suspyre – a great divide
BAND: Suspyre
TITOLO: A Great Divide
ETICHETTA: Nightmare Records
ANNO: 2007
GENERE: progressive metal
NAZIONALITÀ: U.S.A.
DURATA: 70 minuti
CONTATTI: www.suspyre.com
RECENSIONE:
When Dream Theater and Symphony X Unite. Scusate il gioco di parole, ma mi serve per descrive la musica di questi cinque ragazzi del New Jersey che si affacciano sulla scena del progressive metal con il secondo album, “A Great Divine”. Però non pensate che i Suspyre siano dediti a scopiazzare, anzi, hanno preso il meglio dalle due band, e ne hanno elaborato uno stile personale, inserendo grandi partiture orchestrali, melodie ricercate, arrangiamenti curati e soprattutto velocità. Menzione a parte va per il singer Clay Barton, tenore e autore dei testi, dalla voce molto ruvida e potente, che ha dalla sua parte anche una notevole estensione, e per il chitarrista Greg Rossetti, autore delle musiche, virtuoso e funambolico, che si diletta anche nel suonare il sax e la viola; naturalmente gli altri elementi della band non sono da meno, e ci deliziano con una perfetta esecuzione dei propri strumenti, e sono Rich Skibinsky alla chitarra e tastiere, Sam Paulicelli alla batteria e Andrew Distabile al basso. L’album è diviso in due parti, "Opus II:
The Alignment Of Galaxies", e "Opus III: The Origin Of A Curse"; avrete capito che si tratta di un concept album, che racconta la storia di April, una ragazza orfana che trova conforto suonando il pianoforte. Opus II inizia con “Forever The Voices” che praticamente è un coro di voci che serve per creare tensione per il pezzo che viene dopo, “The Singer”, che vi stupirà per la sua potenza esecutiva, con riff di chitarre veloci, e per la varietà delle parti vocali e quelle strumentali, ed è ciò che fa di “A Great Divide” un gran disco. E Barton ha un incredibile capacità di dimostrare la sua caratura, e le sue backing vocals aggiungono spessore. Un altro aspetto positivo è la sperimentazione creativa nell’uso degli strumenti, non a caso l’assolo di “The Spirit”, brano acustico, è eseguito dal sax di Rossetti, forte di un background jazz. Segue la bellissima strumentale “Galactic Backward Movements” che vi catturerà nel suo vortice di note e sperimentazione. “Manipulation in Time” è un’altra prova di bravura, e “Resolution”, song con cori e chitarra acustica, chiude Opus II. “April In The Fall” e “Subliminal Delusions” si susseguano, veloci e frenetiche, cariche di emozioni, e “Bending the Violet” è uno strumentale di musica classica che serve per introdurre il pezzo più emozionante del disco, “The Piano Plays At Last”, che è una dolcissima ballata ora acustica, ora elettrica, con le chitarre che creano armonie e contrappunti. La parte strumentale del pezzo è qualcosa di meraviglioso, come la voce sognante di Barton. “Alterations of the Ivory” è introdotta dal sassofono sopra una ritmica sincopata, che culmina con un duetto di chitarre e tastiere. Un vecchio disco che suona, e subito parte veloce “Blood and Passion” ultimo brano, e contiene un po’ la somma di quello che abbiamo ascoltato fino ad ora, ovvero grandi orchestrazioni, e grande parte strumentale, dove si esibiscono in assolo tutti i componenti. Sul finale del brano c’è anche un piccolo omaggio a Beethoven.
C’è una grande energia in questo “A Great Divide”, e c’è voglia di provare cose nuove, e sarebbe un vero peccato se i Suspyre passassero inosservati. Ringrazio ancora una volta MySpace per avermi fatto conoscere un grandissimo gruppo.
Brano Migliore: “The Piano Plays At Last”
Brano Peggiore: Nessuno.
VOTO: 9
(Smaz)