose egregie, per cui non mi preoccuperei più di tanto: se saranno in grado di trovare uno stile più personale e meno legato agli stereotipi del genere molto probabilmente otterranno notevole successo.
Nel frattempo non posso far altro che consigliare Endless World a tutti gli appassionati di Stratovarius, Sonata Arctica e compagnia bella perché sicuramente è una delle migliori uscite recenti del genere.

VOTO: 7

(Silentwater)