witchfinder general - resurrected

BAND: Witchfinder General
TITOLO: Resurrected
ETICHETTA: Buried In Time And Dust Records
ANNO: 2008
GENERE: nwobhm /doom
NAZIONALITÀ: Inghilterra
DURATA: 42 minuti
CONTATTI: www.witchfindergeneral.net

RECENSIONE:
Witchfinder General ... si d'accordo, il film con Vincent Price del 1968; ok, va bene, il film è tratto dal romanzo di Ronald Bassett del 1966. Ma qui si sta parlando della leggendaria nwobhm band, quella delle copertine eroto-medievali (con i seni al vento della modella Joanne Latham), del singer pazzoide Zeeb Parkes, e dei due mitici full-lenght "Death Penalty" (1982) e "Friends Of Hell" (1983). Forse siete troppo giovani e tutto quello che vi viene in mente sono una canzone dei Saxon e un album dei Cathedral con lo stesso titolo. Ecco, allora date una spolverata all'enciclopedia della storia del metal, certe lacune sono disdicevoli. Avrete però sentito parlare di Witchfynde, Black Sabbath e Angel Witch, band necessarie ad identificare il sound dei Witchfinder General. New wave of british heavy metal, compromessa con ambientazioni doom esoteriche, cimiteriali e letterarie. I nostri vecchietti di Stourbridge sono tornati, anche se sarebbe meglio precisare che l'unico superstite del magico team degli eighties è Phil Cope, chitarrista e, alla bisogna, bassista del gruppo. "Resurrected" è inaspettatamente il loro nuovo album, ben 25 anni dopo il loro ultimo full-lenght, al quale hanno pur fatto seguito singoli, live e compilation. Zeeb Parkes non è più della partita; al suo posto c'è Gary Martin, la cui timbrica puzza di bettole inglesi lontano mille miglia. La voce di Martin è altrettanto fortemente tipizzata e caratteristica, sebbene in queste situazioni l'effetto nostalgia dei fans storici non conosca pietà. Come verrà accettato l'avvicendamento? Chissà, intanto godiamoci quanto di buon i Generali hanno realizzato su "Resurrected". Rispetto ai precedenti due album si nota una sostanziale maturazione (come strumentisti i nostri non erano esattamente dei modelli di virtuosismo e ultratecnica), sottolineata anche dal riscattarsi dalle sonorità platealmente sabbathiane. "Resurrected" è un album di cupa e sepolcrale nwobhm, incurante della modernità e delle tecnologie, fedele alle cattedrali gotiche, ai backyard cemetery desolati, alle highlands a strapiombo sul mare, alle navate buie e silenziose di abbazie appena rischiarate dal tepore delle lampade a olio. Curiosamente si potrebbero citare i lavori di Paul Chain (almeno quelli compresi tra l'84 ed il '91) come rimando abbastanza prossimo a quanto emerge da "Resurrected". Ciò che sorprende è l'altissima qualità di questo lavoro, puro e genuino come non te lo aspetti da parte di una band pur buona ma che - a suo tempo - mostrava evidenti limiti "strutturali", nonché un fortissimo senso di appartenenza al verbo sabbathiano. 8 tracce scarne ed essenziali, eppure impregnate di feeling e dense di atmosfera come un buon romanzo gotico di Shelley o come un poema in versi di T.S. Elliot. Signori, che album!

VOTO: 8

(Psychotron)