stygmata – bleed

BAND: Stygmata
TITOLO: Bleed
ETICHETTA: Karma Records Group
ANNO: 2007
GENERE: heavy metal
NAZIONALITÀ: U.S.A.
DURATA: 47 minuti
CONTATTI: www.myspace.com/stygmata

RECENSIONE:
Finalmente stringo tra le mani il dischetto degli Stygmata, nuova incarnazione della procace metal queen dell’Arizona, Kathie Jarra. Dopo una lunga attesa (“Test Of Faith” risale ormai al lontano 2000) Kathie si è rimboccata le maniche allacciando nuovi contatti, creando una nuova (session) band di zecca e pubblicando questo “Bleed” per mezzo della sua label personale, la Karma Records Group. Già da qualche tempo alcuni brani erano disponibili in streaming su MySpace, dunque c’è stato il tempo per pregustare, assaporare e metabolizzare tutte le novità del caso. Stravolgimenti del sound comunque non se ne registrano, Kathie è sempre lei, amante del buon vecchio metal tradizionale, corposo, solido, massiccio. Come per “Test Of Faith”, di cui “Bleed” è una ideale e coerente prosecuzione, sono i mid-tempos a farla da padrone, sino ai limiti del doom metal. La band ruota attorno alla figura della bionda singer e vocalist, i suoi riff pieni e pesanti dettano il tempo ai compagni, e la sua voce col trascorrere del tempo si è fatta ancora più sofferta e sensuale. Prendete “Haunted” o la stessa title-track e giudicate voi stessi! Lacerazioni U.S. metal e concretezza tutta germanica sferzano l’intero platter, del resto Kathie non fa mistero di amare alla follia realtà quali Primal Fear e Sinner, benché del suo background facciano parte pure Judas Priest, Dio, guitar heroes come Uli Jon Roth, Steve Ray Vaughan e Zakk Wylde. Il patrimonio americano di band come Metal Church e Savatage (pre-orchestrazioni) si riversa generoso nelle note di “Bleed”, ma a sorpresa giunge pura una cover “oltranzista” (nonché brillantemente riuscita), mi riferisco a “Spill The Blood” di mastro riffaro Hanneman e dei suoi Slayer. Pur se “Kill The Rainbow” e “Holy Lies” vi bersaglieranno con scariche elettriche ad alto voltaggio, “Bleed” vuole essere un molosso ben piantato a terra, con tutta l’intenzione di travolgervi a pieno carico, ed in tal senso i battiti pulsanti di “Sea Of Red” e “By Myself” vi getteranno nelle profondità più oscure con un incudine legato alle caviglie. Metal tanto possente quanto opprimente, in grado di imbrigliare progressivamente ogni vostro movimento e ridurvi all’inazione. Ben presto non saranno solo i polsi della bella Kathie e versare fiotti di sangue ....

VOTO: 8

(Psychotron)