assedium – far from the light
BAND: Assedium
TITOLO: Far From The Light
ETICHETTA: Autoprodotto
ANNO: 2005
GENERE: true epic metal
NAZIONALITÀ: Italia
DURATA: 27 minuti ca.
CONTATTI: www.assedium.com
RECENSIONE:
Sacralità e tradizione sono la stella polare che guida la via degli Assedium al metallo. Il titolo del loro promo non significa infatti solo ciò che appare ad una prima lettura, ma intende anche affermare la siderale distanza del combo dal metal modaiolo e artefatto, il cosiddetto “plastic metal”. Gli Assedium arrivano quasi a rifiutare la modernità (sinonimo di mediocrità) e anelano come un simulacro il ritorno di un’epoca tanto amata quale fu quella dei secoli bui della Media Età. Drake al basso, Guido e Chicco alle chitarre, Marco alle vocals e Daniele alla batteria, ci proiettano con estrema naturalezza e spontaneità nel mondo dei vari Howard, Tolkien e Moorcock. All’interno della track list di “Far From The Light” gloria, coraggio, antichità, disciplina, leggenda, passione, lealtà, si fondono insieme per originare uno dei prodotti più epici, solenni ed enfatici che la scena italiana ricordi da tempo (ad eccezione degli indebitamente trascurati Savers, autori nel 1999 su Iron Glory Records di quel capolavoro che è “Victory’s In Sight”, e dei primissimi Domine e Doomsword). Gli Assedium sono un ascolto (nonché un acquisto, quando a breve usciranno su My Graveyard Productions) obbligato per coloro i quali si fregiano di venerare bands rispondenti al nome di Lord Weird Slough Feg, Manilla Road, Omen, Cirith Ungol, Gothic Knights, Cauldron Born, Battle Roar, Last Empire, Zandelle e Manowar (almeno quelli di “Into Glory Ride”). In particolare la voce di Marco ricorda non poco per timbrica e interpretazione Mike Scalzi degli Slough Feg (anche se forse la sua pronuncia inglese in alcuni frangenti risulta un po’ troppo “arrotondata” ed impostata). I maestri Cirth Ungol sono omaggiati con la cover bellissima di “Black Machine” (estratta da “King Of The Dead”); eccelsa la rendering degli Assedium dove ancora una volta Marco si distingue nel tentativo di ricalcare le orme di Tim Baker, una delle voci più sofferte e particolari del panorama heavy degli ‘80s, a mio parere. “Sacred Vengeance” (vagamente maideniana nel riffing), “Under The Black Stars”, “Legions Of The Underworld”, le tracce di “Far From The Light” sono tutte belle, caratterizzate da standards qualitativi altissimi per un prodotto di true epic metal dalle sfumature doom, compatto, teso ed epico oltre ogni misura; decisamente una band pronta e matura per spiccare il salto definitivo nel circuito ufficiale. Ottime in particolari la opener “Cimmerian Steel” (puro concentrato dei migliori Domine e degli Slough Feg) e la manowariana title track, forse il momento più alto dell’intero lavoro; ma nulla in questi quasi 27 minuti delude. Notevole anche tutta la sezione strumentale degli Assedium, capace di non mostrare neanche un momento di calo di tensione. Interessante pure la copertina del promo, perfettamente in linea con quanto proposto dalla band e con i canoni del genere (con una strizzatina d’occhio credo all’immaginario visivo dei Virgin Steele pre-impazzimento megalomane). Avanti così, l’Italia ha bisogno di bands del genere!
VOTO: 8
(Psychotron)