secret sphere – sweet blood theory
BAND: Secret Sphere
TITOLO: Sweet Blood Theory
ETICHETTA: Dockyard 1
ANNO: 2008
GENERE: progressive /power metal
NAZIONALITÀ: Italia
DURATA: 51 minuti
CONTATTI: www.secretsphere.com
RECENSIONE:
Lo ammetto, io amo molto le bands italiane, e nutro un particolare interesse per i piemontesi Secret Sphere, e reputo tuttora “A Time Never Come” come uno dei migliori lavori di power metal progressive, capace di reggere il confronto con altri album a livello internazionale, e quindi non nascondo la trepidazione che ho avuto quando ho saputo dell’uscita di “Sweet Blood Theory” ad opera della Dockyard 1; i fan del gruppo sanno che emozioni sono capaci di regalare i Secret Sphere, ed il mio compito è quello di cercare di creare interesse verso il lettore affinchè conceda loro una chance di ascolto. Allora, in primis posso confermare che i ragazzi sono in ottima forma, sia a livello esecutivo che compositivo, e c’è da notare che il sound ha subito un ulteriore sviluppo, prediligendo sonorità power sinfoniche senza tralasciare momenti di puro progressive. Il lavoro di Aldo Lonobile, alla chitarra, che i più preparati ricorderanno che fa parte anche del supergruppo multietnico Civilization One, rimane come sempre uno dei punti fermi della band, regalando ancora una prova entusiasmante, come entusiasmante è sicuramente la prova di Roberto Messina, che credetemi, è uno dei migliori cantanti in circolazione, e non solo in Italia, sempre ben intonato e potente, e capace di raggiungere apici notevoli sia nell’estensione che nell’interpretazione. Ma soprattutto mi piace sottolineare il positivo ingresso di Federico Pennazzato alla batteria, che suona preciso e potente, dalla doppia cassa devastante. “Sweet Blood Theory” è un concept basato sulla novella “The Vampire” di John William Polidori scritto nel 1814, e le atmosfere musicali del disco prendono ispirazioni da alcuni dei più famosi film di Tim Burton. Dopo l’intro “Evil Or Divine” si parte con l’aggressiva “Stranger In Black” dove la doppia cassa sembra letteralmente uscire dagli altoparlanti, grazie anche alla sapiente mano di Achim Koehler al mix; il pezzo è bellissimo, e nella parte centrale ci sono dei momenti sinfonici con delle orchestrazioni da brivido, che possiamo ritrovare anche nella seguente “From A Dream To A Nightmare”, incredibile pezzo, maestoso, epico, superveloce, dove le tastiere di Antonio Agate sono protagoniste insieme alla magnifica interpretazione vocale di Messina. “Bring On” ha il suo punto di forza nella linea vocale supportata dal treno continuo di doppia cassa, soprattutto nel pre-chorus dove il ritmo rallenta e si ha un maggiore respiro. “The Shadows Of The Room Of Pleasure” dal ritmo sincopato, è senza dubbio il brano più progressive del disco, mentre “Welcome To The Circus” si muove su canoni power che rimandano a quanto sentito dai Vision Divine con Luppi, naturalmente non parlo di copiatura ma di ispirazione. Ma ecco arrivare “The Butterfly Dance”, e standing ovation per Messina; questa power ballad ha un solo scopo, quello di emozionare e sognare, e ci riesce alla grande. Da brividi. Il ritorno alla realtà è ad opera della title track, pezzo costruito sopra una miriade di tastiere, con la doppia cassa in bell’evidenza e con le chitarre potenti. “Feed My Fire” è un brano potente e melodico allo stesso tempo, che sfocia in un chorus molto orecchiabile, mentre sono delle note di pianoforte ad introdurre uno di miei brani preferiti del CD, che è “All These Words” brano di rock melodico molto orientato verso l’AOR, ed ancora una volta Messina forever. Come non venire rapiti dall’intro di “Vampire’s Kiss”, molto gotico, e poi dalla sua ripartenza veloce e furiosa. Chiude “The Day At The End Of The World”, pezzo non entusiasmante ed avulso rispetto a quanto di magnifico ascoltato fino ad ora. Che dire, ancora una volta rimango catturato dalla grandezza di questa band, e spero che questo “Sweet Blood Theory” possa essere come la consacrazione definitiva dei Secret Sphere.
Brano Migliore: “From A Dream To A Nightmare”.
Brano Peggiore: “The Day At The End Of The World”.
VOTO: 9
(Smaz)