serpentcult - wieght of light
BAND: Serpentcult
TITOLO: Weight of Light
ETICHETTA: Rise Above Records
ANNO: 2008
GENERE: doom metal
NAZIONALITÀ: Belgio
DURATA: 45 minuti
CONTATTI: www.myspace.com/serpentcult
RECENSIONE:
Chitarra, basso, batteria e voce (femminile). Quattro semplici elementi per un nuovo album di doom metal, stavolta dal Belgio. Niente seconda chitarra, niente tastiere, niente tenori operatici o carismatici messia sovrappeso. C'é Michelle Nocon a tenere sulle proprie spalle il peso di un platter votato alle pesanti, ieratiche e cadenzate trame del Destino. I tre quarti della band provengono dai Three Plague Of Gentlemen, precedente progetto doom con un paio di EP, due split, un demo ed full-lenght ("Primula Pestis", 2005) nella propria sala dei trofei, e che vedeva esclusa proprio Michelle dalla line-up. Stilisticamente non siamo troppo lontanti dai Cathedral più "groovosi" (la label è quella di Lee Dorrian), se non fosse per la particolarità della voce della mora vocalist. Il doom metal dei Serpentcult è molto diverso da quello proposto, ad esempio, da un'altra female band del genere, le Octavia Sperati. Sebbene non aleggino arcobaleni nemmeno nei cieli del Belgio, "Weight Of Light" pare più ancorato al rock anni '70, alle amplificazioni sature e grondanti. Pur non emergendo in modo palese, sono sicuro che c'è assai più psichedelia nel background di questo quartetto piuttosto che sonorità oscure, ossianiche e cimiteriali. La produzione opta per timbriche "scandinave". Superfluo precisare che le ritmiche hanno il limitatore di velocità incorporato e che i passaggi strumentali sono abbondanti come presenza e minutaggio. La title-track ha evocato in me piacevolissimi rimandi ai Jex Thoth. "Arkanum" è figlia della Foresta dell'Equilibrio già esplorata dai Cathedral, e più in generale il songwriting, compatto e roccioso, sa come evitare le insidie di una eccessiva staticità e monoliticità, anche grazie ad un'alleanza basso-batteria vivace e saltellante. Buon prodotto.
VOTO: 7,5
(Psychotron)