p.o.b - crossing over

BAND : P.O.B.
TITOLO: Crossing Over
ETICHETTA: Fishfarm Records
ANNO: 2007
GENERE: hard rock /progressive metal
NAZIONALITÀ: Norvegia
DURATA: 53 minuti circa
CONTATTI: http://www.pedestriansofblue.com/

RECENSIONE:
Felicissima sorpresa questi P.O.B., aka Pedestrians Of Blue! Il loro è un debutto di quelli che si ricordano a lungo, in un panorama musicale decisamente asfittico "Crossing Over" è come una boccata d'ossigeno, quasi un'ora di musica genuina, ispirata, orginale e ben suonata, un gran bel regalo che la Norvegia ci porta nelle vesti di terra natale per questa giovane band votata ad un hard rock melodico di gran classe. Notiamo subito una cosa: il disco è interamente prodotto dalla band stessa, tramite la loro personale etichetta, la Fishfarm Records. Una scelta rischiosa, ma che lascia completamente libera la band di creare la propria musica senza nessuna pressione, ed il risultato premia completamente gli sforzi di questi valenti musicisti. "Crossing Over", come molti dischi del suo genere, è un raffinato concept-album, una storia di introspezione narrata da dodici ispiratissimi brani di variegato progressive rock, che sente profondamente l'influsso dell'approccio creativo di band come Dream Theater e Queensryche: l'ottima strumentale "The Line" è un valido esempio, così come la lunga ed elaborata "Out Of The Rain"; ma nel disco è ben presente anche il gusto per la melodia dell'hard rock-AOR d'oltreoceano (Kansas, Toto), non mancano canzoni orecchiabili, rette da riff poderosi e ritornelli da cantare a squarciagola. Il tutto è ben supportato da una produzione impeccabile eda un tasso tecnico eccellente, nonché da una sezione elettronica di rara efficacia, senza mai andare sopra le righe accompagna l'impianto heavy per buona parte del lavoro. E' un disco sicuramente "progressive", le canzoni sono molto elaborate, tecnicamente complesse e ricche di cambi d'umore, ma i P.O.B. nonostante ciò sono riusciti nell'impresa di rendere "Crossing Over" anche molto diretto, limitando i virtuosismi strumentali ad intermezzi di breve durata che anche per questo motivo assolvono alla perfezione il loro compito di "break" tra canzoni dalla struttura più canonica. I brani sono tutti di ottimo livello, nessuna caduta di tono è presente in questi 53 minuti, ma alcuni pezzi meritano di essere citati: "World Of Things", ad esempio, in cui tutti gli elementi della musica dei P.O.B. si fondono e si esaltano l'un l'altro, tocchi di elettronica sempre al posto giusto, riff cadenzati e un ritornello veramente molto bello, il tutto pervaso da quella malinconia di fondo tutta scandinava che non manca mai nella musica di questa band norvegese. Stesso discorso si potrebbe fare per la title track, mentre "The Altar Of Love" è emblematica per quanto riguarda l'anima progressive della band, parte su binari canonicamente heavy per concludersi con un climax esaltante in una lunga coda strumentale in odore di Dream Theater, fatta di assoli di chitarra e synth. A parere di chi scrive, "Crossing Over" è tra i dischi più belli usciti quest'anno, lo consiglio caldamente oltre che agli appassionati dei generi citati in precedenza anche a tutti coloro che sono in cerca di qualcosa di fresco ed ispirato: c'è poco da aggiungere, ci sono dischi per i quali si capisce subito che i musicisti che li hanno composti erano in uno stato di grazia. Questo è chiaramente uno di quelli.

VOTO: 8,5

(Silentwater)