seventh wonder - mercy falls
BAND: Seventh Wonder
TITOLO: Mercy Falls
ETICHETTA: Lion Music
ANNO: 2008
GENERE: progressive metal
NAZIONALITÀ: Svezia
DURATA: 74 minuti
CONTATTI: www.seventhwonder.nu.com
RECENSIONE:
Terzo lavoro per i proggers svedesi Seventh Wonder e posso dire che questo “Mercy Falls” rappresenta quanto è stato “Operation: Mindcrime” per i Queensryche, e “Scenes From A Memory” per i Dream Theater. Paragoni scomodi direte voi, ma la grande intensità delle melodie delle songs, il concept raccontato anche attraverso voci narranti, cambi di tempo, passaggi sinfonici ed incursioni verso il power anni ’80, sono qui a dimostrare la grandezza di questo disco. Niente è fuori posto, ed i quasi 80 minuti di musica ci passano davanti regalando grandi emozioni che difficilmente scorderemo; il disco è registrato alla perfezione, grazie a Tommy Hansen nome di grande garanzia, e quindi ogni nota viene fuori cristallina, pronta a stupire l’ascoltatore, ed i cinque ragazzi sono in grande spolvero a partire dai solisti Johan Liefvendahl alle chitarre ed Andreas Söderin alle tastiere sostenuti da una delle migliori sezioni ritmiche che abbia mai ascoltato, ovvero Andreas Blomqvist al basso, che oltre a sciorinare anche dei buoni assoli, si occupa della produzione del disco, e Johnny Sandin alla batteria autore di un enorme prestazione, molto tecnica, essenziale e mai banale. Ora tutti in piedi per reputare una grande ovazione al cantante Tommy Karevik; magistrale la sua prova. Il ragazzo è dotato di una grande voce potente e con un buon range di estensione, ma eccelle anche in fase interpretativa ed emozionanti sono i suoi fraseggi sulle note acustiche. E’ grazie anche a lui che le superbe melodie dei pezzi abbiano così facile presa, basti pensare che Tommy entra a cantare nel terzo pezzo, dopo sei minuti composti da “A New Beginning” che serve ad introdurre la storia, e da “There And Back (Overture)” strumentale che apre appunto a “Welcome To Mercy Falls” dove si rimane strabiliati davanti a tanta bellezza costruita da un chorus memorabile. Ho parlato di concept, quindi naturalmente il disco è incentrato su una storia narrante, triste ma non originale, ma sapientemente raccontata dalle songs. “Unbreakable” si muove dentro i classici canoni prog metal, ma ragazzi, che melodia. L’apoteosi emotiva si ha con la piccola “Tears For A Father”, brano acustico dove Tommy fa letteralmente accapponare la pelle. Che voce. I brani presenti sono 15, e sono tutti degni di nota, ed un track by track come sono abituato a fare, non avrebbe senso perché in tutti ci sono grandi melodie, ottimi ed esaltanti assoli, notevoli fraseggi chitarra basso e tastiera, ed una linea vocale da urlo. Uno dei più bei dischi di questo 2008, non lasciatevelo scappare. Brano Migliore: intero album.
VOTO: 9,5
(Smaz)